Domenica 1° febbraio, il Santuario della Madonna della Rosa è stato il cuore di un evento di profondo significato ecclesiale, confermando la costituzione ufficiale del primo nucleo dell’Associazione Laici Amore Misericordioso (LAM) nella Diocesi di Senigallia. Una giornata vissuta all’insegna della comunione, che ha visto numerosi fedeli abbracciare formalmente l’impegno di testimoniare il carisma della Beata Madre Speranza nel mondo.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza e dall’accompagnamento pastorale dei Referenti Religiosi Nazionali, Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM, giunti a Ostra insieme al Coordinatore Nazionale, Avvocato Luca Antonietti e all’Economo Sebastiano Fiorito. Insieme hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera Associazione a questa nuova formazione locale. La loro partecipazione congiunta ha reso tangibile lo spirito di famiglia carismatica, unendo la componente consacrata e quella laicale in un unico afflato missionario.
La nascita del gruppo di Ostra, coordinato da Luciana Fucili, rappresenta un tassello fondamentale per la presenza dell’Associazione nelle Marche. Questa nuova realtà si affianca, infatti, alle comunità già operose di Jesi e Fermo, inserendosi in un corpo vivo che conta oggi oltre trenta gruppi attivi in tutta Italia. Come sottolineato durante gli interventi, ogni nuova formazione non è un’isola ma un “ospedale da campo” chiamato a operare in sinergia con il clero diocesano, portando l’annuncio dell’Amore Misericordioso nelle pieghe della società civile.
Il momento culminante della giornata, preparato dalla profonda catechesi di Suor Rifugio Lanese e dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Quinto Tomassi, è stato il rito delle adesioni. L’intervento dell’Avvocato Antonietti ha richiamato con forza la natura del servizio laicale intesa come missione quotidiana. I Laici Amore Misericordioso sono chiamati a essere “mani e cuore” nelle proprie famiglie e negli ambienti di lavoro, facendosi carico delle fragilità altrui con lo stesso stile materno e accogliente appreso dalla Beata Speranza di Gesù.
Questa giornata di grazia consegna alla Diocesi di Senigallia un gruppo motivato e pronto al servizio, radicato nella preghiera e aperto alle necessità del prossimo. L’affidamento finale alla Madonna della Rosa ha suggellato il desiderio di camminare insieme, nella certezza di vivere – come amava ripetere Madre Speranza – “Tutto per Amore”.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2026-02-03T092223.540.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-02-02 10:00:002026-02-03 09:26:58Ostra accoglie il primo gruppo LAM nella Diocesi di Senigallia
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2024/01/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-69.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-01-27 19:49:242026-01-27 19:49:26Festa di MADRE SPERANZA
Celebrata l’Ordinazione Diaconale di P. Alexandru Cristinel Chiricheș, FAM
Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 17:30, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è divenuto il luogo di una profonda esperienza di fede, di servizio e di grazia. In un clima di preghiera e di festa, Sua Ecc.za Mons. Domenico Cancian ha presieduto la Santa Messa di Ordinazione Diaconale di Fr. Alexandru Cristinel Chiricheș, membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso (FAM), imponendo le mani e pregando affinché il Signore lo renda “servo di tutti” nell’annuncio del Vangelo e nel ministero alla Chiesa.
La frase scelta come guida – «Seguimi» (Mt 9,9) – ha accompagnato tutta la celebrazione. Come Matteo, chiamato da Gesù a lasciare tutto per seguirLo, così anche P. Cristinel ha risposto a una chiamata personale, manifestata nel discernimento, nella preghiera e nella sequela quotidiana del Signore. In questa pagina di Vangelo risuona la dinamica essenziale della vocazione: non un progetto umano, ma un incontro trasformante con Cristo che chiama e coinvolge il cuore.
Il Ministero del diacono: segno di amore e di servizio
Durante la celebrazione, Mons. Cancian ha ricordato che il diaconato non è semplicemente un grado “intermedio” verso il sacerdozio, ma un ministero a pieno titolo: servizio della Parola, del culto e della carità. Il diacono, infatti, è chiamato non solo a proclamare il Vangelo e ad assistere all’altare, ma soprattutto a far risuonare nella vita della comunità la tenerezza di Cristo, che si china sui poveri, sugli ultimi e su chi soffre.
Il gesto dell’imposizione delle mani, accompagnato dalla preghiera consacratoria, ha segnato il momento culminante della celebrazione: un atto di trasmissione sacramentale, ma anche di consegna alla missione. In quell’istante, la comunità ha accompagnato con il canto e con la preghiera il nuovo diacono, offrendogli il sostegno spirituale per il cammino che lo attende.
La Messa è stata trasmessa anche online, permettendo a familiari, amici e fedeli lontani di unirsi in preghiera e in gioia per questo evento significativo. Il collegamento alla celebrazione, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=saUEtK_ZgGQ, ha favorito la partecipazione di chi non ha potuto essere presente fisicamente, rendendo condivisa questa tappa essenziale della vocazione di P. Cristinel.
La data scelta – la seconda domenica di Avvento, a ridosso dell’Immacolata – richiama il senso di attesa, di gioia e di preparazione alla venuta del Signore. Il diaconato di P. Cristinel diventa così un segno concreto di speranza: un giovane consacrato inviato ad annunciare Cristo nel mondo, con cuore libero, mani aperte e piedi pronti a camminare verso ogni frontiera di bisogno.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-31T115648.927.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-31 11:58:002025-12-31 11:58:02“Seguimi” (Mt 9,9): una chiamata che trasforma
Il libro Maria Pilar de Arratia e Madre Speranza di Gesù: insieme sulle orme dell’Amore Misericordioso offre uno sguardo nuovo e profondo sulla figura, spesso poco conosciuta, della Sig.na Pilar de Arratia, collaboratrice indispensabile di Madre Speranza di Gesù. Donna aristocratica e colta, Pilar scelse liberamente di rinunciare ai privilegi della propria condizione per seguire una chiamata interiore, mettendo la sua vita, le sue risorse e la sua intelligenza al servizio dell’Opera nascente. Il libro ripercorre la sua trasformazione spirituale e il suo ruolo decisivo nei momenti più difficili: dalla difesa instancabile della Madre contro accuse e incomprensioni, fino all’impegno quotidiano, umile e nascosto, che contribuì a dare radici solide alla nuova Congregazione.
L’opera mette in luce una relazione profonda, umana e spirituale, in cui due vocazioni diverse si completano a vicenda, diventando strumenti docili nelle mani di Dio. La storia di Madre Speranza e della Sig.na Pilar rivela così come la provvidenza divina operi attraverso legami, collaborazioni e fedeltà silenziose, trasformando esistenze semplici in testimonianze luminose di misericordia.
Non si tratta solo di una biografia, ma di un cammino spirituale che invita il lettore a lasciarsi toccare dal messaggio dell’Amore Misericordioso, attuale oggi più che mai: un amore che sostiene, guarisce e restituisce speranza. Il libro diventa così un invito a riconoscere l’opera di Dio nelle trame nascoste delle relazioni e nei “sì” generosi di chi, come Pilar, sceglie di servire senza apparire.
La pubblicazione è disponibile presso il Santuario dell’Amore Misericordioso.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T171241.256.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-15 17:14:162025-12-15 17:21:11MARIA PILAR DE ARRATIA e Madre Speranza di Gesù, sulle orme dell’Amore Misericordioso
“Con lo sguardo verso l’alto” non è stata solo un’esperienza da vivere, ma un tempo da abitare.
Dal 21 al 23 novembre, a Collevalenza, alcuni giovani hanno condiviso giorni di ascolto, preghiera e fraternità, lasciandosi interrogare dalla Parola e dallo sguardo misericordioso di Dio. Tra queste voci, quella di Angela racconta con semplicità e profondità ciò che accade quando ci si lascia sorprendere.
Il Santuario dell’Amore Misericordioso per noi giovani non è un semplice santuario da visitare una volta, ma un luogo dove tornare per ritrovare quella serenità che personalmente poche volte ho provato altrove. Una volta arrivata a Collevalenza non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo in quei giorni, così mi sono lasciata stupire: dalle attività, dalla preghiera, dai dialoghi con i catechisti e soprattutto quelli con i giovani incontrati al Santuario. Nei tre giorni al Santuario abbiamo affrontato la storia di Giuseppe, figlio d’Abramo: attraverso le catechesi e le condivisioni ho potuto approfondire il mio rapporto con Dio. Proprio come Giuseppe, ho capito quanto Dio mi ami e non mi lasci mai sola, rimanendo insieme a noi anche nei momenti peggiori ed è proprio lì che possiamo incontrarlo. Ringrazio moltissimo di aver potuto partecipare a quest’esperienza grazie alla quale mi sono messa alla prova ed ho avuto la possibilità di conoscere giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che come me hanno il desiderio di fare un incontro vero, autentico.
La testimonianza di Angela apre alla certezza che si ritorna sempre a casa, da Collevalenza, con il cuore più leggero e lo sguardo più aperto, nella consapevolezza che Dio continua a camminare con ciascuno di noi anche quando non ce ne accorgiamo. Questa esperienza ha dato la possibilità ai giovani di fare esperienza di come, alzare lo sguardo, non significa fuggire dalla realtà, ma imparare a viverla sapendo di non essere soli. Sono tante le cose che ogni ragazzo si è riportato con se: i volti, le parole, i silenzi condivisi e la certezza che l’Amore Misericordioso di Dio continua a chiamare sempre, lì dove siamo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T121448.431.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-01 12:17:242025-12-15 12:27:08Con lo sguardo verso l’alto 2025
Il prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025” assegnato a Jesús Colina
A cura di Luca Antonietti, coordinatore nazionale dei Laici dell’Amore Misericordioso
Si è concluso presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza l’atteso Convegno Nazionale dei Laici Amore Misericordioso – LAM, che ha visto riunite oltre 30 comunità laiche provenienti da tutta Italia. Dal 24 al 26 ottobre, il convegno ha offerto ai partecipanti tre giornate intense di preghiera, confronto e approfondimento sul tema “La Strategia della Pace: Disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo”.
Il suggestivo Santuario, eretto grazie al carisma della beata Madre Speranza di Gesù, ha fatto da sfondo a una manifestazione che ha unito momenti di fervore spirituale e celebrazioni solenni a riflessioni coraggiose e attuali sui temi della riconciliazione e del dialogo, oggi fondamentali per la Chiesa e per la società.
Tra i momenti più significativi di questa edizione spicca il Rito della Promessa, durante il quale oltre 30 nuovi membri hanno ufficialmente aderito all’associazione. Ogni promessa sancisce un gesto carico di significato e fiducia, a dimostrazione che il carisma dell’Amore Misericordioso continua a parlare al cuore di tante persone, mostrando come la fede possa tradursi in azione concreta e collettiva.
L’Associazione Laici Amore Misericordioso, che oggi conta più di 30 comunità attive su tutto il territorio italiano, si pone come un esempio vivente di ciò che i laici possono realizzare nella Chiesa contemporanea. Il riconoscimento di questo cammino condiviso, radicato nel messaggio evangelico e nello spirito di servizio, dimostra la rilevanza del loro impegno non solo a livello locale, ma anche globale.
L’azione dell’Equipe Nazionale, con il coordinamento dell’avv. Luca Antonietti, ha garantito momenti di profondo significato che hanno permesso ai partecipanti di vivere appieno il tema portante del convegno. L’Equipe, riferimento per le comunità della LAM in Italia, ha saputo tracciare una linea chiara di lavoro e di coinvolgimento che ha reso l’evento un’occasione di crescita autentica e partecipata.
L’evento si è concluso con la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025”, assegnato al giornalista e saggista Jesús Colina per il suo libro “Papa Leone XIV: La sua vita, il suo pensiero, le grandi sfide della Chiesa” edito dalle Paoline. Durante questa celebrazione, tenutasi presso il gremito Auditorium San Giovanni Paolo II, il pubblico ha potuto riflettere su argomenti di grande attualità riguardanti il pontificato di Leone XIV e la visione di una Chiesa sempre più unita e aperta alle sfide del futuro.
L’intervento di Colina ha posto l’accento sull’importanza dei laici come protagonisti di un cambiamento ecclesiale e sociale. È stato un momento di grande ispirazione capace di catturare lo spirito del convegno e di indicare la direzione di marcia: coltivare nuovi ponti di solidarietà e perseguire quella strategia di pace che il mondo di oggi chiede a gran voce.
La manifestazione ha visto anche la partecipazione dell’avvocata cilena Andrea Idalsoaga Montoya, coordinatrice internazionale dell’associazione. La sua presenza ha valorizzato l’evento, sottolineando la dimensione globale del carisma dell’Amore Misericordioso, che supera i confini e collega comunità e individui in uno slancio di fraternità e servizio. L’impegno de Laici Amore Misericordioso trascende dai confini statuali portando un messaggio universale di pace e speranza.
I partecipanti sono tornati alle loro comunità con il cuore colmo di gratitudine e l’ispirazione necessaria a proseguire il cammino. L’operato dell’Equipe Nazionale ha contribuito a fare di questo convegno non solo una manifestazione di successo, ma anche un momento imprescindibile di riflessione per il futuro della Chiesa e dei laici. Con 30 comunità attive in tutta Italia, l’Associazione dei Laici Amore Misericordioso si conferma una realtà fondamentale della Chiesa contemporanea, capace di affrontare con spirito evangelico le sfide sociali e culturali di oggi.
Accogliendo fedeli e sostenitori, Collevalenza si è dimostrata ancora una volta il territorio privilegiato in cui radicare esperienze di fede autentica, reciproco arricchimento e speranza per il futuro. Il messaggio di questa edizione – la pace attraverso il dialogo – si è trasformato in un impegno concreto, pronto a proiettarsi ben oltre i tre giorni intensi di preghiera e confronto condivisi. Un seme piantato nelle profondità della fede, con radici salde e rami pronti a distendersi verso il futuro.
Dal 10 al 14 novembre 2025 si terrà a Collevalenza, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso, la XXIV Assemblea SDFAM-FAM d’Italia. Sarà un momento di fraternità, incontro, formazione e scambio di esperienze, che senza dubbio ci arricchirà nel ministero e nella vita religiosa come FAM e SDFAM.
Sono invitati tutti i sacerdoti che ancora non conoscono la realtà di Collevalenza o che già ci sono stati per esercizi spirituali, accompagnando un pellegrinaggio o per qualche giorno di riposo. Per motivi organizzativi, tutti coloro che sono interessati, sono invitati a comunicare alla Casa del Pellegrino (tel. 07589581) o al Segretario Generale FAM (segreteriafam@collevalenza.it) la propria partecipazione e quella di altri sacerdoti che desiderano prenderne parte.
Nella memoria liturgica di Santa Teresa d’Avila, la Famiglia dell’Amore Misericordioso si è raccolta attorno all’altare della Cappella del Crocifisso, a Collevalenza, per pregare e accogliere la prima professione religiosa di Paolo Cedro, neo-professo di origine siciliana. Circondato da familiari, amici e numerosi laici e consacrati giunti da diversi luoghi d’Italia, fr. Paolo ha emesso i suoi voti di povertà, castità ed obbedienza secondo le Costituzioni dei Figli dell’Amore Misericordioso.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso Ireneo Martìn, ha avuto come centro le luminose figure di Santa Teresa, di Madre Speranza e del “giovane ricco” (Mc 10,17-31), figure dalle quali p. Ireneo ha voluto trarre spunto per rivolgere a Paolo le seguenti parole nell’omelia:
Oggi, festa di Santa Teresa d’Avila, è il giorno in cui Madre Speranza partì dalla casa paterna per farsi santa, come lei. È un giorno grande per te, Paolo, e per tutti noi. La tua consacrazione religiosa al Signore come Figlio dell’Amore Misericordioso: che immenso dono che ricevi dal Signore. Nel vangelo, Marco, parla di un uomo, un tale (Mc 10,17-22) nel quale ci identifichiamo tutti noi, che corre ed ha fretta di incontrare Gesù. E gli pone una domanda centrale per la sua vita: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). Cerca con un’urgenza una risposta per se stesso. Dove vuole rivolgere questo personaggio il suo sguardo? E da chi viene attratto?
Il mondo gli propone la felicità dell’avere, gli indica come valore dei valori il denaro. La società – come sapete – adora l’avere, il possedere, e lui ormai è solo ciò che ha. La società è un mostro che ha bisogno di distruggere ciò che produce, per produrre sempre di più. Invece il Signore, nel vangelo, ci propone la felicità dell’essere; e per essere felice, offre a questo tale un primo passo: osservare i comandamenti, per essere degno di ricevere la vita eterna. È questa una proposta per tutti noi. In questa stessa linea si esprimeva Madre Speranza: “Figli miei, siate sempre fedeli e fate in modo di essere come il Signore vi ha voluti, anche se ve l’ha fatto conoscere questa povera creature, che è vostra Madre. Non vergognatevi mai di essere fedeli, e di essere uniti alle regole, norme e consigli che devono orientare la vostra vita. Non consideratele come antiquate o passate di modo, perchè il Signore ve la fatte conoscere e così le ha volute per voi” (Circolare, 1968).
Ma nella nostra vita, cari fratelli e sorelle, c’è un di più che l’uomo sempre chiede, un desiderio di felicità mai raggiunto, che abita nel nostro cuore. Questa felicità è raggiunta solo dallo sguardo di un Dio che guardandolo, lo amò, dice il Vangelo (cfr. Mc 10,21). La chiamata a seguire Cristo sulla via dei consigli evangelici, caro Paolo, nasce dall’incontro interiore con l’amore di Cristo, che è amore misericordioso. Cristo ti chiama mediante questo suo amore: questo amore di predilezione abbraccia la persona intera, corpo ed anima. Noi non apparteniamo più a noi stessi, ma a lui. E questa nuova consapevolezza è stata il frutto dello sguardo amorevole e misericordioso di Cristo nel segreto del tuo cuore, Paolo. Questo amore è la radice della tua felicità. Lo sguardo di Dio invade tutta la persona: a Madre Speranza è bastato questo sguardo per seguire, senza indugiare, il buon Gesù. È solo a seguito di questo sguardo, che segue la parola nel Vangelo: “va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!” (Mc 10,21). Liberarsi: liberare il proprio essere da tutte le corazze, da tutti gli scudi, da tutte le difese che ci impediscono di percorrere la strada della felicità. Liberati, Paolo, da tutto ciò che il dio del mondo ti ha obbligato a portare, a tenere. Non è tuo, è dei poveri: sono parole che ci introducono nell’ambito del consiglio evangelico della povertà che, insieme ai all’obbedienza e alla castità, appartiene all’essenza stessa della tua vocazione e della professione religiosa. Anche oggi, Gesù si rivolge a noi, a te Paolo, e con lo stesso amore ci dice: “va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo”.
Il vangelo chiede sempre e a tutti un impegno, una decisione, una risposta. O la si respinge e si resta come si è, oppure la si accoglie e si cambia vita. Veramente questo brano evangelico ha cambiato la vita dei santi: S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi a queste parole lasciarono tutto e seguirono Gesù. L’uomo ricco, al contrario, quando udì queste parole, abbassò il il capo, divenne cupo e si allontanò con la tristezza nel cuore. L’evangelista chiude amaramente dando la ragione: “possedeva infatti molti beni” (Mc 10,22), molte sicurezze sbagliate.
Cari amici, la povertà evangelica ci mette in rapporto d’amore con l’altro, con Dio e coi fratelli. Ceduto ciò che si ha ci si mette in rapporto con ciò che si è. La logica di Dio, carissimi amici, non è il possesso, non è l’attaccamento, ma è il dono; non è l’avere, ma il dare per essere come Gesù. Perchè uno non è ciò che ha, ma ciò che da’, ciò che dona. “Niente ti turbi, niente ti spaventi. Solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila). Il vero ricco è colui che da’, non colui che trattiene le cose. Uno che da’ se stesso, d’ tutto, per ritrovarsi ricco di tutto e ricevere il cento per uno nella vita eterna. Questa è la benedizione che oggi Gesù ha portato a te, caro Paolo; è solo donandoti che troverai la felicità.
Allora potremmo chiederci: l’invito di Gesù non è troppo esigente? Le parole che Gesù aggiunge subito dopo quelle del ricco non ammettono replica: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio![…] È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio” (Mc 10,23b.25). Quello che questa pagina del vangelo vuole provocare in noi è che Dio è al di sopra di ogni cosa. Gesù non condanna la ricchezza né esalta la povertà, ma ci chiede di porre Dio al primo posto, anche dei beni che abbiamo, anche dei beni più cari, e di considerare i poveri come nostri fratelli, gli interessi più cari che diventano i nostri maestri – diceva Madre Speranza – verso i quali siamo debitori di amore e di aiuto. Essi hanno diritto al nostro amore e al nostro sostegno: siamo stati creati per condividere. Qui sta il segreto, caro Paolo, della felicità. Così lo capì Madre Speranza quando, in quel lontano 15 ottobre 1914, lasciò la casa paterna per farsi santa, come S. Teresa d’Avila. Così l’ha capito papa Francesco nell’enciclica Dilexit nos in cui ci ricordava che Gesù si identifica con i più piccoli della società, e così l’ha capito papa Leone nella recente esortazione Dilexit te sulla cura della Chiesa, per i poveri e con i poveri.
Caro Paolo, a nome di tutta la nostra Famiglia che ti ha accolto con tanto amore, a nome della tua cara mamma Pina e a nome di tutti i presenti ti affido all’Amore Misericordioso. Guarda Madre Speranza: come lei, tu possa essere apostolo e testimone credibile dell’Amore Misericordioso. Infine, ti affidiamo alla Vergine Madre, a Maria Mediatrice: ti sostenga nelle difficoltà, ti prenda in braccio e ti faccia sentire sempre più come suo vero figlio.
A fr. Paolo, dunque, l’augurio di un cammino santo, alla sequela di Cristo Amore Misericordioso. Figli, Ancelle e Laici dell’Amore Misericordioso continuano a sostenerlo nella preghiera perché possa custodire sempre, come Madre Speranza, il desiderio di santificazione.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/10/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-10-16T100058.586.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-10-16 10:03:052025-10-16 10:03:08“Eccomi, Signore”. La PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA di fr. Paolo Cedro
Ostra accoglie il primo gruppo LAM nella Diocesi di Senigallia
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoOstra (AN), 2 Febbraio
Domenica 1° febbraio, il Santuario della Madonna della Rosa è stato il cuore di un evento di profondo significato ecclesiale, confermando la costituzione ufficiale del primo nucleo dell’Associazione Laici Amore Misericordioso (LAM) nella Diocesi di Senigallia. Una giornata vissuta all’insegna della comunione, che ha visto numerosi fedeli abbracciare formalmente l’impegno di testimoniare il carisma della Beata Madre Speranza nel mondo.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza e dall’accompagnamento pastorale dei Referenti Religiosi Nazionali, Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM, giunti a Ostra insieme al Coordinatore Nazionale, Avvocato Luca Antonietti e all’Economo Sebastiano Fiorito. Insieme hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera Associazione a questa nuova formazione locale. La loro partecipazione congiunta ha reso tangibile lo spirito di famiglia carismatica, unendo la componente consacrata e quella laicale in un unico afflato missionario.
La nascita del gruppo di Ostra, coordinato da Luciana Fucili, rappresenta un tassello fondamentale per la presenza dell’Associazione nelle Marche. Questa nuova realtà si affianca, infatti, alle comunità già operose di Jesi e Fermo, inserendosi in un corpo vivo che conta oggi oltre trenta gruppi attivi in tutta Italia. Come sottolineato durante gli interventi, ogni nuova formazione non è un’isola ma un “ospedale da campo” chiamato a operare in sinergia con il clero diocesano, portando l’annuncio dell’Amore Misericordioso nelle pieghe della società civile.
Il momento culminante della giornata, preparato dalla profonda catechesi di Suor Rifugio Lanese e dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Quinto Tomassi, è stato il rito delle adesioni. L’intervento dell’Avvocato Antonietti ha richiamato con forza la natura del servizio laicale intesa come missione quotidiana. I Laici Amore Misericordioso sono chiamati a essere “mani e cuore” nelle proprie famiglie e negli ambienti di lavoro, facendosi carico delle fragilità altrui con lo stesso stile materno e accogliente appreso dalla Beata Speranza di Gesù.
Questa giornata di grazia consegna alla Diocesi di Senigallia un gruppo motivato e pronto al servizio, radicato nella preghiera e aperto alle necessità del prossimo. L’affidamento finale alla Madonna della Rosa ha suggellato il desiderio di camminare insieme, nella certezza di vivere – come amava ripetere Madre Speranza – “Tutto per Amore”.
ESERCIZI SPIRITUALI 2026 Ancelle dell’Amore Misericordioso
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoFesta di MADRE SPERANZA
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/in Evento /da Famiglia dell'Amore Misericordioso“Seguimi” (Mt 9,9): una chiamata che trasforma
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoCelebrata l’Ordinazione Diaconale di P. Alexandru Cristinel Chiricheș, FAM
Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 17:30, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è divenuto il luogo di una profonda esperienza di fede, di servizio e di grazia. In un clima di preghiera e di festa, Sua Ecc.za Mons. Domenico Cancian ha presieduto la Santa Messa di Ordinazione Diaconale di Fr. Alexandru Cristinel Chiricheș, membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso (FAM), imponendo le mani e pregando affinché il Signore lo renda “servo di tutti” nell’annuncio del Vangelo e nel ministero alla Chiesa.
La frase scelta come guida – «Seguimi» (Mt 9,9) – ha accompagnato tutta la celebrazione. Come Matteo, chiamato da Gesù a lasciare tutto per seguirLo, così anche P. Cristinel ha risposto a una chiamata personale, manifestata nel discernimento, nella preghiera e nella sequela quotidiana del Signore. In questa pagina di Vangelo risuona la dinamica essenziale della vocazione: non un progetto umano, ma un incontro trasformante con Cristo che chiama e coinvolge il cuore.
Il Ministero del diacono: segno di amore e di servizio
Durante la celebrazione, Mons. Cancian ha ricordato che il diaconato non è semplicemente un grado “intermedio” verso il sacerdozio, ma un ministero a pieno titolo: servizio della Parola, del culto e della carità. Il diacono, infatti, è chiamato non solo a proclamare il Vangelo e ad assistere all’altare, ma soprattutto a far risuonare nella vita della comunità la tenerezza di Cristo, che si china sui poveri, sugli ultimi e su chi soffre.
Il gesto dell’imposizione delle mani, accompagnato dalla preghiera consacratoria, ha segnato il momento culminante della celebrazione: un atto di trasmissione sacramentale, ma anche di consegna alla missione. In quell’istante, la comunità ha accompagnato con il canto e con la preghiera il nuovo diacono, offrendogli il sostegno spirituale per il cammino che lo attende.
La Messa è stata trasmessa anche online, permettendo a familiari, amici e fedeli lontani di unirsi in preghiera e in gioia per questo evento significativo. Il collegamento alla celebrazione, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=saUEtK_ZgGQ, ha favorito la partecipazione di chi non ha potuto essere presente fisicamente, rendendo condivisa questa tappa essenziale della vocazione di P. Cristinel.
La data scelta – la seconda domenica di Avvento, a ridosso dell’Immacolata – richiama il senso di attesa, di gioia e di preparazione alla venuta del Signore. Il diaconato di P. Cristinel diventa così un segno concreto di speranza: un giovane consacrato inviato ad annunciare Cristo nel mondo, con cuore libero, mani aperte e piedi pronti a camminare verso ogni frontiera di bisogno.
MARIA PILAR DE ARRATIA e Madre Speranza di Gesù, sulle orme dell’Amore Misericordioso
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoIl libro Maria Pilar de Arratia e Madre Speranza di Gesù: insieme sulle orme dell’Amore Misericordioso offre uno sguardo nuovo e profondo sulla figura, spesso poco conosciuta, della Sig.na Pilar de Arratia, collaboratrice indispensabile di Madre Speranza di Gesù. Donna aristocratica e colta, Pilar scelse liberamente di rinunciare ai privilegi della propria condizione per seguire una chiamata interiore, mettendo la sua vita, le sue risorse e la sua intelligenza al servizio dell’Opera nascente. Il libro ripercorre la sua trasformazione spirituale e il suo ruolo decisivo nei momenti più difficili: dalla difesa instancabile della Madre contro accuse e incomprensioni, fino all’impegno quotidiano, umile e nascosto, che contribuì a dare radici solide alla nuova Congregazione.
L’opera mette in luce una relazione profonda, umana e spirituale, in cui due vocazioni diverse si completano a vicenda, diventando strumenti docili nelle mani di Dio. La storia di Madre Speranza e della Sig.na Pilar rivela così come la provvidenza divina operi attraverso legami, collaborazioni e fedeltà silenziose, trasformando esistenze semplici in testimonianze luminose di misericordia.
Non si tratta solo di una biografia, ma di un cammino spirituale che invita il lettore a lasciarsi toccare dal messaggio dell’Amore Misericordioso, attuale oggi più che mai: un amore che sostiene, guarisce e restituisce speranza. Il libro diventa così un invito a riconoscere l’opera di Dio nelle trame nascoste delle relazioni e nei “sì” generosi di chi, come Pilar, sceglie di servire senza apparire.
La pubblicazione è disponibile presso il Santuario dell’Amore Misericordioso.
Con lo sguardo verso l’alto 2025
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore Misericordioso“Con lo sguardo verso l’alto” non è stata solo un’esperienza da vivere, ma un tempo da abitare.
Dal 21 al 23 novembre, a Collevalenza, alcuni giovani hanno condiviso giorni di ascolto, preghiera e fraternità, lasciandosi interrogare dalla Parola e dallo sguardo misericordioso di Dio. Tra queste voci, quella di Angela racconta con semplicità e profondità ciò che accade quando ci si lascia sorprendere.
Il Santuario dell’Amore Misericordioso per noi giovani non è un semplice santuario da visitare una volta, ma un luogo dove tornare per ritrovare quella serenità che personalmente poche volte ho provato altrove. Una volta arrivata a Collevalenza non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo in quei giorni, così mi sono lasciata stupire: dalle attività, dalla preghiera, dai dialoghi con i catechisti e soprattutto quelli con i giovani incontrati al Santuario. Nei tre giorni al Santuario abbiamo affrontato la storia di Giuseppe, figlio d’Abramo: attraverso le catechesi e le condivisioni ho potuto approfondire il mio rapporto con Dio. Proprio come Giuseppe, ho capito quanto Dio mi ami e non mi lasci mai sola, rimanendo insieme a noi anche nei momenti peggiori ed è proprio lì che possiamo incontrarlo. Ringrazio moltissimo di aver potuto partecipare a quest’esperienza grazie alla quale mi sono messa alla prova ed ho avuto la possibilità di conoscere giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che come me hanno il desiderio di fare un incontro vero, autentico.
La testimonianza di Angela apre alla certezza che si ritorna sempre a casa, da Collevalenza, con il cuore più leggero e lo sguardo più aperto, nella consapevolezza che Dio continua a camminare con ciascuno di noi anche quando non ce ne accorgiamo. Questa esperienza ha dato la possibilità ai giovani di fare esperienza di come, alzare lo sguardo, non significa fuggire dalla realtà, ma imparare a viverla sapendo di non essere soli. Sono tante le cose che ogni ragazzo si è riportato con se: i volti, le parole, i silenzi condivisi e la certezza che l’Amore Misericordioso di Dio continua a chiamare sempre, lì dove siamo.
Il convegno dei Laici dell’Amore Misericordioso
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoIl prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025” assegnato a Jesús Colina
A cura di Luca Antonietti, coordinatore nazionale dei Laici dell’Amore Misericordioso
Si è concluso presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza l’atteso Convegno Nazionale dei Laici Amore Misericordioso – LAM, che ha visto riunite oltre 30 comunità laiche provenienti da tutta Italia. Dal 24 al 26 ottobre, il convegno ha offerto ai partecipanti tre giornate intense di preghiera, confronto e approfondimento sul tema “La Strategia della Pace: Disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo”.
Il suggestivo Santuario, eretto grazie al carisma della beata Madre Speranza di Gesù, ha fatto da sfondo a una manifestazione che ha unito momenti di fervore spirituale e celebrazioni solenni a riflessioni coraggiose e attuali sui temi della riconciliazione e del dialogo, oggi fondamentali per la Chiesa e per la società.
Tra i momenti più significativi di questa edizione spicca il Rito della Promessa, durante il quale oltre 30 nuovi membri hanno ufficialmente aderito all’associazione. Ogni promessa sancisce un gesto carico di significato e fiducia, a dimostrazione che il carisma dell’Amore Misericordioso continua a parlare al cuore di tante persone, mostrando come la fede possa tradursi in azione concreta e collettiva.
L’Associazione Laici Amore Misericordioso, che oggi conta più di 30 comunità attive su tutto il territorio italiano, si pone come un esempio vivente di ciò che i laici possono realizzare nella Chiesa contemporanea. Il riconoscimento di questo cammino condiviso, radicato nel messaggio evangelico e nello spirito di servizio, dimostra la rilevanza del loro impegno non solo a livello locale, ma anche globale.
L’azione dell’Equipe Nazionale, con il coordinamento dell’avv. Luca Antonietti, ha garantito momenti di profondo significato che hanno permesso ai partecipanti di vivere appieno il tema portante del convegno. L’Equipe, riferimento per le comunità della LAM in Italia, ha saputo tracciare una linea chiara di lavoro e di coinvolgimento che ha reso l’evento un’occasione di crescita autentica e partecipata.
L’evento si è concluso con la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025”, assegnato al giornalista e saggista Jesús Colina per il suo libro “Papa Leone XIV: La sua vita, il suo pensiero, le grandi sfide della Chiesa” edito dalle Paoline. Durante questa celebrazione, tenutasi presso il gremito Auditorium San Giovanni Paolo II, il pubblico ha potuto riflettere su argomenti di grande attualità riguardanti il pontificato di Leone XIV e la visione di una Chiesa sempre più unita e aperta alle sfide del futuro.
L’intervento di Colina ha posto l’accento sull’importanza dei laici come protagonisti di un cambiamento ecclesiale e sociale. È stato un momento di grande ispirazione capace di catturare lo spirito del convegno e di indicare la direzione di marcia: coltivare nuovi ponti di solidarietà e perseguire quella strategia di pace che il mondo di oggi chiede a gran voce.
La manifestazione ha visto anche la partecipazione dell’avvocata cilena Andrea Idalsoaga Montoya, coordinatrice internazionale dell’associazione. La sua presenza ha valorizzato l’evento, sottolineando la dimensione globale del carisma dell’Amore Misericordioso, che supera i confini e collega comunità e individui in uno slancio di fraternità e servizio. L’impegno de Laici Amore Misericordioso trascende dai confini statuali portando un messaggio universale di pace e speranza.
I partecipanti sono tornati alle loro comunità con il cuore colmo di gratitudine e l’ispirazione necessaria a proseguire il cammino. L’operato dell’Equipe Nazionale ha contribuito a fare di questo convegno non solo una manifestazione di successo, ma anche un momento imprescindibile di riflessione per il futuro della Chiesa e dei laici. Con 30 comunità attive in tutta Italia, l’Associazione dei Laici Amore Misericordioso si conferma una realtà fondamentale della Chiesa contemporanea, capace di affrontare con spirito evangelico le sfide sociali e culturali di oggi.
Accogliendo fedeli e sostenitori, Collevalenza si è dimostrata ancora una volta il territorio privilegiato in cui radicare esperienze di fede autentica, reciproco arricchimento e speranza per il futuro. Il messaggio di questa edizione – la pace attraverso il dialogo – si è trasformato in un impegno concreto, pronto a proiettarsi ben oltre i tre giorni intensi di preghiera e confronto condivisi. Un seme piantato nelle profondità della fede, con radici salde e rami pronti a distendersi verso il futuro.
XXIV Assemblea SDFAM-FAM d’Italia
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoDal 10 al 14 novembre 2025 si terrà a Collevalenza, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso, la XXIV Assemblea SDFAM-FAM d’Italia. Sarà un momento di fraternità, incontro, formazione e scambio di esperienze, che senza dubbio ci arricchirà nel ministero e nella vita religiosa come FAM e SDFAM.
Sono invitati tutti i sacerdoti che ancora non conoscono la realtà di Collevalenza o che già ci sono stati per esercizi spirituali, accompagnando un pellegrinaggio o per qualche giorno di riposo. Per motivi organizzativi, tutti coloro che sono interessati, sono invitati a comunicare alla Casa del Pellegrino (tel. 07589581) o al Segretario Generale FAM (segreteriafam@collevalenza.it) la propria partecipazione e quella di altri sacerdoti che desiderano prenderne parte.
“Eccomi, Signore”. La PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA di fr. Paolo Cedro
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoNella memoria liturgica di Santa Teresa d’Avila, la Famiglia dell’Amore Misericordioso si è raccolta attorno all’altare della Cappella del Crocifisso, a Collevalenza, per pregare e accogliere la prima professione religiosa di Paolo Cedro, neo-professo di origine siciliana. Circondato da familiari, amici e numerosi laici e consacrati giunti da diversi luoghi d’Italia, fr. Paolo ha emesso i suoi voti di povertà, castità ed obbedienza secondo le Costituzioni dei Figli dell’Amore Misericordioso.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso Ireneo Martìn, ha avuto come centro le luminose figure di Santa Teresa, di Madre Speranza e del “giovane ricco” (Mc 10,17-31), figure dalle quali p. Ireneo ha voluto trarre spunto per rivolgere a Paolo le seguenti parole nell’omelia:
Oggi, festa di Santa Teresa d’Avila, è il giorno in cui Madre Speranza partì dalla casa paterna per farsi santa, come lei. È un giorno grande per te, Paolo, e per tutti noi. La tua consacrazione religiosa al Signore come Figlio dell’Amore Misericordioso: che immenso dono che ricevi dal Signore. Nel vangelo, Marco, parla di un uomo, un tale (Mc 10,17-22) nel quale ci identifichiamo tutti noi, che corre ed ha fretta di incontrare Gesù. E gli pone una domanda centrale per la sua vita: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). Cerca con un’urgenza una risposta per se stesso. Dove vuole rivolgere questo personaggio il suo sguardo? E da chi viene attratto?
Il mondo gli propone la felicità dell’avere, gli indica come valore dei valori il denaro. La società – come sapete – adora l’avere, il possedere, e lui ormai è solo ciò che ha. La società è un mostro che ha bisogno di distruggere ciò che produce, per produrre sempre di più. Invece il Signore, nel vangelo, ci propone la felicità dell’essere; e per essere felice, offre a questo tale un primo passo: osservare i comandamenti, per essere degno di ricevere la vita eterna. È questa una proposta per tutti noi. In questa stessa linea si esprimeva Madre Speranza: “Figli miei, siate sempre fedeli e fate in modo di essere come il Signore vi ha voluti, anche se ve l’ha fatto conoscere questa povera creature, che è vostra Madre. Non vergognatevi mai di essere fedeli, e di essere uniti alle regole, norme e consigli che devono orientare la vostra vita. Non consideratele come antiquate o passate di modo, perchè il Signore ve la fatte conoscere e così le ha volute per voi” (Circolare, 1968).
Ma nella nostra vita, cari fratelli e sorelle, c’è un di più che l’uomo sempre chiede, un desiderio di felicità mai raggiunto, che abita nel nostro cuore. Questa felicità è raggiunta solo dallo sguardo di un Dio che guardandolo, lo amò, dice il Vangelo (cfr. Mc 10,21). La chiamata a seguire Cristo sulla via dei consigli evangelici, caro Paolo, nasce dall’incontro interiore con l’amore di Cristo, che è amore misericordioso. Cristo ti chiama mediante questo suo amore: questo amore di predilezione abbraccia la persona intera, corpo ed anima. Noi non apparteniamo più a noi stessi, ma a lui. E questa nuova consapevolezza è stata il frutto dello sguardo amorevole e misericordioso di Cristo nel segreto del tuo cuore, Paolo. Questo amore è la radice della tua felicità. Lo sguardo di Dio invade tutta la persona: a Madre Speranza è bastato questo sguardo per seguire, senza indugiare, il buon Gesù. È solo a seguito di questo sguardo, che segue la parola nel Vangelo: “va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!” (Mc 10,21). Liberarsi: liberare il proprio essere da tutte le corazze, da tutti gli scudi, da tutte le difese che ci impediscono di percorrere la strada della felicità. Liberati, Paolo, da tutto ciò che il dio del mondo ti ha obbligato a portare, a tenere. Non è tuo, è dei poveri: sono parole che ci introducono nell’ambito del consiglio evangelico della povertà che, insieme ai all’obbedienza e alla castità, appartiene all’essenza stessa della tua vocazione e della professione religiosa. Anche oggi, Gesù si rivolge a noi, a te Paolo, e con lo stesso amore ci dice: “va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo”.
Il vangelo chiede sempre e a tutti un impegno, una decisione, una risposta. O la si respinge e si resta come si è, oppure la si accoglie e si cambia vita. Veramente questo brano evangelico ha cambiato la vita dei santi: S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi a queste parole lasciarono tutto e seguirono Gesù. L’uomo ricco, al contrario, quando udì queste parole, abbassò il il capo, divenne cupo e si allontanò con la tristezza nel cuore. L’evangelista chiude amaramente dando la ragione: “possedeva infatti molti beni” (Mc 10,22), molte sicurezze sbagliate.
Cari amici, la povertà evangelica ci mette in rapporto d’amore con l’altro, con Dio e coi fratelli. Ceduto ciò che si ha ci si mette in rapporto con ciò che si è. La logica di Dio, carissimi amici, non è il possesso, non è l’attaccamento, ma è il dono; non è l’avere, ma il dare per essere come Gesù. Perchè uno non è ciò che ha, ma ciò che da’, ciò che dona. “Niente ti turbi, niente ti spaventi. Solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila). Il vero ricco è colui che da’, non colui che trattiene le cose. Uno che da’ se stesso, d’ tutto, per ritrovarsi ricco di tutto e ricevere il cento per uno nella vita eterna. Questa è la benedizione che oggi Gesù ha portato a te, caro Paolo; è solo donandoti che troverai la felicità.
Allora potremmo chiederci: l’invito di Gesù non è troppo esigente? Le parole che Gesù aggiunge subito dopo quelle del ricco non ammettono replica: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio![…] È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio” (Mc 10,23b.25). Quello che questa pagina del vangelo vuole provocare in noi è che Dio è al di sopra di ogni cosa. Gesù non condanna la ricchezza né esalta la povertà, ma ci chiede di porre Dio al primo posto, anche dei beni che abbiamo, anche dei beni più cari, e di considerare i poveri come nostri fratelli, gli interessi più cari che diventano i nostri maestri – diceva Madre Speranza – verso i quali siamo debitori di amore e di aiuto. Essi hanno diritto al nostro amore e al nostro sostegno: siamo stati creati per condividere. Qui sta il segreto, caro Paolo, della felicità. Così lo capì Madre Speranza quando, in quel lontano 15 ottobre 1914, lasciò la casa paterna per farsi santa, come S. Teresa d’Avila. Così l’ha capito papa Francesco nell’enciclica Dilexit nos in cui ci ricordava che Gesù si identifica con i più piccoli della società, e così l’ha capito papa Leone nella recente esortazione Dilexit te sulla cura della Chiesa, per i poveri e con i poveri.
Caro Paolo, a nome di tutta la nostra Famiglia che ti ha accolto con tanto amore, a nome della tua cara mamma Pina e a nome di tutti i presenti ti affido all’Amore Misericordioso. Guarda Madre Speranza: come lei, tu possa essere apostolo e testimone credibile dell’Amore Misericordioso. Infine, ti affidiamo alla Vergine Madre, a Maria Mediatrice: ti sostenga nelle difficoltà, ti prenda in braccio e ti faccia sentire sempre più come suo vero figlio.
A fr. Paolo, dunque, l’augurio di un cammino santo, alla sequela di Cristo Amore Misericordioso. Figli, Ancelle e Laici dell’Amore Misericordioso continuano a sostenerlo nella preghiera perché possa custodire sempre, come Madre Speranza, il desiderio di santificazione.