“Con lo sguardo verso l’alto” non è stata solo un’esperienza da vivere, ma un tempo da abitare.
Dal 21 al 23 novembre, a Collevalenza, alcuni giovani hanno condiviso giorni di ascolto, preghiera e fraternità, lasciandosi interrogare dalla Parola e dallo sguardo misericordioso di Dio. Tra queste voci, quella di Angela racconta con semplicità e profondità ciò che accade quando ci si lascia sorprendere.
Il Santuario dell’Amore Misericordioso per noi giovani non è un semplice santuario da visitare una volta, ma un luogo dove tornare per ritrovare quella serenità che personalmente poche volte ho provato altrove. Una volta arrivata a Collevalenza non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo in quei giorni, così mi sono lasciata stupire: dalle attività, dalla preghiera, dai dialoghi con i catechisti e soprattutto quelli con i giovani incontrati al Santuario. Nei tre giorni al Santuario abbiamo affrontato la storia di Giuseppe, figlio d’Abramo: attraverso le catechesi e le condivisioni ho potuto approfondire il mio rapporto con Dio. Proprio come Giuseppe, ho capito quanto Dio mi ami e non mi lasci mai sola, rimanendo insieme a noi anche nei momenti peggiori ed è proprio lì che possiamo incontrarlo. Ringrazio moltissimo di aver potuto partecipare a quest’esperienza grazie alla quale mi sono messa alla prova ed ho avuto la possibilità di conoscere giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che come me hanno il desiderio di fare un incontro vero, autentico.
La testimonianza di Angela apre alla certezza che si ritorna sempre a casa, da Collevalenza, con il cuore più leggero e lo sguardo più aperto, nella consapevolezza che Dio continua a camminare con ciascuno di noi anche quando non ce ne accorgiamo. Questa esperienza ha dato la possibilità ai giovani di fare esperienza di come, alzare lo sguardo, non significa fuggire dalla realtà, ma imparare a viverla sapendo di non essere soli. Sono tante le cose che ogni ragazzo si è riportato con se: i volti, le parole, i silenzi condivisi e la certezza che l’Amore Misericordioso di Dio continua a chiamare sempre, lì dove siamo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T121448.431.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-01 12:17:242025-12-15 12:27:08Con lo sguardo verso l’alto 2025
Il prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025” assegnato a Jesús Colina
A cura di Luca Antonietti, coordinatore nazionale dei Laici dell’Amore Misericordioso
Si è concluso presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza l’atteso Convegno Nazionale dei Laici Amore Misericordioso – LAM, che ha visto riunite oltre 30 comunità laiche provenienti da tutta Italia. Dal 24 al 26 ottobre, il convegno ha offerto ai partecipanti tre giornate intense di preghiera, confronto e approfondimento sul tema “La Strategia della Pace: Disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo”.
Il suggestivo Santuario, eretto grazie al carisma della beata Madre Speranza di Gesù, ha fatto da sfondo a una manifestazione che ha unito momenti di fervore spirituale e celebrazioni solenni a riflessioni coraggiose e attuali sui temi della riconciliazione e del dialogo, oggi fondamentali per la Chiesa e per la società.
Tra i momenti più significativi di questa edizione spicca il Rito della Promessa, durante il quale oltre 30 nuovi membri hanno ufficialmente aderito all’associazione. Ogni promessa sancisce un gesto carico di significato e fiducia, a dimostrazione che il carisma dell’Amore Misericordioso continua a parlare al cuore di tante persone, mostrando come la fede possa tradursi in azione concreta e collettiva.
L’Associazione Laici Amore Misericordioso, che oggi conta più di 30 comunità attive su tutto il territorio italiano, si pone come un esempio vivente di ciò che i laici possono realizzare nella Chiesa contemporanea. Il riconoscimento di questo cammino condiviso, radicato nel messaggio evangelico e nello spirito di servizio, dimostra la rilevanza del loro impegno non solo a livello locale, ma anche globale.
L’azione dell’Equipe Nazionale, con il coordinamento dell’avv. Luca Antonietti, ha garantito momenti di profondo significato che hanno permesso ai partecipanti di vivere appieno il tema portante del convegno. L’Equipe, riferimento per le comunità della LAM in Italia, ha saputo tracciare una linea chiara di lavoro e di coinvolgimento che ha reso l’evento un’occasione di crescita autentica e partecipata.
L’evento si è concluso con la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025”, assegnato al giornalista e saggista Jesús Colina per il suo libro “Papa Leone XIV: La sua vita, il suo pensiero, le grandi sfide della Chiesa” edito dalle Paoline. Durante questa celebrazione, tenutasi presso il gremito Auditorium San Giovanni Paolo II, il pubblico ha potuto riflettere su argomenti di grande attualità riguardanti il pontificato di Leone XIV e la visione di una Chiesa sempre più unita e aperta alle sfide del futuro.
L’intervento di Colina ha posto l’accento sull’importanza dei laici come protagonisti di un cambiamento ecclesiale e sociale. È stato un momento di grande ispirazione capace di catturare lo spirito del convegno e di indicare la direzione di marcia: coltivare nuovi ponti di solidarietà e perseguire quella strategia di pace che il mondo di oggi chiede a gran voce.
La manifestazione ha visto anche la partecipazione dell’avvocata cilena Andrea Idalsoaga Montoya, coordinatrice internazionale dell’associazione. La sua presenza ha valorizzato l’evento, sottolineando la dimensione globale del carisma dell’Amore Misericordioso, che supera i confini e collega comunità e individui in uno slancio di fraternità e servizio. L’impegno de Laici Amore Misericordioso trascende dai confini statuali portando un messaggio universale di pace e speranza.
I partecipanti sono tornati alle loro comunità con il cuore colmo di gratitudine e l’ispirazione necessaria a proseguire il cammino. L’operato dell’Equipe Nazionale ha contribuito a fare di questo convegno non solo una manifestazione di successo, ma anche un momento imprescindibile di riflessione per il futuro della Chiesa e dei laici. Con 30 comunità attive in tutta Italia, l’Associazione dei Laici Amore Misericordioso si conferma una realtà fondamentale della Chiesa contemporanea, capace di affrontare con spirito evangelico le sfide sociali e culturali di oggi.
Accogliendo fedeli e sostenitori, Collevalenza si è dimostrata ancora una volta il territorio privilegiato in cui radicare esperienze di fede autentica, reciproco arricchimento e speranza per il futuro. Il messaggio di questa edizione – la pace attraverso il dialogo – si è trasformato in un impegno concreto, pronto a proiettarsi ben oltre i tre giorni intensi di preghiera e confronto condivisi. Un seme piantato nelle profondità della fede, con radici salde e rami pronti a distendersi verso il futuro.
Dal 10 al 14 novembre 2025 si terrà a Collevalenza, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso, la XXIV Assemblea SDFAM-FAM d’Italia. Sarà un momento di fraternità, incontro, formazione e scambio di esperienze, che senza dubbio ci arricchirà nel ministero e nella vita religiosa come FAM e SDFAM.
Sono invitati tutti i sacerdoti che ancora non conoscono la realtà di Collevalenza o che già ci sono stati per esercizi spirituali, accompagnando un pellegrinaggio o per qualche giorno di riposo. Per motivi organizzativi, tutti coloro che sono interessati, sono invitati a comunicare alla Casa del Pellegrino (tel. 07589581) o al Segretario Generale FAM (segreteriafam@collevalenza.it) la propria partecipazione e quella di altri sacerdoti che desiderano prenderne parte.
Nella memoria liturgica di Santa Teresa d’Avila, la Famiglia dell’Amore Misericordioso si è raccolta attorno all’altare della Cappella del Crocifisso, a Collevalenza, per pregare e accogliere la prima professione religiosa di Paolo Cedro, neo-professo di origine siciliana. Circondato da familiari, amici e numerosi laici e consacrati giunti da diversi luoghi d’Italia, fr. Paolo ha emesso i suoi voti di povertà, castità ed obbedienza secondo le Costituzioni dei Figli dell’Amore Misericordioso.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso Ireneo Martìn, ha avuto come centro le luminose figure di Santa Teresa, di Madre Speranza e del “giovane ricco” (Mc 10,17-31), figure dalle quali p. Ireneo ha voluto trarre spunto per rivolgere a Paolo le seguenti parole nell’omelia:
Oggi, festa di Santa Teresa d’Avila, è il giorno in cui Madre Speranza partì dalla casa paterna per farsi santa, come lei. È un giorno grande per te, Paolo, e per tutti noi. La tua consacrazione religiosa al Signore come Figlio dell’Amore Misericordioso: che immenso dono che ricevi dal Signore. Nel vangelo, Marco, parla di un uomo, un tale (Mc 10,17-22) nel quale ci identifichiamo tutti noi, che corre ed ha fretta di incontrare Gesù. E gli pone una domanda centrale per la sua vita: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). Cerca con un’urgenza una risposta per se stesso. Dove vuole rivolgere questo personaggio il suo sguardo? E da chi viene attratto?
Il mondo gli propone la felicità dell’avere, gli indica come valore dei valori il denaro. La società – come sapete – adora l’avere, il possedere, e lui ormai è solo ciò che ha. La società è un mostro che ha bisogno di distruggere ciò che produce, per produrre sempre di più. Invece il Signore, nel vangelo, ci propone la felicità dell’essere; e per essere felice, offre a questo tale un primo passo: osservare i comandamenti, per essere degno di ricevere la vita eterna. È questa una proposta per tutti noi. In questa stessa linea si esprimeva Madre Speranza: “Figli miei, siate sempre fedeli e fate in modo di essere come il Signore vi ha voluti, anche se ve l’ha fatto conoscere questa povera creature, che è vostra Madre. Non vergognatevi mai di essere fedeli, e di essere uniti alle regole, norme e consigli che devono orientare la vostra vita. Non consideratele come antiquate o passate di modo, perchè il Signore ve la fatte conoscere e così le ha volute per voi” (Circolare, 1968).
Ma nella nostra vita, cari fratelli e sorelle, c’è un di più che l’uomo sempre chiede, un desiderio di felicità mai raggiunto, che abita nel nostro cuore. Questa felicità è raggiunta solo dallo sguardo di un Dio che guardandolo, lo amò, dice il Vangelo (cfr. Mc 10,21). La chiamata a seguire Cristo sulla via dei consigli evangelici, caro Paolo, nasce dall’incontro interiore con l’amore di Cristo, che è amore misericordioso. Cristo ti chiama mediante questo suo amore: questo amore di predilezione abbraccia la persona intera, corpo ed anima. Noi non apparteniamo più a noi stessi, ma a lui. E questa nuova consapevolezza è stata il frutto dello sguardo amorevole e misericordioso di Cristo nel segreto del tuo cuore, Paolo. Questo amore è la radice della tua felicità. Lo sguardo di Dio invade tutta la persona: a Madre Speranza è bastato questo sguardo per seguire, senza indugiare, il buon Gesù. È solo a seguito di questo sguardo, che segue la parola nel Vangelo: “va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!” (Mc 10,21). Liberarsi: liberare il proprio essere da tutte le corazze, da tutti gli scudi, da tutte le difese che ci impediscono di percorrere la strada della felicità. Liberati, Paolo, da tutto ciò che il dio del mondo ti ha obbligato a portare, a tenere. Non è tuo, è dei poveri: sono parole che ci introducono nell’ambito del consiglio evangelico della povertà che, insieme ai all’obbedienza e alla castità, appartiene all’essenza stessa della tua vocazione e della professione religiosa. Anche oggi, Gesù si rivolge a noi, a te Paolo, e con lo stesso amore ci dice: “va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo”.
Il vangelo chiede sempre e a tutti un impegno, una decisione, una risposta. O la si respinge e si resta come si è, oppure la si accoglie e si cambia vita. Veramente questo brano evangelico ha cambiato la vita dei santi: S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi a queste parole lasciarono tutto e seguirono Gesù. L’uomo ricco, al contrario, quando udì queste parole, abbassò il il capo, divenne cupo e si allontanò con la tristezza nel cuore. L’evangelista chiude amaramente dando la ragione: “possedeva infatti molti beni” (Mc 10,22), molte sicurezze sbagliate.
Cari amici, la povertà evangelica ci mette in rapporto d’amore con l’altro, con Dio e coi fratelli. Ceduto ciò che si ha ci si mette in rapporto con ciò che si è. La logica di Dio, carissimi amici, non è il possesso, non è l’attaccamento, ma è il dono; non è l’avere, ma il dare per essere come Gesù. Perchè uno non è ciò che ha, ma ciò che da’, ciò che dona. “Niente ti turbi, niente ti spaventi. Solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila). Il vero ricco è colui che da’, non colui che trattiene le cose. Uno che da’ se stesso, d’ tutto, per ritrovarsi ricco di tutto e ricevere il cento per uno nella vita eterna. Questa è la benedizione che oggi Gesù ha portato a te, caro Paolo; è solo donandoti che troverai la felicità.
Allora potremmo chiederci: l’invito di Gesù non è troppo esigente? Le parole che Gesù aggiunge subito dopo quelle del ricco non ammettono replica: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio![…] È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio” (Mc 10,23b.25). Quello che questa pagina del vangelo vuole provocare in noi è che Dio è al di sopra di ogni cosa. Gesù non condanna la ricchezza né esalta la povertà, ma ci chiede di porre Dio al primo posto, anche dei beni che abbiamo, anche dei beni più cari, e di considerare i poveri come nostri fratelli, gli interessi più cari che diventano i nostri maestri – diceva Madre Speranza – verso i quali siamo debitori di amore e di aiuto. Essi hanno diritto al nostro amore e al nostro sostegno: siamo stati creati per condividere. Qui sta il segreto, caro Paolo, della felicità. Così lo capì Madre Speranza quando, in quel lontano 15 ottobre 1914, lasciò la casa paterna per farsi santa, come S. Teresa d’Avila. Così l’ha capito papa Francesco nell’enciclica Dilexit nos in cui ci ricordava che Gesù si identifica con i più piccoli della società, e così l’ha capito papa Leone nella recente esortazione Dilexit te sulla cura della Chiesa, per i poveri e con i poveri.
Caro Paolo, a nome di tutta la nostra Famiglia che ti ha accolto con tanto amore, a nome della tua cara mamma Pina e a nome di tutti i presenti ti affido all’Amore Misericordioso. Guarda Madre Speranza: come lei, tu possa essere apostolo e testimone credibile dell’Amore Misericordioso. Infine, ti affidiamo alla Vergine Madre, a Maria Mediatrice: ti sostenga nelle difficoltà, ti prenda in braccio e ti faccia sentire sempre più come suo vero figlio.
A fr. Paolo, dunque, l’augurio di un cammino santo, alla sequela di Cristo Amore Misericordioso. Figli, Ancelle e Laici dell’Amore Misericordioso continuano a sostenerlo nella preghiera perché possa custodire sempre, come Madre Speranza, il desiderio di santificazione.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/10/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-10-16T100058.586.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-10-16 10:03:052025-10-16 10:03:08“Eccomi, Signore”. La PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA di fr. Paolo Cedro
Ormai la campanella della prima ora di lezione è suonata. E non solo in classe, ma anche nella vita. Per tanti giovani, l’estate non è stata una pausa vuota, ma una vera lezione fuori dai banchi: giorni intensi, con lo zaino in spalla, per mettersi in ascolto, camminare insieme e lasciarsi sorprendere da Dio. È questo lo spirito con cui gli oltre 80 ragazzi dei Giovani dell’Amore Misericordioso hanno vissuto le iniziative estive della pastorale giovanile, tra Collevalenza e Roma, scoprendo che la misericordia e la speranza non sono solo parole, ma strade da percorrere.
Collevalenza – Sulla strada della misericordia
Dal 19 al 22 agosto, ragazzi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Quattro giorni intensi, trascorsi insieme per mettersi in ascolto della Parola e per lasciarsi sorprendere dalla parabola del Padre misericordioso di Lc 15. Non si è trattato di un semplice incontro di preghiera, ma di un vero e proprio viaggio interiore: ognuno si è riconosciuto un po’ nel figlio minore che scappa, nel figlio maggiore che giudica, o nel padre che accoglie. In un clima di amicizia, giochi, momenti di silenzio e di condivisione, i ragazzi hanno scoperto che la misericordia non è una teoria, ma una strada concreta da percorrere ogni giorno.
Le giornate a Collevalenza sono state scandite da tempi forti di ascolto della Parola, seguiti da laboratori e attività che hanno aiutato i ragazzi a calare nel vissuto quanto meditato. Non è mancata la leggerezza dei canti e dei giochi, che hanno creato legami e fatto respirare l’aria di famiglia, tipica dello stile dell’Amore Misericordioso. Uno dei momenti più toccanti è stato quando, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, molti hanno sentito il bisogno di affidare le proprie fragilità. Lacrime e sorrisi si sono intrecciati, segno che Dio parlava al cuore di ciascuno in modo personale e unico. A dare forza al cammino c’è stata anche la testimonianza di chi vive la fede ogni giorno nella concretezza: religiosi, animatori e sacerdoti che hanno condiviso non discorsi astratti, ma vite trasformate dalla misericordia. Questo ha reso chiaro a tutti che il Vangelo non resta chiuso nel libro, ma prende carne nella storia di ognuno.
Alla fine dei quattro giorni, i ragazzi sono ripartiti con un dono prezioso: la consapevolezza che la misericordia non è un’emozione passeggera, ma un impegno quotidiano. Molti hanno espresso il desiderio di tornare a casa e mettere in pratica gesti semplici ma concreti: ricucire rapporti interrotti, tendere una mano a chi è in difficoltà, vivere con più gratuità nelle proprie famiglie e comunità.
Roma – Pellegrini di speranza
Subito dopo, dal 22 al 24 agosto, un gruppo di questi giovani ha preso lo zaino in spalla e si è spostato a Roma per vivere il proprio Giubileo. Non un cammino turistico, ma un vero e proprio pellegrinaggio che li ha portati tra le strade della città eterna, ripercorrendo i passi di Pietro, il pescatore che ha avuto il coraggio di fidarsi di Gesù fino alla fine. Attraverso tappe legate alla storia e alla tradizione, ascoltando la Parola di Dio ed alcune catechesi dal tratto esistenziale ed esperenziale, e visitando luoghi significativi, i ragazzi hanno percorso un cammino personale alla luce dell’apostolo. È stato sorprendente per molti scoprire che dietro i grandi monumenti e le basiliche che milioni di turisti visitano ogni anno, c’è una storia di fede, fatta di persone semplici che hanno creduto e hanno trasmesso la speranza e la fede.
Le giornate romane sono state anche occasione di confronto: lungo il cammino, tra una tappa e l’altra, non sono mancati i momenti per raccontarsi sogni e paure, per porsi domande sul futuro, per scoprire che la fede non toglie i dubbi, ma li trasforma in possibilità di ricerca. Il momento più forte è stato certamente il passaggio della Porta Santa in San Pietro: un gesto semplice e potente, che ha reso visibile il desiderio di affidare a Dio la propria vita con tutto ciò che essa porta – sogni, fragilità, progetti. Davanti alla maestosità della basilica, molti hanno sentito la piccolezza delle proprie forze, ma anche la grandezza di un amore che abbraccia tutto. È stato come dire: “Eccomi, Signore, voglio camminare con Te”.
E poi, come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, non sono mancati i momenti di fatica: il caldo, i chilometri percorsi a piedi, la stanchezza… ma anche qui i ragazzi hanno scoperto che la speranza cresce quando si cammina insieme. Ogni passo, ogni sorriso condiviso, ogni incoraggiamento ricevuto ha reso il pellegrinaggio più vero e più bello. Alla fine del percorso, ciascuno è tornato a casa con qualcosa di nuovo nel cuore: la convinzione che la fede non è un peso da portare, ma una strada che illumina, e che l’Amore Misericordioso non conosce confini né distanze.
Un’estate che ha lasciato il segno
Queste esperienze raccontano quanto il Vangelo non è lontano dalla vita, ma illumina le relazioni, le scelte, le fatiche di ogni giorno. Collevalenza e Roma sono diventate due tappe di un’unica avventura: scoprire che Dio cammina accanto a noi e che la speranza è più forte di ogni paura. E allora, tornando a casa, ognuno di questi giovani porta con sé una consapevolezza nuova: la misericordia non è solo ricevuta, ma anche donata; la speranza non è un sogno astratto, ma una scelta concreta.
Ed è proprio da qui che riparte il cammino dei Giovani dell’Amore Misericordioso: con il cuore pieno di gratitudine e con lo sguardo rivolto verso l’alto, pronti a continuare ad essere segni di speranza per il mondo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/09/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-09-18T100507.878.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-09-18 10:11:112025-09-18 10:18:29Zaino in spalla: il viaggio dei giovani dall’abbraccio del Padre alla Porta Santa
Dal 28 luglio al 1 agosto, Collevalenza è diventata una tappa viva e pulsante del cammino di tanti giovani pellegrini, italiani e non, verso Roma per vivere il Giubileo dei Giovani. L’esperienza “Insieme per servire”, promossa dall’equipe di pastorale giovanile-vocazionale dell’Amore Misericordioso, ha visto alcuni ragazzi e ragazze mettersi a disposizione con cuore e mani, accogliendo e accompagnando i pellegrini di passaggio. È stato un tempo intenso di sorrisi, fatica condivisa, preghiera e incontri che hanno lasciato un segno profondo. Non solo un servizio, ma un’occasione per scoprire come il donarsi possa trasformare sé stessi. In queste righe, la voce di una giovane protagonista, Francesca, che ci porterà dentro il cuore di quei giorni:
L’esperienza di servizio fatta al Santuario di Collevalenza è stata una vera e propria chiamata a servire, e me ne sono resa conto in modo particolare una volta tornata a casa, tempo infatti in cui ho avuto modo di riflettere sull’opportunità che ci era stata data. Prima di partire ero un po’ preoccupata perché non avevo alcuna certezza su quello che avremmo fatto, non sapevo quale sarebbe stato il mio ruolo e se sarei stata capace di svolgerlo. Quando però abbiamo iniziato l’accoglienza dei pellegrini in viaggio verso Roma, tutte le mie preoccupazioni sono svanite perché non ero più sola: fortunatamente, al mio fianco ci sono state persone su cui ho potuto contare per tutto il tempo e che mi hanno guidata con gentilezza e passione nell’accoglienza e nella cura dei pellegrini.
Anche quando il lavoro o l’organizzazione sembravano troppo difficili da risolvere o impossibili da portare a termine, ho sempre visto in loro determinazione e speranza e questo mi spingeva a dare il mio massimo. Sono grata per quest’opportunità che mi è stata offerta e che ho saputo cogliere, anche se con il timore di non esserne all’altezza, perché mi ha donato molto più di quanto potessi immaginare e mi sono accorta del suo valore negli sguardi di riconoscenza delle persone che ho aiutato, nei ringraziamenti fatti col cuore dopo un lungo viaggio, nelle parole gentili ricevute in cambio di gesti all’apparenza insignificanti e nelle promesse di ritornare perché nell’accoglienza ricevuta avevano percepito amore. Per concludere quindi posso dire che a volte essere chiamati a servire non significa essere obbligati a comportarsi da servi obbedienti nei confronti dell’altro, ma inginocchiarsi con umiltà per venirgli incontro con amore.
“Insieme per servire”, dunque, non è stata semplicemente un’attività di volontariato, ma un piccolo laboratorio di vangelo vissuto, dove gesti semplici hanno costruito ponti di fraternità. Le giornate a Collevalenza si sono concluse, ma il seme gettato in quei giorni continua a germogliare nei cuori di chi ha servito e di chi è stato accolto. In fondo, è questa la bellezza di esperienze come questa: ci ricordano che il Giubileo non è solo una meta da raggiungere, ma un cammino che si vive, passo dopo passo, insieme.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/08/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-08-13T113555.927.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-08-13 11:37:462025-08-13 11:37:48INSIEME per SERVIRE
Lunedì 29 luglio, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è stato meta per i giovani pellegrini in partenza per la Giornata Mondiale della Gioventù di Roma. Provenienti da diverse parti del mondo e ospitati nei giorni precedenti nella Diocesi di Orvieto-Todi, i giovani si sono ritrovati nel cuore spirituale del Santuario per vivere un’intensa giornata sul tema della misericordia e dell’abbraccio del Padre.
La mattinata si è aperta con un momento di accoglienza e di visita guidata al Santuario, durante la quale i gruppi, divisi per lingua, hanno potuto scoprire la storia, il messaggio e la spiritualità dell’Amore Misericordioso. A seguire, un’attività simbolica e profondamente spirituale ha invitato ciascuno a fermarsi per rileggere la propria esperienza: su un grande pannello, ogni giovane ha potuto lasciare, da una parte, ciò che desidera portare con sé da questa esperienza — parole, gesti, incontri, emozioni — e dall’altra, ciò che sente il bisogno di affidare alla misericordia di Dio — pesi, ferite, situazioni dolorose o difficili. Un gesto semplice ma ricco di significato, capace di esprimere l’intimità del cammino spirituale e il desiderio di affidamento.
Il momento culminante della giornata è stata la Santa Messa, presieduta da padre Domenico Cancian, alla quale hanno partecipato tutti i giovani ospitati nei diversi punti della Diocesi. Un’occasione per vivere insieme, in comunione, l’Eucaristia come fonte e culmine di ogni pellegrinaggio, nutrimento per il cuore e mandato per la missione.
Fondamentale è stato il contributo dei volontari e dei giovani dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, che con passione, cura e spirito di servizio hanno reso possibile ogni momento dell’incontro, dalla logistica all’animazione, dalla preghiera all’accoglienza.
Il cammino dei giovani nella Diocesi si era aperto con la visita al Santuario Eucaristico di Bolsena e alla Cattedrale di Orvieto, dove è custodito il Sacro Corporale del miracolo eucaristico: una giornata interamente dedicata al tema dell’Eucaristia. Il giorno seguente, i gruppi si erano diretti ad Assisi, per lasciarsi ispirare dalla vita di san Francesco, santa Chiara e del Beato Carlo Acutis, riflettendo sul tema della santità. Infine, il cammino ha trovato la sua conclusione a Collevalenza, nel segno della misericordia, vera sorgente di ogni vocazione e radice profonda del cuore di Dio.
Un’esperienza intensa, ricca di luce e fraternità, che ha preparato il cuore di tanti giovani all’incontro con Papa Leone XIV e con migliaia di altri coetanei a Roma. Collevalenza, ancora una volta, si è fatta casa e abbraccio, luogo di passaggio e di ascolto e di accoglienza, sorgente di misericordia.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/07/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-07-31T095342.981.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-07-31 09:42:002025-07-31 09:56:27Collevalenza accoglie i giovani “PELLEGRINI DI SPERANZA”: una tappa di misericordia e di grazia
Dal 11 al 17 luglio 2025 si è svolto il Giubileo della Famiglia dell’Amore Misericordioso, promosso dalla Congregazione per offrire alle famiglie, ai laici dell’Amore Misericordioso e ai membri delle comunità religiose FAM ed EAM una forte esperienza di comunione, preghiera e missione. Un itinerario di fede che ha toccato i luoghi più significativi per la spiritualità cristiana e per il carisma di Madre Speranza: Roma e Collevalenza. Un vero e proprio pellegrinaggio di fede, speranza e fraternità.
Il pellegrinaggio ha preso avvio nel pomeriggio di venerdì 11 luglio, presso la casa generalizia della Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso a Roma, in via Casilina 323. I partecipanti sono stati accolti in un clima di calore familiare e disponibilità, che ha permesso fin da subito di respirare lo spirito dell’Amore Misericordioso. Alle ore 19.00 si è celebrata la Santa Messa di apertura, presieduta da Padre Ireneo Martin, superiore generale dei Figli dell’Amore Misericordioso, durante la quale sono state affidate al Signore le intenzioni, i desideri e le fatiche di ogni pellegrino. La liturgia, sobria ma intensa, e familiare ha segnato l’inizio del cammino condiviso. La serata si è conclusa con una cena comunitaria, occasione per iniziare a conoscersi e per intrecciare relazioni che avrebbero reso il pellegrinaggio non solo spirituale, ma profondamente umano.
Il giorno successivo è cominciato molto presto, con la colazione alle ore 7.00 e la partenza per la Basilica papale di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche maggiori di Roma, che custodisce la tomba dell’Apostolo delle genti. Alle ore 8.30 i tutti i pellegrini dell’Amore Misericordioso hanno varcato la Porta Santa, segno forte del Giubileo, e subito dopo hanno partecipato alla Santa Messa presso l’Altare Maggiore, immersi nella solennità del luogo e nella consapevolezza di trovarsi sulle orme di San Paolo, colui che più di tutti ha predicato la misericordia ricevuta da Cristo. Nel pomeriggio, dopo il rientro e il pranzo, i partecipanti hanno visitato alcuni luoghi significativi legati alla figura e all’opera della Beata Madre Speranza nella città di Roma, approfondendo così il carisma dell’Amore Misericordioso nelle sue origini concrete e nella sua attualità per l’uomo di oggi. La giornata si è chiusa con una cena e una serata di fraternità, animate dalla gioia semplice della condivisione.
Domenica 13 è stata una giornata intensa e carica di significato. Alle ore 5.45, i pellegrini si sono messi in viaggio verso la Basilica di San Pietro, dove hanno avuto la grazia di attraversare la Porta Santa e di partecipare alla Santa Messa presso la Tomba dell’Apostolo Pietro, nelle Grotte Vaticane, luogo sorgente della nostra comunione ecclesiale. Successivamente, si è svolta la visita della Basilica Vaticana, seguita dalla partenza per Castel Gandolfo, dove alle 12.00 si è vissuto un momento davvero speciale: l’Angelus con il Santo Padre Leone XIV, sulle rive del lago, in un clima di raccoglimento e gratitudine. Particolarmente significativo è stato il saluto di Papa Leone rivolto alla Famiglia dell’Amore Misericordioso e il successivo incontro personale avuto tra lui e Padre Ireneo Martin e Suor Lucia Lisci, vicaria generale delle EAM. Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con la visita di altre due grandi basiliche romane: San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore (con una sosta significativa presso la tomba di Papa Francesco) e infine la partecipazione ai Vespri Solenni nella Cappella Salus Populi Romani, affidando a Maria il cammino appena iniziato. La cena conclusiva della giornata ha avuto il sapore della festa e del pellegrinaggio vissuto nella comunione della Chiesa universale.
La giornata di lunedì ha segnato l’arrivo a Collevalenza, luogo caro e fondamentale per ogni figlio spirituale di Madre Speranza. Dopo la partenza alle 7.30 e l’arrivo nella mattinata, i pellegrini sono stati accolti nella Casa del Pellegrino con grande disponibilità. Alle ore 10.00 si è celebrata la suggestiva Liturgia delle Acque, con la benedizione e l’immersione simbolica nella misericordia di Dio. A seguire, la Santa Messa del Pellegrino presieduta da Padre Aurelio Pérez, rettore del Santuario, nella quale si è invocata la protezione di Madre Speranza sul cammino comunitario. Nel pomeriggio, la visita alla Casa di Madre Speranza ha permesso a ciascuno di toccare con mano la semplicità e la grandezza di questa donna tutta donata all’Amore Misericordioso. La giornata si è conclusa con l’adorazione eucaristica in Cripta, accompagnata dai Vespri Solenni, e con una cena fraterna in terrazza, ammirando il tramonto e condividendo la gioia dell’incontro.
Martedì è stata la giornata dedicata ad Assisi, luogo intriso di spiritualità e pace. Alle ore 10.00 si è celebrata la Santa Messa nella Basilica di San Francesco, cuore pulsante del messaggio francescano. I pellegrini hanno poi visitato la Basilica di Santa Chiara e la tomba del Beato Carlo Acutis, segni eloquenti di una santità vicina, giovane e radicale. Dopo il pranzo in ristorante, il pomeriggio è stato dedicato alla visita della Basilica di Santa Maria degli Angeli, con sosta alla Porziuncola, dove Francesco ricevette la missione e chiese il perdono per tutti. Il ritorno a Collevalenza in serata ha permesso ai partecipanti di rientrare nel silenzio e nella contemplazione, accompagnati dalla cena in clima familiare.
Il penultimo giorno ha visto i pellegrini recarsi a Orvieto, città eucaristica per eccellenza. Alle 9.30 è stata offerta una visita guidata alla Cattedrale a cura di Mons. Stefano Puri, seguita da un tempo di adorazione presso la Cappella del Corporale, luogo che custodisce il miracolo eucaristico di Bolsena-Orvieto. Nel pomeriggio, rientrati a Collevalenza, si è celebrata una Santa Messa solenne per il 25º anniversario di ordinazione presbiterale di Padre Sante Pessot, Padre Thomas, Padre Alfredo e Padre Fermín. Un’occasione per rendere grazie all’Amore Misericordioso per il dono della vocazione e del ministero. La giornata si è conclusa con una cena festosa con la comunità, nel segno della gratitudine condivisa per ciò che Dio ha operato nel cuore di ciascuno durante il Giubileo.
L’ultima mattina del pellegrinaggio si è aperta con la Celebrazione Eucaristica di chiusura, semplice ma intensa, nella quale è stato rinnovato il mandato missionario di ogni pellegrino: portare nel mondo la luce della speranza e della misericordia ricevuta. Dopo la colazione, è arrivato il tempo dei saluti, non senza commozione, ma con un cuore pieno e colmo della grazia di questi giorni vissuti insieme.
Il Giubileo si è concluso con un messaggio forte e chiaro, lasciato impresso nel cuore di tutti: “Si riparte con… SPERANZA, GIOIA, FIDUCIA…!” Il Giubileo della Famiglia dell’Amore Misericordioso 2025 non è stato soltanto un evento, ma un cammino di rinnovamento che continua nella vita quotidiana di ogni pellegrino. Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione, ai sacerdoti che hanno accompagnato spiritualmente i partecipanti, alle comunità che hanno aperto le porte con generosità, e soprattutto a Dio Padre, che nella sua infinita misericordia ci ha chiamati a essere pellegrini di speranza.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/07/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-07-19T224136.333.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-07-19 22:46:502025-07-19 22:47:45GIUBILEO della Famiglia dell’Amore Misericordioso (11-17 luglio 2025)
Il 27 giugno, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, si celebra la Giornata mondiale di santificazione sacerdotale, istituita nel 1995 da San Giovanni Paolo II. Questa, è un’occasione per i presbiteri di rinnovare la loro vocazione e ritrovare la fonte stessa del loro sacerdozio: l’amore misericordioso di Cristo.
In prossimità di tale data, pertanto, giovedì 5 giugno 2025, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, si è svolta la Giornata di Santificazione sacerdotale del clero dell’Umbria. Qui, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, i sacerdoti hanno avuto modo di vivere momenti di preghiera profonda, di adorazione e di fraternità. Collevalenza è sempre un luogo emblematico per riscoprire il ministero sacerdotale, fondato sulla misericordia e sull’amore di Cristo.
I presbiteri hanno avuto modo di potersi mettere in ascolto di S. Eminenza il Cardinal Angelo De Donatis, penitenziere maggiore, sul tema Il sacramento della riconciliazione. Il fulcro è ruotato attorno al tema del Cuore di Cristo come sorgente di misericordia, accoglienza e missione. I sacerdoti sono invitati a riscoprire il loro “primo amore”, recuperare freschezza e passione evangelica, e rinnovare il loro impegno al servizio del popolo di Dio.
Parroci e presbiteri hanno riferito di aver vissuto un momento di profonda consolazione spirituale, che ha avuto come apice la Celebrazione Eucaristica presso la Basilica del Santuario, presieduta sempre dal Cardinal De Donatis. Molti hanno definito la giornata un vero “tempo di grazia”, segno visibile dell’abbraccio consolatore e misericordioso del Signore.
La Giornata di Santificazione Sacerdotale a Collevalenza, quale appuntamento annuo, è un invito, per ogni sacerdote, a rinnovare il proprio sì al Signore, a restare uniti a Lui, e a portare l’amore di Cristo al popolo. Per ritrovare la motivazione del ministero, radicata nella preghiera, nella fraternità e nella missione, è un’occasione significativa.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/07/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-07-01T122836.050.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-07-01 12:39:202025-07-01 12:39:22NEL CUORE DI CRISTO per amore del mondo