Nel cuore dell’esperienza ecclesiale, il sacramento della Riconciliazione continua a rappresentare uno dei luoghi più profondi e trasformanti dell’incontro tra Dio e l’uomo. In un tempo segnato da smarrimento e ricerca di senso, riscoprire la confessione come autentica esperienza di misericordia si rivela quanto mai urgente, sia per i fedeli sia per i ministri chiamati ad accompagnarli.
È in questo orizzonte che nasce il Convegno Nazionale per Confessori dal titolo “Il sacramento della riconciliazione – esperienza di misericordia”, promosso dalla Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso – in occasione dell’anno commemorativo del 75° di fondazione – in collaborazione con la Penitenzieria Apostolica. L’incontro si svolgerà presso il Santuario dell’Amore Misericordioso, luogo particolarmente significativo per la spiritualità della misericordia, dal 20 al 22 aprile 2026.
Il convegno si propone come un’occasione di formazione, riflessione e confronto per sacerdoti e confessori, chiamati a rinnovare il proprio ministero alla luce della tenerezza di Dio. Attraverso relazioni, momenti di dialogo e celebrazioni, i partecipanti saranno accompagnati ad approfondire il valore teologico, pastorale e spirituale del sacramento, per viverlo e trasmetterlo sempre più come incontro vivo con l’amore misericordioso del Padre.
Di seguito il programma dettagliato delle giornate.
Per info e prenotazioni: 075.89581 informazioni@collevalenza.itrettore.santuario@collevalenza.it casadelpellegrino@collevalenza.it
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/04/san_giuseppe-43-1-scaled.png25602560Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-04-13 10:27:042026-04-13 10:30:39Convegno nazionale per confessori
Ci sono luoghi che non si visitano soltanto: si attraversano lasciandosi attraversare. Collevalenza è uno di questi. Non è solo un Santuario immerso nella quiete umbra, ma uno spazio dell’anima in cui il rumore si abbassa e il cuore, lentamente, ricomincia a parlare.
Dal 6 all’8 febbraio, nei giorni che hanno condotto alla festa della beata Madre Speranza, un gruppo di giovani provenienti da realtà diverse – Santeramo in Colle, Francenigo, Mantova, Spinaceto, Collevalenza e dintorni – ha vissuto l’esperienza proposta dalla Pastorale giovanile-vocazionale della Famiglia dell’Amore Misericordioso:“Sui passi di Madre Speranza”. Passi concreti, fatti di incontri, silenzi, preghiera, fraternità. Passi interiori, fatti di domande, scoperte, piccole luci.
Il filo conduttore del percorso è stato suggestivo e profondamente evangelico: le mani di Madre Speranza. Mani che accolgono, mani che pregano, mani che servono. Mani che non trattengono per sé, ma donano.
Mani che accolgono
Appena arrivati, molti ragazzi hanno sperimentato una sensazione semplice ma rara: sentirsi attesi. Il Roccolo, la Casa del Pellegrino, gli spazi del Santuario… tutto parla di un’accoglienza discreta, mai invadente. Come se quel luogo dicesse: “Puoi essere te stesso, qui”. Tra i partecipanti c’era anche Samanta, 15 anni, arrivata da Spinaceto alla sua prima esperienza a Collevalenza. I suoi occhi curiosi raccontavano già molto prima delle parole. All’inizio – come capita a tanti – c’era forse un po’ di timidezza, il non sapere bene cosa aspettarsi. Ma Collevalenza ha questo dono: scioglie le difese senza forzarle.
«Quando siamo arrivati – racconta Samanta – ho notato subito il posto: il Roccolo, la Casa del Pellegrino … era tutto molto tranquillo. Mi sembrava un luogo diverso da quelli che frequento di solito, come se lì il tempo andasse più piano».
E forse è proprio questo il primo miracolo: rallentare abbastanza da accorgersi di ciò che conta.
Mani che pregano
Le giornate sono state scandite dalla preghiera comune, dalle Lodi mattutine nella cappella, dalle catechesi e dai lavori in piccoli gruppi. Momenti semplici, ma capaci di far emergere domande vere. Pregare insieme, soprattutto da giovani, non è mai scontato. Richiede un piccolo passo di fiducia. Eppure, quando accade, crea legami profondi. Particolarmente intensa è stata la veglia di preghiera e canti per Caterina, una ragazza che il giorno seguente avrebbe iniziato la sua vita religiosa. Vedere una ragazza, poco più grande e ad alcuni coetanea, dire un “sì” così grande a Dio non lascia indifferenti: interroga, smuove, ispira. Samanta lo ha percepito con la freschezza dei suoi 15 anni:
«Mi ha colpito vedere persone giovani scegliere Dio così seriamente. Ti fa pensare che forse la fede non è solo una cosa da dire, ma da vivere davvero».
Mani che servono (e si lasciano toccare)
Tra i momenti più significativi c’è stata l’immersione nelle vasche del Santuario. Non un gesto “magico”, ma un segno. Un affidare a Dio le proprie fatiche, le ferite nascoste, le speranze non dette. Entrare in quell’acqua, per molti, è stato come dire: “Signore, eccomi così come sono”. La fede, spesso, passa proprio da qui: da esperienze che il cuore capisce prima della testa. Samanta lo racconta con semplicità disarmante:
«L’immersione nelle piscine è stata un’esperienza forte. Non saprei spiegare tutto a parole, ma mi sono sentita bene, come più leggera».
La gioia come segno
La domenica, la celebrazione eucaristica nella ricorrenza della nascita al cielo di Madre Speranza ha raccolto tutto il cammino vissuto. Non come conclusione, ma come ripartenza. Se si dovesse riassumere l’esperienza con una parola, forse sarebbe proprio quella che Samanta ha scelto spontaneamente:
«Mi ha colpito la gioia del posto, la tranquillità, le persone senza cattiveria ma piene di bontà e felicità».
In un mondo dove spesso i giovani respirano tensione, giudizio, competizione, incontrare adulti e coetanei capaci di bontà semplice è una testimonianza potente. Forse è questa l’eredità più vera di Madre Speranza: ricordarci che il Vangelo rende il cuore più umano, non meno.
“Sui passi di Madre Speranza” non è stato solo un evento, ma un invito: riscoprire le proprie mani: mani che accolgono l’altro così com’è; mani che si uniscono nella preghiera; mani che scelgono di servire invece di chiudersi. I giovani tornano alle loro città con meno risposte preconfezionate e qualche domanda in più. Ma anche con una certezza silenziosa: Dio non è lontano, e la misericordia non è un’idea, è un’esperienza.
E forse il miracolo più grande è proprio questo: scoprire che, mentre camminiamo sui passi dei santi, Dio continua a camminare sui nostri.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2026-02-11T112702.172.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-02-11 11:41:432026-02-11 11:41:46Sui passi di Madre Speranza – 2026 edition
Ci sono giorni in cui il Vangelo sembra uscire dalle pagine e prendere carne davanti ai nostri occhi. Giorni in cui parole come fiducia, consegna, amore smettono di essere concetti spirituali e diventano scelte, passi, lacrime trattenute e sorrisi pieni. L’8 febbraio, in occasione della festa liturgica della Beata Madre Speranza, uno di questi giorni ha preso forma nella vita di Sr. Caterina La Spisa EAM.
Chi era presente ha percepito che non si trattava semplicemente di un rito, ma di una storia d’amore che arrivava a dire il suo “sì” ad alta voce. I voti di obbedienza, castità e povertà non sono risuonati come rinunce, ma come il modo concreto con cui una vita sceglie di fidarsi dell’Amore Misericordioso e di lasciarsi plasmare da Lui. In un tempo in cui trattenere sembra più sicuro che donarsi, vedere qualcuno consegnare la propria vita è una provocazione dolce e potente.
E forse il segreto di quel “sì” stava già nelle parole condivise la sera precedente, durante la veglia di preghiera vocazionale, quando Sr. Caterina ha aperto il cuore raccontando il suo cammino, le sue domande, le sue scoperte. Non una storia perfetta, ma una storia vera, dove Dio ha pazientemente tessuto luce dentro le pieghe della quotidianità.
Di seguito, uno stralcio della sua testimonianza, perché certe scelte si comprendono davvero solo ascoltando la voce di chi le vive:
Ricordo che un giorno, una suora mi ha detto: “Devi essere un’ape e mai una mosca”. All’inizio non avevo capito cosa volesse dirmi ma poi compresi che l’ape viene attratta dai profumi e dai colori dei fiori, non li sciupa, si nutre del loro polline che trasforma in miele. La mosca, invece, si poggia ovunque e viene attratta da cose sporche.
Mi sono laureata alla fine del 2020, quando eravamo ancora in pieno Covid. Ho iniziato subito a lavorare in un reparto di terapia intensiva, ho preso in affitto una casa, avevo una rete di amici e continuavo ad approfondire la mia relazione con Gesù. In questo periodo è nata in me una sana inquietudine interiore che mi ha portato a chiedere al mio parroco: “Don Manrico, sento nel cuore il desiderio di fare un discernimento serio, su ciò che il Signore vuole da me”. Ho così iniziato con lui un accompagnamento spirituale e con Suor Belen, religiosa del Verbum Dei, un accompagnamento umano, per imparare a conoscere meglio me stessa e la mia storia. Ho scoperto che il Signore l’ha amata prima di me. Sento di dirvi l’importanza: di non fare da soli, di fidarvi e affidarvi a persone sagge, che il Signore vi mette accanto: ci sono incontri che cambiano la vita.
Sono arrivata per la prima volta a Collevalenza con un pellegrinaggio della parrocchia di Santa Giulia, di Roma. Quel giorno una ragazza, guardandomi, mi ha detto: “Questi occhi li vuoi donare al Signore?”. C’è stata poi una seconda esperienza, un corso vocazionale chiamato “Jabbok”, in cui qualcun altro mi disse: “Scappa scappa, prima o poi il Signore ti acchiappa!”. In effetti aveva visto giusto. All’inizio scappavo dal Signore perché mi sentivo inadatta e dicevo: “Signore, fuori ci sono tante altre giovani migliori di me che ti possono aiutare”. Alla fine ho mollato la presa, felice di non scappare più. E ora sono qui a condividerlo con voi.
Oggi sono alla vigilia della Prima Professione e i due anni di noviziato trascorsi all’ombra del Santuario mi hanno portato ad innamorarmi ancora di più di questo carisma, di un Padre che perdona, dimentica e non tiene in conto e che non è felice senza di me, ma anche senza di te. Una mediazione speciale è stata la Beata Madre Speranza, di cui domani ricorre la festa liturgica. Mi sono sentita da subito “figlia”, tenuta per mano, condotta a scegliere di vendere tutto per acquistare la perla preziosa: “Gesù, mio tutto e ogni mio bene”, come lei diceva.
La cosa più bella e lo stupore più grande della mia vita è la gratuita chiamata del Signore a donare me stessa per i fratelli, dove Lui vorrà e come a Lui piacerà. Il Signore ancora oggi continua a chiamare. Il mio augurio? Che [voi, giovani,] abbiate il coraggio di rispondere!
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2026-02-09T111304.009.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-02-09 19:26:392026-02-09 19:26:41Prima professione religiosa di SR. CATERINA La Spisa
Domenica 1° febbraio, il Santuario della Madonna della Rosa è stato il cuore di un evento di profondo significato ecclesiale, confermando la costituzione ufficiale del primo nucleo dell’Associazione Laici Amore Misericordioso (LAM) nella Diocesi di Senigallia. Una giornata vissuta all’insegna della comunione, che ha visto numerosi fedeli abbracciare formalmente l’impegno di testimoniare il carisma della Beata Madre Speranza nel mondo.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza e dall’accompagnamento pastorale dei Referenti Religiosi Nazionali, Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM, giunti a Ostra insieme al Coordinatore Nazionale, Avvocato Luca Antonietti e all’Economo Sebastiano Fiorito. Insieme hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera Associazione a questa nuova formazione locale. La loro partecipazione congiunta ha reso tangibile lo spirito di famiglia carismatica, unendo la componente consacrata e quella laicale in un unico afflato missionario.
La nascita del gruppo di Ostra, coordinato da Luciana Fucili, rappresenta un tassello fondamentale per la presenza dell’Associazione nelle Marche. Questa nuova realtà si affianca, infatti, alle comunità già operose di Jesi e Fermo, inserendosi in un corpo vivo che conta oggi oltre trenta gruppi attivi in tutta Italia. Come sottolineato durante gli interventi, ogni nuova formazione non è un’isola ma un “ospedale da campo” chiamato a operare in sinergia con il clero diocesano, portando l’annuncio dell’Amore Misericordioso nelle pieghe della società civile.
Il momento culminante della giornata, preparato dalla profonda catechesi di Suor Rifugio Lanese e dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Quinto Tomassi, è stato il rito delle adesioni. L’intervento dell’Avvocato Antonietti ha richiamato con forza la natura del servizio laicale intesa come missione quotidiana. I Laici Amore Misericordioso sono chiamati a essere “mani e cuore” nelle proprie famiglie e negli ambienti di lavoro, facendosi carico delle fragilità altrui con lo stesso stile materno e accogliente appreso dalla Beata Speranza di Gesù.
Questa giornata di grazia consegna alla Diocesi di Senigallia un gruppo motivato e pronto al servizio, radicato nella preghiera e aperto alle necessità del prossimo. L’affidamento finale alla Madonna della Rosa ha suggellato il desiderio di camminare insieme, nella certezza di vivere – come amava ripetere Madre Speranza – “Tutto per Amore”.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2026-02-03T092223.540.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-02-02 10:00:002026-02-03 09:26:58Ostra accoglie il primo gruppo LAM nella Diocesi di Senigallia
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2024/01/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-69.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-01-27 19:49:242026-01-27 19:49:26Festa di MADRE SPERANZA
Celebrata l’Ordinazione Diaconale di P. Alexandru Cristinel Chiricheș, FAM
Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 17:30, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è divenuto il luogo di una profonda esperienza di fede, di servizio e di grazia. In un clima di preghiera e di festa, Sua Ecc.za Mons. Domenico Cancian ha presieduto la Santa Messa di Ordinazione Diaconale di Fr. Alexandru Cristinel Chiricheș, membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso (FAM), imponendo le mani e pregando affinché il Signore lo renda “servo di tutti” nell’annuncio del Vangelo e nel ministero alla Chiesa.
La frase scelta come guida – «Seguimi» (Mt 9,9) – ha accompagnato tutta la celebrazione. Come Matteo, chiamato da Gesù a lasciare tutto per seguirLo, così anche P. Cristinel ha risposto a una chiamata personale, manifestata nel discernimento, nella preghiera e nella sequela quotidiana del Signore. In questa pagina di Vangelo risuona la dinamica essenziale della vocazione: non un progetto umano, ma un incontro trasformante con Cristo che chiama e coinvolge il cuore.
Il Ministero del diacono: segno di amore e di servizio
Durante la celebrazione, Mons. Cancian ha ricordato che il diaconato non è semplicemente un grado “intermedio” verso il sacerdozio, ma un ministero a pieno titolo: servizio della Parola, del culto e della carità. Il diacono, infatti, è chiamato non solo a proclamare il Vangelo e ad assistere all’altare, ma soprattutto a far risuonare nella vita della comunità la tenerezza di Cristo, che si china sui poveri, sugli ultimi e su chi soffre.
Il gesto dell’imposizione delle mani, accompagnato dalla preghiera consacratoria, ha segnato il momento culminante della celebrazione: un atto di trasmissione sacramentale, ma anche di consegna alla missione. In quell’istante, la comunità ha accompagnato con il canto e con la preghiera il nuovo diacono, offrendogli il sostegno spirituale per il cammino che lo attende.
La Messa è stata trasmessa anche online, permettendo a familiari, amici e fedeli lontani di unirsi in preghiera e in gioia per questo evento significativo. Il collegamento alla celebrazione, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=saUEtK_ZgGQ, ha favorito la partecipazione di chi non ha potuto essere presente fisicamente, rendendo condivisa questa tappa essenziale della vocazione di P. Cristinel.
La data scelta – la seconda domenica di Avvento, a ridosso dell’Immacolata – richiama il senso di attesa, di gioia e di preparazione alla venuta del Signore. Il diaconato di P. Cristinel diventa così un segno concreto di speranza: un giovane consacrato inviato ad annunciare Cristo nel mondo, con cuore libero, mani aperte e piedi pronti a camminare verso ogni frontiera di bisogno.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-31T115648.927.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-31 11:58:002025-12-31 11:58:02“Seguimi” (Mt 9,9): una chiamata che trasforma
Il libro Maria Pilar de Arratia e Madre Speranza di Gesù: insieme sulle orme dell’Amore Misericordioso offre uno sguardo nuovo e profondo sulla figura, spesso poco conosciuta, della Sig.na Pilar de Arratia, collaboratrice indispensabile di Madre Speranza di Gesù. Donna aristocratica e colta, Pilar scelse liberamente di rinunciare ai privilegi della propria condizione per seguire una chiamata interiore, mettendo la sua vita, le sue risorse e la sua intelligenza al servizio dell’Opera nascente. Il libro ripercorre la sua trasformazione spirituale e il suo ruolo decisivo nei momenti più difficili: dalla difesa instancabile della Madre contro accuse e incomprensioni, fino all’impegno quotidiano, umile e nascosto, che contribuì a dare radici solide alla nuova Congregazione.
L’opera mette in luce una relazione profonda, umana e spirituale, in cui due vocazioni diverse si completano a vicenda, diventando strumenti docili nelle mani di Dio. La storia di Madre Speranza e della Sig.na Pilar rivela così come la provvidenza divina operi attraverso legami, collaborazioni e fedeltà silenziose, trasformando esistenze semplici in testimonianze luminose di misericordia.
Non si tratta solo di una biografia, ma di un cammino spirituale che invita il lettore a lasciarsi toccare dal messaggio dell’Amore Misericordioso, attuale oggi più che mai: un amore che sostiene, guarisce e restituisce speranza. Il libro diventa così un invito a riconoscere l’opera di Dio nelle trame nascoste delle relazioni e nei “sì” generosi di chi, come Pilar, sceglie di servire senza apparire.
La pubblicazione è disponibile presso il Santuario dell’Amore Misericordioso.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T171241.256.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-15 17:14:162025-12-15 17:21:11MARIA PILAR DE ARRATIA e Madre Speranza di Gesù, sulle orme dell’Amore Misericordioso
Convegno nazionale per confessori
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoNel cuore dell’esperienza ecclesiale, il sacramento della Riconciliazione continua a rappresentare uno dei luoghi più profondi e trasformanti dell’incontro tra Dio e l’uomo. In un tempo segnato da smarrimento e ricerca di senso, riscoprire la confessione come autentica esperienza di misericordia si rivela quanto mai urgente, sia per i fedeli sia per i ministri chiamati ad accompagnarli.
È in questo orizzonte che nasce il Convegno Nazionale per Confessori dal titolo “Il sacramento della riconciliazione – esperienza di misericordia”, promosso dalla Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso – in occasione dell’anno commemorativo del 75° di fondazione – in collaborazione con la Penitenzieria Apostolica. L’incontro si svolgerà presso il Santuario dell’Amore Misericordioso, luogo particolarmente significativo per la spiritualità della misericordia, dal 20 al 22 aprile 2026.
Il convegno si propone come un’occasione di formazione, riflessione e confronto per sacerdoti e confessori, chiamati a rinnovare il proprio ministero alla luce della tenerezza di Dio. Attraverso relazioni, momenti di dialogo e celebrazioni, i partecipanti saranno accompagnati ad approfondire il valore teologico, pastorale e spirituale del sacramento, per viverlo e trasmetterlo sempre più come incontro vivo con l’amore misericordioso del Padre.
Di seguito il programma dettagliato delle giornate.
Per info e prenotazioni: 075.89581 informazioni@collevalenza.it rettore.santuario@collevalenza.it casadelpellegrino@collevalenza.it
ESERCIZI SPIRITUALI E CONVEGNI per sacerdoti 2026
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoSui passi di Madre Speranza – 2026 edition
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoCi sono luoghi che non si visitano soltanto: si attraversano lasciandosi attraversare. Collevalenza è uno di questi. Non è solo un Santuario immerso nella quiete umbra, ma uno spazio dell’anima in cui il rumore si abbassa e il cuore, lentamente, ricomincia a parlare.
Dal 6 all’8 febbraio, nei giorni che hanno condotto alla festa della beata Madre Speranza, un gruppo di giovani provenienti da realtà diverse – Santeramo in Colle, Francenigo, Mantova, Spinaceto, Collevalenza e dintorni – ha vissuto l’esperienza proposta dalla Pastorale giovanile-vocazionale della Famiglia dell’Amore Misericordioso:“Sui passi di Madre Speranza”. Passi concreti, fatti di incontri, silenzi, preghiera, fraternità.
Passi interiori, fatti di domande, scoperte, piccole luci.
Il filo conduttore del percorso è stato suggestivo e profondamente evangelico: le mani di Madre Speranza. Mani che accolgono, mani che pregano, mani che servono. Mani che non trattengono per sé, ma donano.
Mani che accolgono
Appena arrivati, molti ragazzi hanno sperimentato una sensazione semplice ma rara: sentirsi attesi. Il Roccolo, la Casa del Pellegrino, gli spazi del Santuario… tutto parla di un’accoglienza discreta, mai invadente. Come se quel luogo dicesse: “Puoi essere te stesso, qui”. Tra i partecipanti c’era anche Samanta, 15 anni, arrivata da Spinaceto alla sua prima esperienza a Collevalenza. I suoi occhi curiosi raccontavano già molto prima delle parole. All’inizio – come capita a tanti – c’era forse un po’ di timidezza, il non sapere bene cosa aspettarsi. Ma Collevalenza ha questo dono: scioglie le difese senza forzarle.
E forse è proprio questo il primo miracolo: rallentare abbastanza da accorgersi di ciò che conta.
Mani che pregano
Le giornate sono state scandite dalla preghiera comune, dalle Lodi mattutine nella cappella, dalle catechesi e dai lavori in piccoli gruppi. Momenti semplici, ma capaci di far emergere domande vere. Pregare insieme, soprattutto da giovani, non è mai scontato. Richiede un piccolo passo di fiducia. Eppure, quando accade, crea legami profondi. Particolarmente intensa è stata la veglia di preghiera e canti per Caterina, una ragazza che il giorno seguente avrebbe iniziato la sua vita religiosa. Vedere una ragazza, poco più grande e ad alcuni coetanea, dire un “sì” così grande a Dio non lascia indifferenti: interroga, smuove, ispira. Samanta lo ha percepito con la freschezza dei suoi 15 anni:
Mani che servono (e si lasciano toccare)
Tra i momenti più significativi c’è stata l’immersione nelle vasche del Santuario. Non un gesto “magico”, ma un segno. Un affidare a Dio le proprie fatiche, le ferite nascoste, le speranze non dette. Entrare in quell’acqua, per molti, è stato come dire: “Signore, eccomi così come sono”. La fede, spesso, passa proprio da qui: da esperienze che il cuore capisce prima della testa. Samanta lo racconta con semplicità disarmante:
La gioia come segno
La domenica, la celebrazione eucaristica nella ricorrenza della nascita al cielo di Madre Speranza ha raccolto tutto il cammino vissuto. Non come conclusione, ma come ripartenza. Se si dovesse riassumere l’esperienza con una parola, forse sarebbe proprio quella che Samanta ha scelto spontaneamente:
In un mondo dove spesso i giovani respirano tensione, giudizio, competizione, incontrare adulti e coetanei capaci di bontà semplice è una testimonianza potente. Forse è questa l’eredità più vera di Madre Speranza: ricordarci che il Vangelo rende il cuore più umano, non meno.
“Sui passi di Madre Speranza” non è stato solo un evento, ma un invito: riscoprire le proprie mani: mani che accolgono l’altro così com’è; mani che si uniscono nella preghiera; mani che scelgono di servire invece di chiudersi. I giovani tornano alle loro città con meno risposte preconfezionate e qualche domanda in più. Ma anche con una certezza silenziosa: Dio non è lontano, e la misericordia non è un’idea, è un’esperienza.
E forse il miracolo più grande è proprio questo: scoprire che, mentre camminiamo sui passi dei santi, Dio continua a camminare sui nostri.
Prima professione religiosa di SR. CATERINA La Spisa
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoCi sono giorni in cui il Vangelo sembra uscire dalle pagine e prendere carne davanti ai nostri occhi. Giorni in cui parole come fiducia, consegna, amore smettono di essere concetti spirituali e diventano scelte, passi, lacrime trattenute e sorrisi pieni. L’8 febbraio, in occasione della festa liturgica della Beata Madre Speranza, uno di questi giorni ha preso forma nella vita di Sr. Caterina La Spisa EAM.
Chi era presente ha percepito che non si trattava semplicemente di un rito, ma di una storia d’amore che arrivava a dire il suo “sì” ad alta voce. I voti di obbedienza, castità e povertà non sono risuonati come rinunce, ma come il modo concreto con cui una vita sceglie di fidarsi dell’Amore Misericordioso e di lasciarsi plasmare da Lui. In un tempo in cui trattenere sembra più sicuro che donarsi, vedere qualcuno consegnare la propria vita è una provocazione dolce e potente.
E forse il segreto di quel “sì” stava già nelle parole condivise la sera precedente, durante la veglia di preghiera vocazionale, quando Sr. Caterina ha aperto il cuore raccontando il suo cammino, le sue domande, le sue scoperte. Non una storia perfetta, ma una storia vera, dove Dio ha pazientemente tessuto luce dentro le pieghe della quotidianità.
Di seguito, uno stralcio della sua testimonianza, perché certe scelte si comprendono davvero solo ascoltando la voce di chi le vive:
Ricordo che un giorno, una suora mi ha detto: “Devi essere un’ape e mai una mosca”. All’inizio non avevo capito cosa volesse dirmi ma poi compresi che l’ape viene attratta dai profumi e dai colori dei fiori, non li sciupa, si nutre del loro polline che trasforma in miele. La mosca, invece, si poggia ovunque e viene attratta da cose sporche.
Mi sono laureata alla fine del 2020, quando eravamo ancora in pieno Covid. Ho iniziato subito a lavorare in un reparto di terapia intensiva, ho preso in affitto una casa, avevo una rete di amici e continuavo ad approfondire la mia relazione con Gesù. In questo periodo è nata in me una sana inquietudine interiore che mi ha portato a chiedere al mio parroco: “Don Manrico, sento nel cuore il desiderio di fare un discernimento serio, su ciò che il Signore vuole da me”. Ho così iniziato con lui un accompagnamento spirituale e con Suor Belen, religiosa del Verbum Dei, un accompagnamento umano, per imparare a conoscere meglio me stessa e la mia storia. Ho scoperto che il Signore l’ha amata prima di me. Sento di dirvi l’importanza: di non fare da soli, di fidarvi e affidarvi a persone sagge, che il Signore vi mette accanto: ci sono incontri che cambiano la vita.
Sono arrivata per la prima volta a Collevalenza con un pellegrinaggio della parrocchia di Santa Giulia, di Roma. Quel giorno una ragazza, guardandomi, mi ha detto: “Questi occhi li vuoi donare al Signore?”. C’è stata poi una seconda esperienza, un corso vocazionale chiamato “Jabbok”, in cui qualcun altro mi disse: “Scappa scappa, prima o poi il Signore ti acchiappa!”. In effetti aveva visto giusto. All’inizio scappavo dal Signore perché mi sentivo inadatta e dicevo: “Signore, fuori ci sono tante altre giovani migliori di me che ti possono aiutare”. Alla fine ho mollato la presa, felice di non scappare più. E ora sono qui a condividerlo con voi.
Oggi sono alla vigilia della Prima Professione e i due anni di noviziato trascorsi all’ombra del Santuario mi hanno portato ad innamorarmi ancora di più di questo carisma, di un Padre che perdona, dimentica e non tiene in conto e che non è felice senza di me, ma anche senza di te. Una mediazione speciale è stata la Beata Madre Speranza, di cui domani ricorre la festa liturgica. Mi sono sentita da subito “figlia”, tenuta per mano, condotta a scegliere di vendere tutto per acquistare la perla preziosa: “Gesù, mio tutto e ogni mio bene”, come lei diceva.
La cosa più bella e lo stupore più grande della mia vita è la gratuita chiamata del Signore a donare me stessa per i fratelli, dove Lui vorrà e come a Lui piacerà. Il Signore ancora oggi continua a chiamare. Il mio augurio? Che [voi, giovani,] abbiate il coraggio di rispondere!
Ostra accoglie il primo gruppo LAM nella Diocesi di Senigallia
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoOstra (AN), 2 Febbraio
Domenica 1° febbraio, il Santuario della Madonna della Rosa è stato il cuore di un evento di profondo significato ecclesiale, confermando la costituzione ufficiale del primo nucleo dell’Associazione Laici Amore Misericordioso (LAM) nella Diocesi di Senigallia. Una giornata vissuta all’insegna della comunione, che ha visto numerosi fedeli abbracciare formalmente l’impegno di testimoniare il carisma della Beata Madre Speranza nel mondo.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza e dall’accompagnamento pastorale dei Referenti Religiosi Nazionali, Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM, giunti a Ostra insieme al Coordinatore Nazionale, Avvocato Luca Antonietti e all’Economo Sebastiano Fiorito. Insieme hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera Associazione a questa nuova formazione locale. La loro partecipazione congiunta ha reso tangibile lo spirito di famiglia carismatica, unendo la componente consacrata e quella laicale in un unico afflato missionario.
La nascita del gruppo di Ostra, coordinato da Luciana Fucili, rappresenta un tassello fondamentale per la presenza dell’Associazione nelle Marche. Questa nuova realtà si affianca, infatti, alle comunità già operose di Jesi e Fermo, inserendosi in un corpo vivo che conta oggi oltre trenta gruppi attivi in tutta Italia. Come sottolineato durante gli interventi, ogni nuova formazione non è un’isola ma un “ospedale da campo” chiamato a operare in sinergia con il clero diocesano, portando l’annuncio dell’Amore Misericordioso nelle pieghe della società civile.
Il momento culminante della giornata, preparato dalla profonda catechesi di Suor Rifugio Lanese e dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Quinto Tomassi, è stato il rito delle adesioni. L’intervento dell’Avvocato Antonietti ha richiamato con forza la natura del servizio laicale intesa come missione quotidiana. I Laici Amore Misericordioso sono chiamati a essere “mani e cuore” nelle proprie famiglie e negli ambienti di lavoro, facendosi carico delle fragilità altrui con lo stesso stile materno e accogliente appreso dalla Beata Speranza di Gesù.
Questa giornata di grazia consegna alla Diocesi di Senigallia un gruppo motivato e pronto al servizio, radicato nella preghiera e aperto alle necessità del prossimo. L’affidamento finale alla Madonna della Rosa ha suggellato il desiderio di camminare insieme, nella certezza di vivere – come amava ripetere Madre Speranza – “Tutto per Amore”.
ESERCIZI SPIRITUALI 2026 Ancelle dell’Amore Misericordioso
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoFesta di MADRE SPERANZA
/in Evento /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoPrima professione di Caterina La Spisa
/in Evento /da Famiglia dell'Amore Misericordioso“Seguimi” (Mt 9,9): una chiamata che trasforma
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoCelebrata l’Ordinazione Diaconale di P. Alexandru Cristinel Chiricheș, FAM
Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 17:30, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è divenuto il luogo di una profonda esperienza di fede, di servizio e di grazia. In un clima di preghiera e di festa, Sua Ecc.za Mons. Domenico Cancian ha presieduto la Santa Messa di Ordinazione Diaconale di Fr. Alexandru Cristinel Chiricheș, membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso (FAM), imponendo le mani e pregando affinché il Signore lo renda “servo di tutti” nell’annuncio del Vangelo e nel ministero alla Chiesa.
La frase scelta come guida – «Seguimi» (Mt 9,9) – ha accompagnato tutta la celebrazione. Come Matteo, chiamato da Gesù a lasciare tutto per seguirLo, così anche P. Cristinel ha risposto a una chiamata personale, manifestata nel discernimento, nella preghiera e nella sequela quotidiana del Signore. In questa pagina di Vangelo risuona la dinamica essenziale della vocazione: non un progetto umano, ma un incontro trasformante con Cristo che chiama e coinvolge il cuore.
Il Ministero del diacono: segno di amore e di servizio
Durante la celebrazione, Mons. Cancian ha ricordato che il diaconato non è semplicemente un grado “intermedio” verso il sacerdozio, ma un ministero a pieno titolo: servizio della Parola, del culto e della carità. Il diacono, infatti, è chiamato non solo a proclamare il Vangelo e ad assistere all’altare, ma soprattutto a far risuonare nella vita della comunità la tenerezza di Cristo, che si china sui poveri, sugli ultimi e su chi soffre.
Il gesto dell’imposizione delle mani, accompagnato dalla preghiera consacratoria, ha segnato il momento culminante della celebrazione: un atto di trasmissione sacramentale, ma anche di consegna alla missione. In quell’istante, la comunità ha accompagnato con il canto e con la preghiera il nuovo diacono, offrendogli il sostegno spirituale per il cammino che lo attende.
La Messa è stata trasmessa anche online, permettendo a familiari, amici e fedeli lontani di unirsi in preghiera e in gioia per questo evento significativo. Il collegamento alla celebrazione, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=saUEtK_ZgGQ, ha favorito la partecipazione di chi non ha potuto essere presente fisicamente, rendendo condivisa questa tappa essenziale della vocazione di P. Cristinel.
La data scelta – la seconda domenica di Avvento, a ridosso dell’Immacolata – richiama il senso di attesa, di gioia e di preparazione alla venuta del Signore. Il diaconato di P. Cristinel diventa così un segno concreto di speranza: un giovane consacrato inviato ad annunciare Cristo nel mondo, con cuore libero, mani aperte e piedi pronti a camminare verso ogni frontiera di bisogno.
MARIA PILAR DE ARRATIA e Madre Speranza di Gesù, sulle orme dell’Amore Misericordioso
/in Notizie /da Famiglia dell'Amore MisericordiosoIl libro Maria Pilar de Arratia e Madre Speranza di Gesù: insieme sulle orme dell’Amore Misericordioso offre uno sguardo nuovo e profondo sulla figura, spesso poco conosciuta, della Sig.na Pilar de Arratia, collaboratrice indispensabile di Madre Speranza di Gesù. Donna aristocratica e colta, Pilar scelse liberamente di rinunciare ai privilegi della propria condizione per seguire una chiamata interiore, mettendo la sua vita, le sue risorse e la sua intelligenza al servizio dell’Opera nascente. Il libro ripercorre la sua trasformazione spirituale e il suo ruolo decisivo nei momenti più difficili: dalla difesa instancabile della Madre contro accuse e incomprensioni, fino all’impegno quotidiano, umile e nascosto, che contribuì a dare radici solide alla nuova Congregazione.
L’opera mette in luce una relazione profonda, umana e spirituale, in cui due vocazioni diverse si completano a vicenda, diventando strumenti docili nelle mani di Dio. La storia di Madre Speranza e della Sig.na Pilar rivela così come la provvidenza divina operi attraverso legami, collaborazioni e fedeltà silenziose, trasformando esistenze semplici in testimonianze luminose di misericordia.
Non si tratta solo di una biografia, ma di un cammino spirituale che invita il lettore a lasciarsi toccare dal messaggio dell’Amore Misericordioso, attuale oggi più che mai: un amore che sostiene, guarisce e restituisce speranza. Il libro diventa così un invito a riconoscere l’opera di Dio nelle trame nascoste delle relazioni e nei “sì” generosi di chi, come Pilar, sceglie di servire senza apparire.
La pubblicazione è disponibile presso il Santuario dell’Amore Misericordioso.