Ormai la campanella della prima ora di lezione è suonata. E non solo in classe, ma anche nella vita. Per tanti giovani, l’estate non è stata una pausa vuota, ma una vera lezione fuori dai banchi: giorni intensi, con lo zaino in spalla, per mettersi in ascolto, camminare insieme e lasciarsi sorprendere da Dio. È questo lo spirito con cui gli oltre 80 ragazzi dei Giovani dell’Amore Misericordioso hanno vissuto le iniziative estive della pastorale giovanile, tra Collevalenza e Roma, scoprendo che la misericordia e la speranza non sono solo parole, ma strade da percorrere.
Collevalenza – Sulla strada della misericordia
Dal 19 al 22 agosto, ragazzi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Quattro giorni intensi, trascorsi insieme per mettersi in ascolto della Parola e per lasciarsi sorprendere dalla parabola del Padre misericordioso di Lc 15. Non si è trattato di un semplice incontro di preghiera, ma di un vero e proprio viaggio interiore: ognuno si è riconosciuto un po’ nel figlio minore che scappa, nel figlio maggiore che giudica, o nel padre che accoglie. In un clima di amicizia, giochi, momenti di silenzio e di condivisione, i ragazzi hanno scoperto che la misericordia non è una teoria, ma una strada concreta da percorrere ogni giorno.
Le giornate a Collevalenza sono state scandite da tempi forti di ascolto della Parola, seguiti da laboratori e attività che hanno aiutato i ragazzi a calare nel vissuto quanto meditato. Non è mancata la leggerezza dei canti e dei giochi, che hanno creato legami e fatto respirare l’aria di famiglia, tipica dello stile dell’Amore Misericordioso. Uno dei momenti più toccanti è stato quando, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, molti hanno sentito il bisogno di affidare le proprie fragilità. Lacrime e sorrisi si sono intrecciati, segno che Dio parlava al cuore di ciascuno in modo personale e unico. A dare forza al cammino c’è stata anche la testimonianza di chi vive la fede ogni giorno nella concretezza: religiosi, animatori e sacerdoti che hanno condiviso non discorsi astratti, ma vite trasformate dalla misericordia. Questo ha reso chiaro a tutti che il Vangelo non resta chiuso nel libro, ma prende carne nella storia di ognuno.
Alla fine dei quattro giorni, i ragazzi sono ripartiti con un dono prezioso: la consapevolezza che la misericordia non è un’emozione passeggera, ma un impegno quotidiano. Molti hanno espresso il desiderio di tornare a casa e mettere in pratica gesti semplici ma concreti: ricucire rapporti interrotti, tendere una mano a chi è in difficoltà, vivere con più gratuità nelle proprie famiglie e comunità.
Roma – Pellegrini di speranza
Subito dopo, dal 22 al 24 agosto, un gruppo di questi giovani ha preso lo zaino in spalla e si è spostato a Roma per vivere il proprio Giubileo. Non un cammino turistico, ma un vero e proprio pellegrinaggio che li ha portati tra le strade della città eterna, ripercorrendo i passi di Pietro, il pescatore che ha avuto il coraggio di fidarsi di Gesù fino alla fine. Attraverso tappe legate alla storia e alla tradizione, ascoltando la Parola di Dio ed alcune catechesi dal tratto esistenziale ed esperenziale, e visitando luoghi significativi, i ragazzi hanno percorso un cammino personale alla luce dell’apostolo. È stato sorprendente per molti scoprire che dietro i grandi monumenti e le basiliche che milioni di turisti visitano ogni anno, c’è una storia di fede, fatta di persone semplici che hanno creduto e hanno trasmesso la speranza e la fede.
Le giornate romane sono state anche occasione di confronto: lungo il cammino, tra una tappa e l’altra, non sono mancati i momenti per raccontarsi sogni e paure, per porsi domande sul futuro, per scoprire che la fede non toglie i dubbi, ma li trasforma in possibilità di ricerca. Il momento più forte è stato certamente il passaggio della Porta Santa in San Pietro: un gesto semplice e potente, che ha reso visibile il desiderio di affidare a Dio la propria vita con tutto ciò che essa porta – sogni, fragilità, progetti. Davanti alla maestosità della basilica, molti hanno sentito la piccolezza delle proprie forze, ma anche la grandezza di un amore che abbraccia tutto. È stato come dire: “Eccomi, Signore, voglio camminare con Te”.
E poi, come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, non sono mancati i momenti di fatica: il caldo, i chilometri percorsi a piedi, la stanchezza… ma anche qui i ragazzi hanno scoperto che la speranza cresce quando si cammina insieme. Ogni passo, ogni sorriso condiviso, ogni incoraggiamento ricevuto ha reso il pellegrinaggio più vero e più bello. Alla fine del percorso, ciascuno è tornato a casa con qualcosa di nuovo nel cuore: la convinzione che la fede non è un peso da portare, ma una strada che illumina, e che l’Amore Misericordioso non conosce confini né distanze.
Un’estate che ha lasciato il segno
Queste esperienze raccontano quanto il Vangelo non è lontano dalla vita, ma illumina le relazioni, le scelte, le fatiche di ogni giorno. Collevalenza e Roma sono diventate due tappe di un’unica avventura: scoprire che Dio cammina accanto a noi e che la speranza è più forte di ogni paura. E allora, tornando a casa, ognuno di questi giovani porta con sé una consapevolezza nuova: la misericordia non è solo ricevuta, ma anche donata; la speranza non è un sogno astratto, ma una scelta concreta.
Ed è proprio da qui che riparte il cammino dei Giovani dell’Amore Misericordioso: con il cuore pieno di gratitudine e con lo sguardo rivolto verso l’alto, pronti a continuare ad essere segni di speranza per il mondo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/09/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-09-18T100507.878.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-09-18 10:11:112025-09-18 10:18:29Zaino in spalla: il viaggio dei giovani dall’abbraccio del Padre alla Porta Santa
Quest’anno la nostra Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso celebra un traguardo di grazia e di storia: ovvero 25 anni di presenza missionaria in India e in Messico. Due terre lontane tra loro, diverse per cultura e tradizioni, ma accomunate da una stessa vocazione: essere segni concreti dell’Amore Misericordioso di Dio.
L’India: dai semi alla messe abbondante
Un quarto di secolo fa, i primi Figli dell’Amore Misericordioso missionari, lasciarono la loro terra per portare il carisma di Madre Speranza tra le comunità dell’India. I loro inizi furono caratterizzati da sacrifici, sfide linguistiche e difficoltà quotidiane, ma anche da una fede incrollabile e dal desiderio ardente di far conoscere l’Amore Misericordioso.
Oggi i frutti sono evidenti: vocazioni locali, opere sociali e pastorali, comunità vive che pregano e servono con gioia. La missione indiana è divenuta una realtà feconda che continua a crescere, radicata nel Vangelo e aperta alle nuove sfide del nostro tempo.
Il Messico: con la Vergine di Guadalupe
Dall’altra parte del mondo, in Messico, la presenza dei Figli dell’Amore Misericordioso è stata ed è una testimonianza di fraternità e di servizio. In questi venticinque anni la missione si è intrecciata con la devozione alla Virgen de Guadalupe, che accompagna i missionari e le comunità locali nel loro cammino di fede.
L’opera pastorale si è sviluppata con creatività e passione: accoglienza dei poveri, formazione dei giovani, presenza nelle periferie e animazione delle parrocchie. Tutto questo è reso possibile da una dedizione costante che ha radici nella spiritualità di Madre Speranza, sempre attenta ai bisogni concreti delle persone.
Memoria e futuro
Celebrare questi anniversari non è solo guardare al passato con gratitudine, ma anche al futuro con speranza. Le missioni in India e Messico ci ricordano che il carisma dell’Amore Misericordioso è vivo e capace di parlare a culture diverse, di accogliere e trasformare le sfide in opportunità di evangelizzazione.
Preghiamo perché queste comunità continuino a crescere nella fede, nella fraternità e nella missione, custodite dall’intercessione di Madre Speranza e sostenute dalla grazia di Dio che guida ogni passo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/09/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-09-01T121313.318.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-09-01 12:15:352025-09-01 12:15:3725 anni di presenza missionaria: INDIA e MESSICO nel cuore della Famiglia dell’Amore Misericordioso
Il 5 agosto 2025 è ricorso il 75° anniversario della nascita al cielo di don Ernesto Ricci. La sua intensa vita, è stata interamente spesa per i giovani più poveri e fragili, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a portare frutti, grazie anche all’incontro provvidenziale – avvenuto dopo la sua morte – con l’oggi Beata Madre Speranza di Gesù.
Don Ernesto Ricci, sacerdote della Diocesi di Fermo, era noto per il suo impegno verso i giovani più bisognosi della città. Soprannominato “il Don Bosco di Fermo”, subito dopo la seconda guerra mondiale fondò nel 1946 il Collegio Artigianelli del Sacro Cuore, noto anche come “Scuola di arti e mestieri”: una realtà educativa, dove ragazzi poveri, orfani o provenienti da famiglie numerose ricevevano non solo vitto e alloggio, ma anche una solida formazione professionale attraverso laboratori di tipografia, falegnameria, calzoleria, sartoria, meccanica e molto altro.
Questa scuola divenne presto un punto di riferimento tant’è che quando ottenne la qualifica di Centro di Addestramento Professionale di meccanica di precisione dal Ministero del Lavoro e quando vi furono alcune riforme regionali italiane sul lavoro, fu convertita come Centro di Formazione Professionale, estendendo i suoi servizi anche a giovani adulti e con disabilità.
La morte e il passaggio del testimone
Don Ernesto si spese fino in fondo, consumando tutte le sue energie per i “suoi” ragazzi. Poco prima di morire confidò: «Quando non ci sarò più io, ci sarà sempre il buon Dio». Morì e poco dopo la sua morte, Madre Speranza di Gesù raccontò che gli apparve in visione, incaricandola di continuare la sua opera educativa e caritativa.
Madre Speranza, già impegnata nella diffusione dell’Amore Misericordioso, comprese chiaramente il valore dell’opera lasciata da Don Ricci e nel 1952, quindi due anni dopo la morte del sacerdote, aprì a Fermo una comunità di Ancelle dell’Amore Misericordioso dedicata alla gestione del Collegio Artigianelli, proseguendo la missione educativa e formativa iniziata da Don Ricci. Oltre all’opera educativa per minori, la Famiglia dell’Amore Misericordioso continuò e ampliò l’ambito formativo attraverso il Centro di Formazione Professione, oggi noto come “Artigianelli”.
Il legame tra Don Ernesto Ricci e la Madre Speranza è esemplare di continuità spirituale e operativa: Don Ricci seminò un progetto concreto di carità e formazione, e Madre Speranza ne raccolse il testimone, facendo fiorire un’opera che ancora oggi continua a essere segno di speranza per tanti giovani.
Un’eredità viva
L’opera oggi è un seme che continua a germogliare. Centinaia di giovani hanno trovato e trovano ancora oggi, tra quelle mura, non solo una formazione professionale, ma un clima di accoglienza, fiducia e amore. Don Ernesto e Madre Speranza, ciascuno con il proprio carisma, hanno mostrato che il Vangelo non è un’idea astratta, ma prende carne ogni volta che ci si china sulle ferite di chi è più fragile.
A 75 anni dalla sua morte, siamo invitati non soltanto a ricordare un grande sacerdote, ma a lasciarci interrogare dalla sua vita. Significa chiedersi come, anche oggi, possiamo essere “artigiani” di speranza per le nuove generazioni.
Una nuova pubblicazione
Per chi desidera conoscere più a fondo la vita e le opere di questo sacerdote appassionato, è appena uscito il volume Don Ernesto Ricci. La vita e le opere di un uomo straordinario di Riccardo Renzi (Edizioni Shalom). Un’occasione preziosa per lasciarsi ispirare dal suo esempio e scoprire come il bene, quando è autentico, continui a fiorire anche dopo tanti anni.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/08/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-08-13T124458.007.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-08-13 12:46:422025-08-13 12:46:43DON ERNESTO RICCI: il sacerdote che non smise mai di amare i giovani
Dal 28 luglio al 1 agosto, Collevalenza è diventata una tappa viva e pulsante del cammino di tanti giovani pellegrini, italiani e non, verso Roma per vivere il Giubileo dei Giovani. L’esperienza “Insieme per servire”, promossa dall’equipe di pastorale giovanile-vocazionale dell’Amore Misericordioso, ha visto alcuni ragazzi e ragazze mettersi a disposizione con cuore e mani, accogliendo e accompagnando i pellegrini di passaggio. È stato un tempo intenso di sorrisi, fatica condivisa, preghiera e incontri che hanno lasciato un segno profondo. Non solo un servizio, ma un’occasione per scoprire come il donarsi possa trasformare sé stessi. In queste righe, la voce di una giovane protagonista, Francesca, che ci porterà dentro il cuore di quei giorni:
L’esperienza di servizio fatta al Santuario di Collevalenza è stata una vera e propria chiamata a servire, e me ne sono resa conto in modo particolare una volta tornata a casa, tempo infatti in cui ho avuto modo di riflettere sull’opportunità che ci era stata data. Prima di partire ero un po’ preoccupata perché non avevo alcuna certezza su quello che avremmo fatto, non sapevo quale sarebbe stato il mio ruolo e se sarei stata capace di svolgerlo. Quando però abbiamo iniziato l’accoglienza dei pellegrini in viaggio verso Roma, tutte le mie preoccupazioni sono svanite perché non ero più sola: fortunatamente, al mio fianco ci sono state persone su cui ho potuto contare per tutto il tempo e che mi hanno guidata con gentilezza e passione nell’accoglienza e nella cura dei pellegrini.
Anche quando il lavoro o l’organizzazione sembravano troppo difficili da risolvere o impossibili da portare a termine, ho sempre visto in loro determinazione e speranza e questo mi spingeva a dare il mio massimo. Sono grata per quest’opportunità che mi è stata offerta e che ho saputo cogliere, anche se con il timore di non esserne all’altezza, perché mi ha donato molto più di quanto potessi immaginare e mi sono accorta del suo valore negli sguardi di riconoscenza delle persone che ho aiutato, nei ringraziamenti fatti col cuore dopo un lungo viaggio, nelle parole gentili ricevute in cambio di gesti all’apparenza insignificanti e nelle promesse di ritornare perché nell’accoglienza ricevuta avevano percepito amore. Per concludere quindi posso dire che a volte essere chiamati a servire non significa essere obbligati a comportarsi da servi obbedienti nei confronti dell’altro, ma inginocchiarsi con umiltà per venirgli incontro con amore.
“Insieme per servire”, dunque, non è stata semplicemente un’attività di volontariato, ma un piccolo laboratorio di vangelo vissuto, dove gesti semplici hanno costruito ponti di fraternità. Le giornate a Collevalenza si sono concluse, ma il seme gettato in quei giorni continua a germogliare nei cuori di chi ha servito e di chi è stato accolto. In fondo, è questa la bellezza di esperienze come questa: ci ricordano che il Giubileo non è solo una meta da raggiungere, ma un cammino che si vive, passo dopo passo, insieme.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/08/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-08-13T113555.927.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-08-13 11:37:462025-08-13 11:37:48INSIEME per SERVIRE
“Vi ho scelti perché andiate e portiate frutto” Gv 15,16
Sabato 9 agosto 2025, la Chiesa di San Francesco Saverio a Kollam, nello Stato del Kerala (India), ha accolto con gioia e gratitudine l’ordinazione sacerdotale di p. Deepak Mon Willington, Figlio dell’Amore Misericordioso. La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Paul Antony, Vescovo di Quilon, che con l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria ha ammesso p. Deepak all’ordine del presbiterato.
Il versetto scelto per questo momento di grazia, tratto dal Vangelo di Giovanni – “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16) – ha illuminato la celebrazione, ricordando a tutti che la vocazione sacerdotale è anzitutto un dono e un’iniziativa dell’amore di Dio. Numerosi fedeli, familiari, amici e confratelli e consorelle si sono uniti alla festa, partecipando con viva commozione. Presenti anche rappresentanti delle comunità FAM del Kerala e di altre regioni, segno della comunione fraterna che caratterizza la Congregazione. Nel suo saluto di ringraziamento, p. Deepak ha espresso profonda riconoscenza al Signore per averlo chiamato al servizio della Chiesa e della missione dell’Amore Misericordioso: “Oggi offro la mia vita a Dio e alla Sua Chiesa, certo che Lui mi guiderà, mi sosterrà e mi plasmerà perché possa essere strumento del Suo amore per tutti”.
Il cammino di p. Deepak si apre ora al ministero sacerdotale, chiamato ad annunciare con la parola e con la vita la Misericordia di Dio, in obbedienza e fedeltà al carisma ricevuto. La Famiglia dell’Amore Misericordioso si unisce alla sua gioia, affidandolo all’intercessione della Beata Madre Speranza di Gesù, perché lo accompagni e lo custodisca in ogni tappa della sua missione e del suo studio.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/08/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-08-11T121628.573.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-08-11 12:18:572025-08-11 12:18:59ORDINAZIONE SACERDOTALE di p. Deepak Mon Willington FAM
Il 6 agosto 2025, festa della Trasfigurazione del Signore, la Comunità dei Figli dell’Amore Misericordioso di Perayam, a Kollam (India), ha vissuto un momento di grande gioia e gratitudine: la professione perpetua di fr. Anto Jenith, Figlio dell’Amore Misericordioso.
Durante la solenne celebrazione eucaristica, fr. Anto ha pronunciato il suo “sì” definitivo al Signore, consacrandosi per sempre a vivere secondo il carisma dell’Amore Misericordioso. Il versetto biblico scelto per questo giorno, “Come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani” (Ger 18,6), ha accompagnato la sua offerta, ricordando a tutti che la vita consacrata è opera della grazia di Dio, che modella il cuore di chi si affida a Lui.
La comunità locale, insieme a confratelli, familiari e amici, ha condiviso la gioia di vedere crescere nella Chiesa una nuova testimonianza di fedeltà e dedizione. Con emozione e gratitudine, fr. Anto ha ringraziato il Signore per il cammino compiuto, sia nelle comunità in India sia in Italia, e per la chiamata a essere segno vivo della Misericordia in ogni luogo dove sarà inviato.
La Famiglia dell’Amore Misericordioso si unisce nella preghiera, affidando il nuovo consacrato a Maria Mediatrice, perché lo accompagni e lo custodisca nel suo ministero e nella sua donazione totale a Cristo.
La chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Elandaikulam, vestita a festa e gremita di fedeli, ha accolto domenica 3 agosto un momento di grazia e di gioia: l’ordinazione sacerdotale di p. Micheal Viyagappan, Figlio dell’Amore Misericordioso. In un’atmosfera di profonda preghiera e commozione, S.Ecc.za Mons. Antonysamy Savarimuthu ha imposto le mani sul nuovo presbitero, consegnandogli la missione di servire Dio e il popolo con cuore mite e umile, secondo il carisma dell’Amore Misericordioso.
Il giorno seguente, lunedì 4 agosto, p. Michael ha presieduto la sua prima Messa, circondato dall’affetto della comunità che lo ha visto crescere nella fede. Accanto a lui, in segno di comunione fraterna, il padre generale Ireneo Martin FAM, i confratelli p. Aurelio Pérez e p. Alberto Casado, insieme a numerosi sacerdoti e religiosi e alle consorelle Ancelle dell’Amore Misericordioso.
Nel volto di p. Michael traspariva la gratitudine per il dono ricevuto e la determinazione a donarsi senza riserve. “Il Signore mi ha chiamato ad annunciare il Suo Amore senza limiti – ha confidato – e voglio essere strumento della Sua Misericordia per chiunque incontrerò”.
Questa nuova tappa del suo cammino vocazionale è anche un segno di speranza per tutta la Famiglia dell’Amore Misericordioso, che gioisce con lui e lo accompagna con la preghiera, certa che il suo ministero porterà frutti abbondanti.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/08/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-08-11T113303.527.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-08-11 11:34:582025-08-11 11:35:00ORDINAZIONE SACERDOTALE di p. Michael Viyagappan FAM
PROFESSIONI PERPETUE di 3 Figli dell’Amore Misericordioso
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoZaino in spalla: il viaggio dei giovani dall’abbraccio del Padre alla Porta Santa
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoOrmai la campanella della prima ora di lezione è suonata. E non solo in classe, ma anche nella vita. Per tanti giovani, l’estate non è stata una pausa vuota, ma una vera lezione fuori dai banchi: giorni intensi, con lo zaino in spalla, per mettersi in ascolto, camminare insieme e lasciarsi sorprendere da Dio. È questo lo spirito con cui gli oltre 80 ragazzi dei Giovani dell’Amore Misericordioso hanno vissuto le iniziative estive della pastorale giovanile, tra Collevalenza e Roma, scoprendo che la misericordia e la speranza non sono solo parole, ma strade da percorrere.
Collevalenza – Sulla strada della misericordia
Dal 19 al 22 agosto, ragazzi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Quattro giorni intensi, trascorsi insieme per mettersi in ascolto della Parola e per lasciarsi sorprendere dalla parabola del Padre misericordioso di Lc 15. Non si è trattato di un semplice incontro di preghiera, ma di un vero e proprio viaggio interiore: ognuno si è riconosciuto un po’ nel figlio minore che scappa, nel figlio maggiore che giudica, o nel padre che accoglie. In un clima di amicizia, giochi, momenti di silenzio e di condivisione, i ragazzi hanno scoperto che la misericordia non è una teoria, ma una strada concreta da percorrere ogni giorno.
Le giornate a Collevalenza sono state scandite da tempi forti di ascolto della Parola, seguiti da laboratori e attività che hanno aiutato i ragazzi a calare nel vissuto quanto meditato. Non è mancata la leggerezza dei canti e dei giochi, che hanno creato legami e fatto respirare l’aria di famiglia, tipica dello stile dell’Amore Misericordioso. Uno dei momenti più toccanti è stato quando, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, molti hanno sentito il bisogno di affidare le proprie fragilità. Lacrime e sorrisi si sono intrecciati, segno che Dio parlava al cuore di ciascuno in modo personale e unico. A dare forza al cammino c’è stata anche la testimonianza di chi vive la fede ogni giorno nella concretezza: religiosi, animatori e sacerdoti che hanno condiviso non discorsi astratti, ma vite trasformate dalla misericordia. Questo ha reso chiaro a tutti che il Vangelo non resta chiuso nel libro, ma prende carne nella storia di ognuno.
Alla fine dei quattro giorni, i ragazzi sono ripartiti con un dono prezioso: la consapevolezza che la misericordia non è un’emozione passeggera, ma un impegno quotidiano. Molti hanno espresso il desiderio di tornare a casa e mettere in pratica gesti semplici ma concreti: ricucire rapporti interrotti, tendere una mano a chi è in difficoltà, vivere con più gratuità nelle proprie famiglie e comunità.
Roma – Pellegrini di speranza
Subito dopo, dal 22 al 24 agosto, un gruppo di questi giovani ha preso lo zaino in spalla e si è spostato a Roma per vivere il proprio Giubileo. Non un cammino turistico, ma un vero e proprio pellegrinaggio che li ha portati tra le strade della città eterna, ripercorrendo i passi di Pietro, il pescatore che ha avuto il coraggio di fidarsi di Gesù fino alla fine. Attraverso tappe legate alla storia e alla tradizione, ascoltando la Parola di Dio ed alcune catechesi dal tratto esistenziale ed esperenziale, e visitando luoghi significativi, i ragazzi hanno percorso un cammino personale alla luce dell’apostolo. È stato sorprendente per molti scoprire che dietro i grandi monumenti e le basiliche che milioni di turisti visitano ogni anno, c’è una storia di fede, fatta di persone semplici che hanno creduto e hanno trasmesso la speranza e la fede.
Le giornate romane sono state anche occasione di confronto: lungo il cammino, tra una tappa e l’altra, non sono mancati i momenti per raccontarsi sogni e paure, per porsi domande sul futuro, per scoprire che la fede non toglie i dubbi, ma li trasforma in possibilità di ricerca. Il momento più forte è stato certamente il passaggio della Porta Santa in San Pietro: un gesto semplice e potente, che ha reso visibile il desiderio di affidare a Dio la propria vita con tutto ciò che essa porta – sogni, fragilità, progetti. Davanti alla maestosità della basilica, molti hanno sentito la piccolezza delle proprie forze, ma anche la grandezza di un amore che abbraccia tutto. È stato come dire: “Eccomi, Signore, voglio camminare con Te”.
E poi, come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, non sono mancati i momenti di fatica: il caldo, i chilometri percorsi a piedi, la stanchezza… ma anche qui i ragazzi hanno scoperto che la speranza cresce quando si cammina insieme. Ogni passo, ogni sorriso condiviso, ogni incoraggiamento ricevuto ha reso il pellegrinaggio più vero e più bello. Alla fine del percorso, ciascuno è tornato a casa con qualcosa di nuovo nel cuore: la convinzione che la fede non è un peso da portare, ma una strada che illumina, e che l’Amore Misericordioso non conosce confini né distanze.
Un’estate che ha lasciato il segno
Queste esperienze raccontano quanto il Vangelo non è lontano dalla vita, ma illumina le relazioni, le scelte, le fatiche di ogni giorno. Collevalenza e Roma sono diventate due tappe di un’unica avventura: scoprire che Dio cammina accanto a noi e che la speranza è più forte di ogni paura. E allora, tornando a casa, ognuno di questi giovani porta con sé una consapevolezza nuova: la misericordia non è solo ricevuta, ma anche donata; la speranza non è un sogno astratto, ma una scelta concreta.
Ed è proprio da qui che riparte il cammino dei Giovani dell’Amore Misericordioso: con il cuore pieno di gratitudine e con lo sguardo rivolto verso l’alto, pronti a continuare ad essere segni di speranza per il mondo.
25 anni di presenza missionaria: INDIA e MESSICO nel cuore della Famiglia dell’Amore Misericordioso
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoQuest’anno la nostra Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso celebra un traguardo di grazia e di storia: ovvero 25 anni di presenza missionaria in India e in Messico. Due terre lontane tra loro, diverse per cultura e tradizioni, ma accomunate da una stessa vocazione: essere segni concreti dell’Amore Misericordioso di Dio.
L’India: dai semi alla messe abbondante
Un quarto di secolo fa, i primi Figli dell’Amore Misericordioso missionari, lasciarono la loro terra per portare il carisma di Madre Speranza tra le comunità dell’India. I loro inizi furono caratterizzati da sacrifici, sfide linguistiche e difficoltà quotidiane, ma anche da una fede incrollabile e dal desiderio ardente di far conoscere l’Amore Misericordioso.
Oggi i frutti sono evidenti: vocazioni locali, opere sociali e pastorali, comunità vive che pregano e servono con gioia. La missione indiana è divenuta una realtà feconda che continua a crescere, radicata nel Vangelo e aperta alle nuove sfide del nostro tempo.
Il Messico: con la Vergine di Guadalupe
Dall’altra parte del mondo, in Messico, la presenza dei Figli dell’Amore Misericordioso è stata ed è una testimonianza di fraternità e di servizio. In questi venticinque anni la missione si è intrecciata con la devozione alla Virgen de Guadalupe, che accompagna i missionari e le comunità locali nel loro cammino di fede.
L’opera pastorale si è sviluppata con creatività e passione: accoglienza dei poveri, formazione dei giovani, presenza nelle periferie e animazione delle parrocchie. Tutto questo è reso possibile da una dedizione costante che ha radici nella spiritualità di Madre Speranza, sempre attenta ai bisogni concreti delle persone.
Memoria e futuro
Celebrare questi anniversari non è solo guardare al passato con gratitudine, ma anche al futuro con speranza. Le missioni in India e Messico ci ricordano che il carisma dell’Amore Misericordioso è vivo e capace di parlare a culture diverse, di accogliere e trasformare le sfide in opportunità di evangelizzazione.
Preghiamo perché queste comunità continuino a crescere nella fede, nella fraternità e nella missione, custodite dall’intercessione di Madre Speranza e sostenute dalla grazia di Dio che guida ogni passo.
FESTA DEL SANTUARIO DELL’AMORE MISERICORDIOSO
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoPROGETTO GIOVANI anno 2025-2026
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoDON ERNESTO RICCI: il sacerdote che non smise mai di amare i giovani
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoIl 5 agosto 2025 è ricorso il 75° anniversario della nascita al cielo di don Ernesto Ricci. La sua intensa vita, è stata interamente spesa per i giovani più poveri e fragili, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a portare frutti, grazie anche all’incontro provvidenziale – avvenuto dopo la sua morte – con l’oggi Beata Madre Speranza di Gesù.
Don Ernesto Ricci, sacerdote della Diocesi di Fermo, era noto per il suo impegno verso i giovani più bisognosi della città. Soprannominato “il Don Bosco di Fermo”, subito dopo la seconda guerra mondiale fondò nel 1946 il Collegio Artigianelli del Sacro Cuore, noto anche come “Scuola di arti e mestieri”: una realtà educativa, dove ragazzi poveri, orfani o provenienti da famiglie numerose ricevevano non solo vitto e alloggio, ma anche una solida formazione professionale attraverso laboratori di tipografia, falegnameria, calzoleria, sartoria, meccanica e molto altro.
Questa scuola divenne presto un punto di riferimento tant’è che quando ottenne la qualifica di Centro di Addestramento Professionale di meccanica di precisione dal Ministero del Lavoro e quando vi furono alcune riforme regionali italiane sul lavoro, fu convertita come Centro di Formazione Professionale, estendendo i suoi servizi anche a giovani adulti e con disabilità.
La morte e il passaggio del testimone
Don Ernesto si spese fino in fondo, consumando tutte le sue energie per i “suoi” ragazzi. Poco prima di morire confidò: «Quando non ci sarò più io, ci sarà sempre il buon Dio». Morì e poco dopo la sua morte, Madre Speranza di Gesù raccontò che gli apparve in visione, incaricandola di continuare la sua opera educativa e caritativa.
Madre Speranza, già impegnata nella diffusione dell’Amore Misericordioso, comprese chiaramente il valore dell’opera lasciata da Don Ricci e nel 1952, quindi due anni dopo la morte del sacerdote, aprì a Fermo una comunità di Ancelle dell’Amore Misericordioso dedicata alla gestione del Collegio Artigianelli, proseguendo la missione educativa e formativa iniziata da Don Ricci. Oltre all’opera educativa per minori, la Famiglia dell’Amore Misericordioso continuò e ampliò l’ambito formativo attraverso il Centro di Formazione Professione, oggi noto come “Artigianelli”.
Il legame tra Don Ernesto Ricci e la Madre Speranza è esemplare di continuità spirituale e operativa: Don Ricci seminò un progetto concreto di carità e formazione, e Madre Speranza ne raccolse il testimone, facendo fiorire un’opera che ancora oggi continua a essere segno di speranza per tanti giovani.
Un’eredità viva
L’opera oggi è un seme che continua a germogliare. Centinaia di giovani hanno trovato e trovano ancora oggi, tra quelle mura, non solo una formazione professionale, ma un clima di accoglienza, fiducia e amore. Don Ernesto e Madre Speranza, ciascuno con il proprio carisma, hanno mostrato che il Vangelo non è un’idea astratta, ma prende carne ogni volta che ci si china sulle ferite di chi è più fragile.
A 75 anni dalla sua morte, siamo invitati non soltanto a ricordare un grande sacerdote, ma a lasciarci interrogare dalla sua vita. Significa chiedersi come, anche oggi, possiamo essere “artigiani” di speranza per le nuove generazioni.
Una nuova pubblicazione
Per chi desidera conoscere più a fondo la vita e le opere di questo sacerdote appassionato, è appena uscito il volume Don Ernesto Ricci. La vita e le opere di un uomo straordinario di Riccardo Renzi (Edizioni Shalom). Un’occasione preziosa per lasciarsi ispirare dal suo esempio e scoprire come il bene, quando è autentico, continui a fiorire anche dopo tanti anni.
INSIEME per SERVIRE
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoDal 28 luglio al 1 agosto, Collevalenza è diventata una tappa viva e pulsante del cammino di tanti giovani pellegrini, italiani e non, verso Roma per vivere il Giubileo dei Giovani. L’esperienza “Insieme per servire”, promossa dall’equipe di pastorale giovanile-vocazionale dell’Amore Misericordioso, ha visto alcuni ragazzi e ragazze mettersi a disposizione con cuore e mani, accogliendo e accompagnando i pellegrini di passaggio. È stato un tempo intenso di sorrisi, fatica condivisa, preghiera e incontri che hanno lasciato un segno profondo. Non solo un servizio, ma un’occasione per scoprire come il donarsi possa trasformare sé stessi. In queste righe, la voce di una giovane protagonista, Francesca, che ci porterà dentro il cuore di quei giorni:
L’esperienza di servizio fatta al Santuario di Collevalenza è stata una vera e propria chiamata a servire, e me ne sono resa conto in modo particolare una volta tornata a casa, tempo infatti in cui ho avuto modo di riflettere sull’opportunità che ci era stata data. Prima di partire ero un po’ preoccupata perché non avevo alcuna certezza su quello che avremmo fatto, non sapevo quale sarebbe stato il mio ruolo e se sarei stata capace di svolgerlo. Quando però abbiamo iniziato l’accoglienza dei pellegrini in viaggio verso Roma, tutte le mie preoccupazioni sono svanite perché non ero più sola: fortunatamente, al mio fianco ci sono state persone su cui ho potuto contare per tutto il tempo e che mi hanno guidata con gentilezza e passione nell’accoglienza e nella cura dei pellegrini.
Anche quando il lavoro o l’organizzazione sembravano troppo difficili da risolvere o impossibili da portare a termine, ho sempre visto in loro determinazione e speranza e questo mi spingeva a dare il mio massimo. Sono grata per quest’opportunità che mi è stata offerta e che ho saputo cogliere, anche se con il timore di non esserne all’altezza, perché mi ha donato molto più di quanto potessi immaginare e mi sono accorta del suo valore negli sguardi di riconoscenza delle persone che ho aiutato, nei ringraziamenti fatti col cuore dopo un lungo viaggio, nelle parole gentili ricevute in cambio di gesti all’apparenza insignificanti e nelle promesse di ritornare perché nell’accoglienza ricevuta avevano percepito amore. Per concludere quindi posso dire che a volte essere chiamati a servire non significa essere obbligati a comportarsi da servi obbedienti nei confronti dell’altro, ma inginocchiarsi con umiltà per venirgli incontro con amore.
“Insieme per servire”, dunque, non è stata semplicemente un’attività di volontariato, ma un piccolo laboratorio di vangelo vissuto, dove gesti semplici hanno costruito ponti di fraternità. Le giornate a Collevalenza si sono concluse, ma il seme gettato in quei giorni continua a germogliare nei cuori di chi ha servito e di chi è stato accolto. In fondo, è questa la bellezza di esperienze come questa: ci ricordano che il Giubileo non è solo una meta da raggiungere, ma un cammino che si vive, passo dopo passo, insieme.
ORDINAZIONE SACERDOTALE di p. Deepak Mon Willington FAM
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore Misericordioso“Vi ho scelti perché andiate e portiate frutto” Gv 15,16
Sabato 9 agosto 2025, la Chiesa di San Francesco Saverio a Kollam, nello Stato del Kerala (India), ha accolto con gioia e gratitudine l’ordinazione sacerdotale di p. Deepak Mon Willington, Figlio dell’Amore Misericordioso. La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Paul Antony, Vescovo di Quilon, che con l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria ha ammesso p. Deepak all’ordine del presbiterato.
Il versetto scelto per questo momento di grazia, tratto dal Vangelo di Giovanni – “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16) – ha illuminato la celebrazione, ricordando a tutti che la vocazione sacerdotale è anzitutto un dono e un’iniziativa dell’amore di Dio. Numerosi fedeli, familiari, amici e confratelli e consorelle si sono uniti alla festa, partecipando con viva commozione. Presenti anche rappresentanti delle comunità FAM del Kerala e di altre regioni, segno della comunione fraterna che caratterizza la Congregazione. Nel suo saluto di ringraziamento, p. Deepak ha espresso profonda riconoscenza al Signore per averlo chiamato al servizio della Chiesa e della missione dell’Amore Misericordioso: “Oggi offro la mia vita a Dio e alla Sua Chiesa, certo che Lui mi guiderà, mi sosterrà e mi plasmerà perché possa essere strumento del Suo amore per tutti”.
Il cammino di p. Deepak si apre ora al ministero sacerdotale, chiamato ad annunciare con la parola e con la vita la Misericordia di Dio, in obbedienza e fedeltà al carisma ricevuto. La Famiglia dell’Amore Misericordioso si unisce alla sua gioia, affidandolo all’intercessione della Beata Madre Speranza di Gesù, perché lo accompagni e lo custodisca in ogni tappa della sua missione e del suo studio.
PROFESSIONE RELIGIOSA PERPETUA di fr. Anto Jenith FAM
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoIl 6 agosto 2025, festa della Trasfigurazione del Signore, la Comunità dei Figli dell’Amore Misericordioso di Perayam, a Kollam (India), ha vissuto un momento di grande gioia e gratitudine: la professione perpetua di fr. Anto Jenith, Figlio dell’Amore Misericordioso.
Durante la solenne celebrazione eucaristica, fr. Anto ha pronunciato il suo “sì” definitivo al Signore, consacrandosi per sempre a vivere secondo il carisma dell’Amore Misericordioso. Il versetto biblico scelto per questo giorno, “Come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani” (Ger 18,6), ha accompagnato la sua offerta, ricordando a tutti che la vita consacrata è opera della grazia di Dio, che modella il cuore di chi si affida a Lui.
La comunità locale, insieme a confratelli, familiari e amici, ha condiviso la gioia di vedere crescere nella Chiesa una nuova testimonianza di fedeltà e dedizione. Con emozione e gratitudine, fr. Anto ha ringraziato il Signore per il cammino compiuto, sia nelle comunità in India sia in Italia, e per la chiamata a essere segno vivo della Misericordia in ogni luogo dove sarà inviato.
La Famiglia dell’Amore Misericordioso si unisce nella preghiera, affidando il nuovo consacrato a Maria Mediatrice, perché lo accompagni e lo custodisca nel suo ministero e nella sua donazione totale a Cristo.
ORDINAZIONE SACERDOTALE di p. Michael Viyagappan FAM
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoLa chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Elandaikulam, vestita a festa e gremita di fedeli, ha accolto domenica 3 agosto un momento di grazia e di gioia: l’ordinazione sacerdotale di p. Micheal Viyagappan, Figlio dell’Amore Misericordioso. In un’atmosfera di profonda preghiera e commozione, S.Ecc.za Mons. Antonysamy Savarimuthu ha imposto le mani sul nuovo presbitero, consegnandogli la missione di servire Dio e il popolo con cuore mite e umile, secondo il carisma dell’Amore Misericordioso.
Il giorno seguente, lunedì 4 agosto, p. Michael ha presieduto la sua prima Messa, circondato dall’affetto della comunità che lo ha visto crescere nella fede. Accanto a lui, in segno di comunione fraterna, il padre generale Ireneo Martin FAM, i confratelli p. Aurelio Pérez e p. Alberto Casado, insieme a numerosi sacerdoti e religiosi e alle consorelle Ancelle dell’Amore Misericordioso.
Nel volto di p. Michael traspariva la gratitudine per il dono ricevuto e la determinazione a donarsi senza riserve. “Il Signore mi ha chiamato ad annunciare il Suo Amore senza limiti – ha confidato – e voglio essere strumento della Sua Misericordia per chiunque incontrerò”.
Questa nuova tappa del suo cammino vocazionale è anche un segno di speranza per tutta la Famiglia dell’Amore Misericordioso, che gioisce con lui e lo accompagna con la preghiera, certa che il suo ministero porterà frutti abbondanti.