Lunedì 29 luglio, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è stato meta per i giovani pellegrini in partenza per la Giornata Mondiale della Gioventù di Roma. Provenienti da diverse parti del mondo e ospitati nei giorni precedenti nella Diocesi di Orvieto-Todi, i giovani si sono ritrovati nel cuore spirituale del Santuario per vivere un’intensa giornata sul tema della misericordia e dell’abbraccio del Padre.
La mattinata si è aperta con un momento di accoglienza e di visita guidata al Santuario, durante la quale i gruppi, divisi per lingua, hanno potuto scoprire la storia, il messaggio e la spiritualità dell’Amore Misericordioso. A seguire, un’attività simbolica e profondamente spirituale ha invitato ciascuno a fermarsi per rileggere la propria esperienza: su un grande pannello, ogni giovane ha potuto lasciare, da una parte, ciò che desidera portare con sé da questa esperienza — parole, gesti, incontri, emozioni — e dall’altra, ciò che sente il bisogno di affidare alla misericordia di Dio — pesi, ferite, situazioni dolorose o difficili. Un gesto semplice ma ricco di significato, capace di esprimere l’intimità del cammino spirituale e il desiderio di affidamento.
Il momento culminante della giornata è stata la Santa Messa, presieduta da padre Domenico Cancian, alla quale hanno partecipato tutti i giovani ospitati nei diversi punti della Diocesi. Un’occasione per vivere insieme, in comunione, l’Eucaristia come fonte e culmine di ogni pellegrinaggio, nutrimento per il cuore e mandato per la missione.
Fondamentale è stato il contributo dei volontari e dei giovani dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, che con passione, cura e spirito di servizio hanno reso possibile ogni momento dell’incontro, dalla logistica all’animazione, dalla preghiera all’accoglienza.
Il cammino dei giovani nella Diocesi si era aperto con la visita al Santuario Eucaristico di Bolsena e alla Cattedrale di Orvieto, dove è custodito il Sacro Corporale del miracolo eucaristico: una giornata interamente dedicata al tema dell’Eucaristia. Il giorno seguente, i gruppi si erano diretti ad Assisi, per lasciarsi ispirare dalla vita di san Francesco, santa Chiara e del Beato Carlo Acutis, riflettendo sul tema della santità. Infine, il cammino ha trovato la sua conclusione a Collevalenza, nel segno della misericordia, vera sorgente di ogni vocazione e radice profonda del cuore di Dio.
Un’esperienza intensa, ricca di luce e fraternità, che ha preparato il cuore di tanti giovani all’incontro con Papa Leone XIV e con migliaia di altri coetanei a Roma. Collevalenza, ancora una volta, si è fatta casa e abbraccio, luogo di passaggio e di ascolto e di accoglienza, sorgente di misericordia.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/07/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-07-31T095342.981.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-07-31 09:42:002025-07-31 09:56:27Collevalenza accoglie i giovani “PELLEGRINI DI SPERANZA”: una tappa di misericordia e di grazia
25 anni di fedeltà e dono: Sr. Shoshamma celebra il suo Giubileo di Vita Consacrata
Santa Rita Church, Nanthirickal (Kerala), 22 luglio 2025
Un clima di gioia, gratitudine e commozione ha avvolto la celebrazione del 25° anniversario di vita consacrata di Sr. Shoshamma, Ancella dell’Amore Misericordioso. La Santa Messa giubilare, celebrata nella chiesa di Santa Rita a Nanthirickal, nel cuore verde del Kerala, è stata un’intensa espressione di lode a Dio per il dono della sua vocazione e per il cammino compiuto in questi anni al servizio dei fratelli.
La celebrazione eucaristica, semplice e solenne, ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, familiari, consorelle, sacerdoti e membri della comunità locale, tutti uniti attorno a Sr. Shoshamma per condividere un momento tanto significativo. La liturgia, animata con canti tradizionali e simboli della spiritualità dell’Amore Misericordioso, ha richiamato la centralità della fedeltà di Dio nella storia personale di una consacrata che ha offerto la propria vita in risposta a una chiamata d’amore.
Durante l’omelia, il celebrante ha sottolineato come la vocazione religiosa non sia un traguardo da esibire, ma un cammino da vivere ogni giorno con rinnovata fiducia. Ha ricordato che 25 anni non sono solo un numero, ma una storia intrecciata di gioie e fatiche, di fedeltà e abbandono alla Provvidenza. «Oggi – ha detto – celebriamo il sì di Sr. Shoshamma, ma ancor più il sì fedele di Dio che l’ha accompagnata in ogni passo».
Al termine della celebrazione, Sr. Shoshamma ha preso la parola per esprimere la sua profonda gratitudine al Signore per la chiamata ricevuta, per la forza donata nei momenti difficili e per tutte le persone che l’hanno sostenuta nel suo cammino: le consorelle, i formatori, i sacerdoti, la famiglia e le comunità nelle quali ha prestato la sua testimonianza e il suo servizio. Con voce commossa ha detto: «Tutto è grazia. Se oggi posso celebrare questo giubileo, è perché Dio è stato fedele. A Lui va la mia lode e il mio grazie per questi anni di servizio e di amore donato».
Il momento di festa è proseguito con un incontro fraterno, ricco di canti, danze, parole di riconoscenza e ricordi condivisi. Un clima familiare e caloroso ha avvolto l’intera comunità, rendendo visibile quella comunione che nasce dalla vita donata nel nome del Vangelo.
La Congregazione dell’Amore Misericordioso si unisce con gioia al rendimento di grazie di Sr. Shoshamma, elevando a Dio il canto del Magnificat per questi 25 anni di consacrazione. Che il Signore continui a benedire il suo cammino e a renderlo segno vivo della Misericordia che non delude mai.
Dal 11 al 17 luglio 2025 si è svolto il Giubileo della Famiglia dell’Amore Misericordioso, promosso dalla Congregazione per offrire alle famiglie, ai laici dell’Amore Misericordioso e ai membri delle comunità religiose FAM ed EAM una forte esperienza di comunione, preghiera e missione. Un itinerario di fede che ha toccato i luoghi più significativi per la spiritualità cristiana e per il carisma di Madre Speranza: Roma e Collevalenza. Un vero e proprio pellegrinaggio di fede, speranza e fraternità.
Il pellegrinaggio ha preso avvio nel pomeriggio di venerdì 11 luglio, presso la casa generalizia della Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso a Roma, in via Casilina 323. I partecipanti sono stati accolti in un clima di calore familiare e disponibilità, che ha permesso fin da subito di respirare lo spirito dell’Amore Misericordioso. Alle ore 19.00 si è celebrata la Santa Messa di apertura, presieduta da Padre Ireneo Martin, superiore generale dei Figli dell’Amore Misericordioso, durante la quale sono state affidate al Signore le intenzioni, i desideri e le fatiche di ogni pellegrino. La liturgia, sobria ma intensa, e familiare ha segnato l’inizio del cammino condiviso. La serata si è conclusa con una cena comunitaria, occasione per iniziare a conoscersi e per intrecciare relazioni che avrebbero reso il pellegrinaggio non solo spirituale, ma profondamente umano.
Il giorno successivo è cominciato molto presto, con la colazione alle ore 7.00 e la partenza per la Basilica papale di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche maggiori di Roma, che custodisce la tomba dell’Apostolo delle genti. Alle ore 8.30 i tutti i pellegrini dell’Amore Misericordioso hanno varcato la Porta Santa, segno forte del Giubileo, e subito dopo hanno partecipato alla Santa Messa presso l’Altare Maggiore, immersi nella solennità del luogo e nella consapevolezza di trovarsi sulle orme di San Paolo, colui che più di tutti ha predicato la misericordia ricevuta da Cristo. Nel pomeriggio, dopo il rientro e il pranzo, i partecipanti hanno visitato alcuni luoghi significativi legati alla figura e all’opera della Beata Madre Speranza nella città di Roma, approfondendo così il carisma dell’Amore Misericordioso nelle sue origini concrete e nella sua attualità per l’uomo di oggi. La giornata si è chiusa con una cena e una serata di fraternità, animate dalla gioia semplice della condivisione.
Domenica 13 è stata una giornata intensa e carica di significato. Alle ore 5.45, i pellegrini si sono messi in viaggio verso la Basilica di San Pietro, dove hanno avuto la grazia di attraversare la Porta Santa e di partecipare alla Santa Messa presso la Tomba dell’Apostolo Pietro, nelle Grotte Vaticane, luogo sorgente della nostra comunione ecclesiale. Successivamente, si è svolta la visita della Basilica Vaticana, seguita dalla partenza per Castel Gandolfo, dove alle 12.00 si è vissuto un momento davvero speciale: l’Angelus con il Santo Padre Leone XIV, sulle rive del lago, in un clima di raccoglimento e gratitudine. Particolarmente significativo è stato il saluto di Papa Leone rivolto alla Famiglia dell’Amore Misericordioso e il successivo incontro personale avuto tra lui e Padre Ireneo Martin e Suor Lucia Lisci, vicaria generale delle EAM. Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con la visita di altre due grandi basiliche romane: San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore (con una sosta significativa presso la tomba di Papa Francesco) e infine la partecipazione ai Vespri Solenni nella Cappella Salus Populi Romani, affidando a Maria il cammino appena iniziato. La cena conclusiva della giornata ha avuto il sapore della festa e del pellegrinaggio vissuto nella comunione della Chiesa universale.
La giornata di lunedì ha segnato l’arrivo a Collevalenza, luogo caro e fondamentale per ogni figlio spirituale di Madre Speranza. Dopo la partenza alle 7.30 e l’arrivo nella mattinata, i pellegrini sono stati accolti nella Casa del Pellegrino con grande disponibilità. Alle ore 10.00 si è celebrata la suggestiva Liturgia delle Acque, con la benedizione e l’immersione simbolica nella misericordia di Dio. A seguire, la Santa Messa del Pellegrino presieduta da Padre Aurelio Pérez, rettore del Santuario, nella quale si è invocata la protezione di Madre Speranza sul cammino comunitario. Nel pomeriggio, la visita alla Casa di Madre Speranza ha permesso a ciascuno di toccare con mano la semplicità e la grandezza di questa donna tutta donata all’Amore Misericordioso. La giornata si è conclusa con l’adorazione eucaristica in Cripta, accompagnata dai Vespri Solenni, e con una cena fraterna in terrazza, ammirando il tramonto e condividendo la gioia dell’incontro.
Martedì è stata la giornata dedicata ad Assisi, luogo intriso di spiritualità e pace. Alle ore 10.00 si è celebrata la Santa Messa nella Basilica di San Francesco, cuore pulsante del messaggio francescano. I pellegrini hanno poi visitato la Basilica di Santa Chiara e la tomba del Beato Carlo Acutis, segni eloquenti di una santità vicina, giovane e radicale. Dopo il pranzo in ristorante, il pomeriggio è stato dedicato alla visita della Basilica di Santa Maria degli Angeli, con sosta alla Porziuncola, dove Francesco ricevette la missione e chiese il perdono per tutti. Il ritorno a Collevalenza in serata ha permesso ai partecipanti di rientrare nel silenzio e nella contemplazione, accompagnati dalla cena in clima familiare.
Il penultimo giorno ha visto i pellegrini recarsi a Orvieto, città eucaristica per eccellenza. Alle 9.30 è stata offerta una visita guidata alla Cattedrale a cura di Mons. Stefano Puri, seguita da un tempo di adorazione presso la Cappella del Corporale, luogo che custodisce il miracolo eucaristico di Bolsena-Orvieto. Nel pomeriggio, rientrati a Collevalenza, si è celebrata una Santa Messa solenne per il 25º anniversario di ordinazione presbiterale di Padre Sante Pessot, Padre Thomas, Padre Alfredo e Padre Fermín. Un’occasione per rendere grazie all’Amore Misericordioso per il dono della vocazione e del ministero. La giornata si è conclusa con una cena festosa con la comunità, nel segno della gratitudine condivisa per ciò che Dio ha operato nel cuore di ciascuno durante il Giubileo.
L’ultima mattina del pellegrinaggio si è aperta con la Celebrazione Eucaristica di chiusura, semplice ma intensa, nella quale è stato rinnovato il mandato missionario di ogni pellegrino: portare nel mondo la luce della speranza e della misericordia ricevuta. Dopo la colazione, è arrivato il tempo dei saluti, non senza commozione, ma con un cuore pieno e colmo della grazia di questi giorni vissuti insieme.
Il Giubileo si è concluso con un messaggio forte e chiaro, lasciato impresso nel cuore di tutti: “Si riparte con… SPERANZA, GIOIA, FIDUCIA…!” Il Giubileo della Famiglia dell’Amore Misericordioso 2025 non è stato soltanto un evento, ma un cammino di rinnovamento che continua nella vita quotidiana di ogni pellegrino. Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione, ai sacerdoti che hanno accompagnato spiritualmente i partecipanti, alle comunità che hanno aperto le porte con generosità, e soprattutto a Dio Padre, che nella sua infinita misericordia ci ha chiamati a essere pellegrini di speranza.
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Il 27 giugno, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, si celebra la Giornata mondiale di santificazione sacerdotale, istituita nel 1995 da San Giovanni Paolo II. Questa, è un’occasione per i presbiteri di rinnovare la loro vocazione e ritrovare la fonte stessa del loro sacerdozio: l’amore misericordioso di Cristo.
In prossimità di tale data, pertanto, giovedì 5 giugno 2025, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, si è svolta la Giornata di Santificazione sacerdotale del clero dell’Umbria. Qui, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, i sacerdoti hanno avuto modo di vivere momenti di preghiera profonda, di adorazione e di fraternità. Collevalenza è sempre un luogo emblematico per riscoprire il ministero sacerdotale, fondato sulla misericordia e sull’amore di Cristo.
I presbiteri hanno avuto modo di potersi mettere in ascolto di S. Eminenza il Cardinal Angelo De Donatis, penitenziere maggiore, sul tema Il sacramento della riconciliazione. Il fulcro è ruotato attorno al tema del Cuore di Cristo come sorgente di misericordia, accoglienza e missione. I sacerdoti sono invitati a riscoprire il loro “primo amore”, recuperare freschezza e passione evangelica, e rinnovare il loro impegno al servizio del popolo di Dio.
Parroci e presbiteri hanno riferito di aver vissuto un momento di profonda consolazione spirituale, che ha avuto come apice la Celebrazione Eucaristica presso la Basilica del Santuario, presieduta sempre dal Cardinal De Donatis. Molti hanno definito la giornata un vero “tempo di grazia”, segno visibile dell’abbraccio consolatore e misericordioso del Signore.
La Giornata di Santificazione Sacerdotale a Collevalenza, quale appuntamento annuo, è un invito, per ogni sacerdote, a rinnovare il proprio sì al Signore, a restare uniti a Lui, e a portare l’amore di Cristo al popolo. Per ritrovare la motivazione del ministero, radicata nella preghiera, nella fraternità e nella missione, è un’occasione significativa.
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Oggi, 31 maggio 2025, ricorre l’undicesimo anniversario della Beatificazione di Madre Speranza di Gesù, Fondatrice delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso. Una data che continua a risuonare nel cuore di tanti, non solo a Collevalenza, ma ovunque lo Spirito abbia fatto germogliare i frutti della sua testimonianza.
In quel giorno di festa, l’intera Chiesa contemplava con gioia la luce di una vita offerta, semplice e trasparente, tutta consegnata all’Amore Misericordioso del Padre. Papa Francesco, nel concedere la Beatificazione, riconosceva in Madre Speranza “una madre vicina a chi soffre, un riflesso vivo della tenerezza di Dio”.
Un carisma sempre vivo
Sono trascorsi undici anni, ma il carisma che Dio ha donato a Madre Speranza non ha smesso di parlare, di consolare, di guidare. Nei volti dei pellegrini, nelle preghiere silenziose presso il Santuario di Collevalenza, nell’opera instancabile dei Figli e delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, la sua eredità spirituale continua a vivere, semplice e potente come allora.
Chiunque si avvicina alla sua figura, scopre una donna umile, capace di fidarsi ciecamente di Dio anche nei momenti più oscuri, e pronta a farsi strumento della sua Misericordia, senza riserve. È questa fede incrollabile, che ha saputo leggere i tempi con gli occhi di Dio, a rendere Madre Speranza un riferimento ancora attuale.
Una beatitudine contagiosa
Madre Speranza ci invita a credere nella forza trasformante dell’Amore Misericordioso, a non scoraggiarci davanti alle difficoltà, a tendere le mani verso chi è nel bisogno. La sua beatitudine non è un ricordo da custodire in un angolo, ma un invito concreto a lasciarsi toccare dal Vangelo.
In questo 11° anniversario, il miglior modo per onorarla è rinnovare la nostra fiducia in Dio, riscoprendo che anche nella fragilità, nei limiti, nel dolore, può brillare la luce di una speranza più grande. È questa la lezione che Madre Speranza ha consegnato alla Chiesa: che Dio è Padre, che ci ama più di quanto possiamo immaginare, e che ci attende sempre a braccia aperte.
Il nostro grazie
Con cuore grato, oggi diciamo grazie, Madre Speranza, per la tua fedeltà, per il tuo esempio, per la tua intercessione. Accompagnaci ancora nel cammino, insegnaci a fidarci come hai fatto tu, e a credere che nessuna miseria è troppo grande per la Misericordia di Dio.
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SEGNI DI SPERANZA NELLA FAMIGLIA DELL’AMORE MISERICORDIOSO
FERMO: DON RICCI ARTIGIANELLI e CENTRO EDUCATIVO
Nel giugno del 1946 Don Ernesto Ricci, sacerdote della Diocesi di Fermo, mosso da uno zelo straordinario, decise di impegnarsi nel campo dell’educazione dei giovani più bisognosi e aprì il “Collegio Artigianelli del Sacro Cuore”. Nell’immediato dopoguerra questa realtà divenne un segno di speranza poiché oltre a garantire il necessario per vivere veniva data ai ragazzi una formazione professionale così da potersi inserire agevolmente nel mondo del lavoro. Don Ricci consumò la sua vita per lo sviluppo di questa straordinaria opera caritativa; il 6 agosto 1950, Festa della Trasfigurazione del Signore, nella notte si senti mancare il respiro, aprì la finestra e si incontrò con Gesù, raggiante di luce e lo portò con Sé dandogli il premio della sua immensa carità e dal Cielo poter continuare ad intercedere per i suoi cari ragazzi.
L’ “Opera Don Ricci” nel Progetto di Dio Padre doveva continuare, sappiamo dalla storia della nostra Famiglia religiosa che Don Ricci è apparso a Madre Speranza per dirle da parte di Dio che con la sua Famiglia religiosa, le Ancelle ed i Figli dell’Amore Misericordioso, si doveva prendere cura del Collegio Artigianelli del Sacro Cuore. “Quando non ci sarò più io ci sarà sempre il buon Dio”. Questa certezza accompagnò Don Ricci tutta la vita. Madre Speranza così si pronunciò: “Chi lo conobbe l’amò e lo benedisse, chi non lo conobbe lo ama e lo benedice attraverso la sua opera”.
Da Collegio a Centro Educativo
In un clima di famiglia, le Suore Ancelle dell’Amore Misericordioso, attualmente 6, si dedicano pienamente all’accoglienza ed educazione dei minori da oltre 70 anni. Madre Speranza, nel 1952 arrivò a Fermo con le Suore che avrebbero costituito la Comunità di Don Ricci, dedicandosi pienamente all’educazione dei bambini delle elementari interni al Collegio, dotato anche di Scuola.
Fin dall’inizio, il Collegio si è distinto per l’accoglienza materna e lo spirito di famiglia che le Suore curavano sotto tutti gli aspetti, seguendo la pedagogia e l’esempio della Madre Fondatrice.
Il punto cardine, essenziale per il conseguimento del fine educativo dei minori accolti, è stato mettere al centro il valore del minore, come ci ha trasmesso la Madre Fondatrice, una grande fiducia nell’opera educativa, l’acquisizione della preparazione e dei mezzi necessari e la graduale apertura alle consulenze professionali indispensabili. C’è stata, inoltre, un’attenzione notevole alle necessità delle famiglie sempre più bisognose e necessarie di aiuto. Dopo alcuni anni si è ritenuto molto importate a livello socio-educativo far frequentare ai bambini la Scuola statale esterna e contemporaneamente si avviò anche la modalità semiresidenziale.
Negli anni 2000, la normativa italiana decretò la chiusura dei Collegi e la loro trasformazione in piccole Comunità educative. Il Collegio Artigianelli divenne Centro Educativo per Minori “Opera Don Ricci” con attualmente due servizi semiresidenziali e uno residenziale:
Centro di aggregazione per bambini e adolescenti, dai 6 ai 14 anni
Comunità Semiresidenziale Socio-educativa per Minorenni dai 6 ai 17 anni
Comunità per l’Autonomia, per ragazze dai 17 ai 21 anni
La Scuola di Arti e Mestieri è divenuta Centro di Formazione Professionale Artigianelli, gestita dai Figli dell’Amore Misericordioso.
Oggi, consapevoli che l’importanza e l’urgenza dell’opera formativo-educativa va crescendo in misura delle problematiche familiari e sociali, sono molte le richieste che frequentemente ci vengono rivolte dalle famiglie, dalle Scuole e dai Servizi sociali. Siamo convinte che il Centro educativo “Opera Don Ricci” è sempre più un punto di riferimento per la società che ci circonda, e continua ad essere oggi un segno di speranza, ce ne danno riscontro la gioia che esprimono i bambini, i piccoli, grandi risultati che riescono ad ottenere nella scuola e nelle relazioni con la propria famiglia.
I minori che accogliamo provengono da varie nazionalità e crediamo che ci vengano affidati dall’Amore Misericordioso, che ci manifesta fiducia e ci dà forza e mezzi necessari. Accompagniamo i bambini e le loro famiglie nel percorso di crescita umana e cristiana con l’Equipe educativa costituita da educatrici professionali e con la collaborazione generosa e qualificata di un bel numero di Volontari con grande esperienza di docenza che collaborano nell’aiuto compiti pomeridiano. Al termine dell’anno scolastico si realizza il Centro Estivo con il GREST, le Colonie marine e prima dell’inizio della scuola i Compiti delle Vacanze.
Sperimentiamo che la fonte della nostra speranza è la presenza di Dio Amore Misericordioso, che si prende paternamente cura di tutti i suoi figli e in modo speciale dei suoi poveri portando avanti il suo Progetto di amore iniziato con Don Ricci, proseguito con la Beata Madre Speranza e la sua Famiglia religiosa dell’Amore Misericordioso.
Concludendo ci sentiamo di affermare che da tutta questa singolare storia d’amore materno e paterno verso i più piccoli e bisognosi, l’Amore Misericordioso risplende e attrae lo sguardo di coloro che hanno un cuore sensibile.
Siano rese grazie a Dio che predilige stare in mezzo ai più bisognosi, i preferiti del suo cuore, e con fiducia li affida a noi, umili strumenti nelle sue mani.
Il Centro Formazione Professionale Artigianelli
Siamo una piccola comunità di tre religiosi, Figli dell’Amore Misericordioso, che cercano di accompagnare più di cento ragazzi/e, dai 14 ai 18 anni, che si iscrivono al Centro Formazione Professionale Artigianelli per frequentare corsi di termoidraulica, meccanica, calzatura e panificazione. Sperimentiamo quotidianamente che possiamo ridare speranza a un giovane nella misura in cui lo aiutiamo a scoprire la propria vocazione nella vita e all’interno della società. Collaborando con i nostri insegnanti viviamo assieme ai nostri ragazzi, cercando di far sperimentare loro che la scuola è prima di tutto una famiglia, un luogo di relazioni vere, dove giorno per giorno si impara a scoprire e valorizzare i propri talenti e a crescere nella propria autostima.
Spesso la vita dei nostri ragazzi è segnata da ferite, talvolta profonde, ma nel nostro piccolo crediamo di essere una opportunità per un riscatto e una vita nuova.
Siamo convinti che anche i nostri studenti, che per tanti motivi a volte si trovano ad essere un po’ al margine, possano avere una formazione di qualità e all’avanguardia. Anche per dei giorani che, nella corsa della vita, si sono trovati ai blocchi di partenza un po’ in ritardo rispetto agli altri, anche a questi ragazzi il Signore offre le stesse opportunità e la stessa formazione di qualità e all’avanguardia che possono avere tutti gli altri giovani loro coetanei.
Al di la di tante parole vorremmo consegnarvi alcune immagini dei nostri ragazzi/e in cui possiamo scorgere segni di speranza.
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La vocazione religiosa ci fa vivere in pienezza la grazia battesimale secondo un determinato carisma ecclesiale, ponendoci in modo manifesto alla sequela del Cristo che ha consacrato se stesso al Padre (Costituzioni Eam art. 23).
La nostra comunità di Ancelle dell’Amore Misericordioso in Romania è formata attualmente da 4 religiose. La Congregazione ha iniziato la sua attività in questa terra nel 1993, per desiderio dell’attuale vescovo emerito Petru Gherghel. La missione iniziale affidata alla prima Comunità era di aiutare nella formazione il nascente Istituto delle Suore “Ancelle di Cristo, Sommo Sacerdote”. L’attività pastorale si è andata sviluppando nella collaborazione con l’Ospedale diocesano “Speranța Bolnavilor” di Barticești.
Dal 1998, dopo l’inaugurazione della Casa “Maica Speranța”, la Congregazione ha iniziato i suoi progetti sociali e spirituali nella comunità di Barticești (comune di Botești, provincea di Neamț) o in altre comunità di questa provincia. Grazie alla collaborazione del ministro bavarese Barbara Stamm, è stata avviata la partnership con il Centro di recupero e la riabilitazione dei disabili di Păstrăveni, la formazione e la promozione dei valori cristiani e umani per i giovani della comunità, le attività di sostegno ai bisognosi, l’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità. Ci dedichiamo alle attività pastorali di catechesi, incontri spirituali, aiuto per le varie necessità nella nostra parrocchia romano-cattolica “San Giuseppe Lavoratore” di Barticești.
Affinché l’attività in Romania si svolga in conformità alla legge, nel 2019 la Congregazione ha istituito l’Associazione “Suore dell’Amore Misericordioso”, con personalità giuridica di diritto privato senza scopo di lucro, con lo scopo di santificare i suoi membri attraverso una vita vissuta secondo i consigli evangelici, il ruolo sociale ed educativo della Chiesa e la testimonianza dell’infinito Amore di Dio. Secondo il proprio statuto, l’Associazione si propone di svolgere attività nei settori dell’educazione dei bambini, di formazione dei giovani, di corsi di formazione, di programmi di responsabilità sociale e del volontariato.
Per sostenere i bambini del comune di Botești (villaggi Barticești, Botești e Nisiporești), l’Associazione “Suore dell’Amore Misericordioso”, accreditata per legge come fornitore di servizi, ha istituito e autorizzato il servizio sociale di assistenza diurna per bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni chiamato “Centro diurno Madre Speranza”. Lo scopo del servizio sociale è prevenire che i bambini per mancanza di cure, assistenza familiare e scolare vengano allontanati dalle loro famiglie garantiamo, durante il giorno, attività educative, ricreazione-socializzazione, consulenza, sviluppo di abilità di vita indipendente, nonché attività di sostegno, consulenza e istruzione per i genitori/rappresentanti legali dei bambini beneficiari.
Collaboriamo con i Figli dell’Amore Misericordioso, per quanto è possibile data la distanza fisica tra le due comunità, condividendo la spiritualità e la missione.
La Famiglia dell’Amore Misericordioso, Ancelle e Figli, in questa terra rumena, segue l’insegnamento della Madre Fondatrice, la Beata Madre Speranza, che ci esorta a vivere l’educazione e la pastorale come servizio reso al prossimo per amore e con amore. “Se vi circondate della luce del Signore, sarete voi stesse luce, e in questa luce divina lavorerete con frutto nella vostra perfezione e in quella dei bambini a voi affidati e così come la luce ha due effetti principali che sono: diffondere intorno il chiarore e il calore, così la grazia di Dio produce altri due effetti simili: illuminare l’intelletto e vivificare la volontà.”
Comunità delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, Barticești-Romania
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I Figli dell’Amore Misericordioso sono arrivati in Romania il 16 marzo 2005 su invito dell’allora Vescovo di Iași, Mons. Petru Gherghel al fine di fare conoscere il carisma e la missione della Congregazione, fondata dalla Beata Speranza di Gesù. In quel tempo padre Domenico Cancian era il Superiore generale dell’Istituto.
La prima comunità FAM si è insediata a Barticești, villaggio rurale cattolico vicino alla città di Roman, nella provincia di Neamț. Qui, erano presenti le consorelle EAM, anche loro invitate già dal 1993 per la formazione delle novizie dell’Istituto Diocesano Ancelle di Cristo, Sommo Sacerdote (Slujitoarele lui Cristos, Marele Preot) e poi, dal 1995, si è aggiunta anche la collaborazione nell’attività sanitaria del costruendo Centro Medicale Diocesano conosciuto come ”Spitalul din Barticești”. La comunità religiosa era costituita da due membri: padre Fernando Manni ed un sacerdote diocesano con voti, il compianto Don Italo Del Bianco, che conosceva bene il luogo ed anche alcuni sacerdoti a causa dei suoi ripetuti viaggi con lo scopo essenzialmente umanitario.
La residenza era in una modesta casa situata difronte alla Chiesa parrocchiale. In seguito la comunità si è arricchita del primo Figlio dell’Amore Misericordioso rumeno, padre Iulian Butnaru che si è ordinato sacerdote proprio nel suo paese natale, Barticești, del padre Iosif Ghența, che ha terminato qui i suoi studi, presso l’Istituto Teologico Francescano di Roman e dove è stato ordinato sacerdote, del fratel Celestin Mate e del fratel Alexandru-Cristinel Chiricheș. Infine, quest’anno, dall’Italia, è venuto Paolo per iniziare l’anno di noviziato.
Nei primi anni della nostra presenza si è presa familiarità con le varie realtà in cui eravamo inseriti: la lingua, l’attività pastorale svolta nelle parrocchie (soprattutto in quella di “San Giuseppe Lavoratore” di Barticești), la condizione sociale degli abitanti e la conoscenza di usi ed abitudini locali. Con l’appoggio dell’allora Vicario generale e poi Vicario episcopale per la Vita Consacrata della Diocesi di Iași, Mons. Alois Fechet, fin dall’inizio ci siamo dedicati alla formazione umana e religiosa di giovani che erano in ricerca della loro vocazione, alcuni ospitati nella nostra comunità mentre per altri si organizzavano corsi di esercizi spirituali nei periodi: natalizio, pasquale ed estivo.
Dopo questo periodo trascorso a Barticești durato 10 anni, il 5 novembre 2015, la comunità FAM si è trasferita nella piccola cittadina di Târgu Neamț, sempre nella provincia di Neamț, nella casa acquistata dalla Congregazione ed adattata per la comunità religiosa, che ha preso la denominazione di “Mănăstirea Sfântul Iosif”.
Qui il Vescovo, Mons. Gherghel, già da alcuni anni precedenti al nostro trasferimento ci aveva affidato la cura pastorale dei fedeli cattolici della parrocchia dei “Santi Apostoli Pietro e Paolo”. Questa piccola realtà cattolica è in pieno territorio ortodosso, dove si trovano i loro più famosi monasteri, luoghi di preghiera e meta di continui pellegrinaggi da parte dei loro fedeli, “roccaforte” della fede e dell’identità ortodossa. Una, tra le prime preoccupazioni, è stata quella di avere un luogo degno per il culto. Si è intervenuti per il consolidamento e il miglioramento della struttura che anteriormente era una vecchia casa patronale, dandole l’aspetto di una piccola ma accogliente Chiesa.
All’interno, al centro del presbiterio, sulla parete di fondo, domina il Crocifisso dell’Amore Misericordioso, copia fedele anche nelle dimensioni, dell’originale che si venera nella Cappella del Santuario di Collevalenza. Alla sinistra, su di un piedistallo artistico, c’è la statua lignea della Vergine Maria, Mediatrice, Madre di Dio. Amministratore parrocchiale è padre Iosif Ghența che si prodiga instancabilmente per la cura pastorale di questo “piccolo gregge” attraverso la predicazione, l’amministrazione dei sacramenti e l’esercizio caritativo verso le famiglie o le persone più svantaggiate o in particolari necessità.
Con l’assunzione di questa piccola comunità cristiana siamo entrati di diritto, a pieno titolo, a far parte del Decanato di Piatra Neamț, uno degli undici gruppi di parrocchie in cui è strutturata la Diocesi di Iași. Così, partecipando alle riunioni dei parroci, siamo arrivati al centro, “al cuore” del presbiterio diocesano. In questi ultimi anni, diversi sacerdoti sono passati nella nostra comunità FAM di Târgu Neamț, dove hanno trascorso “…un tempo più o meno lungo… per ristabilirsi, riposare o ritemprare lo spirito nella pace della casa religiosa” (Cost.FAM art. 19).
Ultimamente, abbiamo ricevuto la proposta (in fase di elaborazione e da parte nostra di attenta considerazione) di un progetto diocesano in favore di sacerdoti in difficoltà ed anziani della Diocesi di Iași che, per desiderio del nuovo Vescovo, Mons. Iosif Păuleț, vorrebbe coinvolgerci in questa iniziativa che riteniamo appartenga in pieno alla nostra missione prioritaria. Nell’anno giubilare in corso, ricorrono venti anni della presenza dei FAM nella terra della Romania, chiamata “giardino della Madre di Dio” (“grădina Maicii Domnului”) espressione antica ripresa dal Papa, San Giovanni Paolo II, quando è venuto in visita apostolica a Bucarest nel 1999. Insieme a tutta la Famiglia Religiosa, vogliamo ringraziare il Signore, Amore Misericordioso per tutte le grazie e doni ricevuti in questa terra benedetta, chiedendo al contempo ci sostenga nella fede, alimentando la speranza ed infondendo coraggio per portare avanti il carisma e la missione che lo Spirito Santo ha rivelato alla nostra Madre e che Lei ci ha lasciato come una preziosa eredità.
La comunità FAM di Târgu Neamț – România Anno giubilare 2025
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-02-14T121513.429.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-03-18 11:34:322025-03-18 11:34:342. SEGNI DI SPERANZA: comunità FAM di Târgu Neamț (Romania)
TODO POR AMOR: abbracciare i fratelli con passione e misericordia
Ogni carisma di vita consacrata è suscitato dallo Spirito Santo, in una epoca, per rendere vivo il Vangelo perché sia vissuto con radicalità e attuato ogni giorno concretamente. La nostra comunità delle Ancelle dell’Amore Misericordioso è composta da 21 religiose e risiede dal 1948, nel centro storico del paese di Fratta Todina (PG), presso il “Palazzo Altieri” un edificio antico del 1600. La comunità ha tre specifiche attività in sintonia con il carisma: Scuola dell’Infanzia e Asilo Nido, Servizio riabilitativo ed educativo diurno e ambulatoriale per persone con disabilità e attività in Parrocchia. L’invito a stare sempre dalla parte dei piccoli che si traduce in una accoglienza verso chi è escluso, indifeso viene trasformata in ”preferenza” che sta evangelicamente nel “prediligere” i bambini, i deboli, i poveri, gli umili, i sofferenti, i più bisognosi. Attingendo forza da queste parole: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”, possiamo dire che “il servizio più alto che si può dare a una persona è di farla diventare ciò che è:” il servizio per eccellenza”. Guidate dalla testimonianza luminosa della nostra Madre Fondatrice la Beata Madre Speranza Alhama Valera siamo chiamate a vivere, come sottolinea il Papa Francesco, il presente con passione […] Ciò significa che in una società dello scontro, della sopraffazione sui più deboli, delle disuguaglianze, siamo chiamati ad offrire un modello concreto di comunità che, attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e della condivisione del dono di cui ognuno è portatore, permetta di vivere[…]la mistica dell’incontro. La Beata Speranza ha incontrato, incarnato e testimoniato l’Amore e la Misericordia di Dio. Un Dio che ama con tenerezza ogni uomo senza fare distinzioni. Nel corso della sua vita, esprimeva il desiderio di poter realizzare, proprio nella Casa di Fratta Todina (PG), un’opera in grado di accogliere e prendersi cura di bambini, ragazzi e adulti con disabilità insieme alle loro famiglie. Il desiderio della Madre inizia la via della realizzazione e nel settembre del 1984 presso il Palazzo Altieri di Fratta Todina ha preso avvio un Centro Diurno e Ambulatoriale Riabilitativo ed Educativo per persone con disabilità gravi e gravissime. Nel corso di questi 40 anni, abbiamo assistito ad una evoluzione del servizio e sul significato che la nostra Fondatrice intendeva e voleva dare: “offrire un’amore incondizionato per chi si trova nel bisogno, per chi soffre.” Il principio ispiratore del nostro Servizio è il valore primario della persona umana in tutte le sue espressioni quindi il dovere di contribuire all’arricchimento ed alla pienezza del suo sviluppo con “giustizia e carità evangelica, scienza e tecnica”.
Le persone con disabilità, nel nostro mondo efficientistico, sono considerate povere, non in termine evangelico, ma perché non hanno gli strumenti umani per correre e competere con chi usa la vita per possedere, per apparire, per fare.
Ma la novità del Vangelo della misericordia rivela il valore unico e inestimabile di queste creature: Gesù li proclama “beati” perché il Padre, riserva loro un amore preferenziale e gratuito, un’attenzione e una tenerezza speciale. Se questo è l’amore di Dio per loro, quanto deve cambiare il nostro modo di pensare e di guardare a chi è mio prossimo. La loro presenza al Centro Speranza, nella nostra comunità religiosa e parrocchiale, tiene viva una visione della vita umana che spesso ci sfugge: “la vita come dono gratuito, come servizio, gioia di amare e di essere amati”. La “missione” specifica del “Centro Speranza” è, oggi, tutelare la dignità e migliorare la qualità della vita – prevalentemente attraverso interventi di riabilitazione, sanitaria e sociale – delle persone con disabilità (specie in età evolutiva) e delle loro famiglie. Per questo, due atteggiamenti risultano portanti: quello dell’accoglienza e quello della valorizzazione della vita in tutte le sue espressioni.
L’accoglienza intesa come desiderio e impegno di far sentire accolta chi frequenta il Centro o chi, per qualsiasi ragione ad esso accede; e come autentico impegno che si esprime come disponibilità interiore verso l’altro e come gesto concreto di benevolenza e di ascolto. La valorizzazione della vita in tutte le sue espressioni impegna, invece, ciascuno a scoprire ciò che veramente conta in tutti coloro che avvicina. Questo favorisce a far crescere in ogni persona la consapevolezza di quanto vale, in quanto oggetto di amore personale e particolare di Dio.
Insieme ai nostri collaboratori laici vogliamo essere, per chi avviciniamo, portatori di Speranza cristiana: “Tutto il nostro agire deve essere improntato ad una grande speranza e dobbiamo proporla a tutti…”
Essere espressione dell’amore e della tenerezza di Dio che non abbandona mai le sue creature, privilegiando i più poveri: “Gesù ama svisceratamente l’uomo, altrettanto dobbiamo fare noi […] L’uomo, il più miserabile e perfino il più abbandonato è amato con immensa tenerezza da Gesù, che gli è Padre e tenera Madre”(Madre Speranza).
Sr. Graziella Bazzo (Ancella dell’Amore Misericordioso e Coordinatrice pedagogica del Centro Speranza)
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-02-14T121513.429.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-02-14 12:25:482025-02-14 12:26:471. SEGNI DI SPERANZA: comunità EAM di Fratta Todina
Quella di quest’anno è stata certamente una vigilia di Natale del tutto particolare, infatti il 24 dicembre alle ore 19:00 papa Francesco, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, con il rito dell’apertura della Porta Santa, ha dato inizio ad un anno di grazia, un anno di misericordia, un anno di speranza.
Nell’anno giubilare potremo vivere tutti una nuova occasione per alimentare la nostra fede. Lo stesso Santo Padre, nella bolla di indizione del Giubileo, Spes non confudit, ha precisato che questo sarà un “anno santo caratterizzato dalla speranza, speranza che non tramonta, quella in Dio”.
Questo momento solenne ci invita a volgere lo sguardo al Signore, accogliendo il Suo amore infinito e lasciandoci trasformare dalla Sua presenza nella nostra vita. L’apertura del Giubileo rappresenta un richiamo alla riconciliazione, alla preghiera e all’impegno di testimoniare la fede in ogni ambito della nostra esistenza. È un tempo per riscoprire la bellezza del perdono e della misericordia, accogliendo l’invito a essere strumenti di pace e carità nel mondo.
In questo contesto di grazia, vi invitiamo a unirvi a noi domenica 26 gennaio presso il Santuario dell’Amore Misericordioso a Collevalenza. In concomitanza con la Domenica della Parola di Dio, vivremo un momento speciale di comunione e fede, che segnerà l’apertura dell’Anno Giubilare anche per questa comunità. La giornata sarà arricchita dal raduno dei catechisti, un’occasione preziosa per riflettere sul dono della Parola di Dio e sul ruolo fondamentale dell’annuncio nella vita della Chiesa. Sarà un momento di condivisione e crescita spirituale, in cui ciascuno potrà sentirsi parte di una famiglia di credenti unita dalla stessa missione.
Rivolgiamo un caloroso invito a tutti i fedeli, le famiglie, i giovani e gli anziani, a partecipare a questa celebrazione. Che sia un’opportunità per rinnovare il nostro impegno di fede, rafforzare la nostra speranza e vivere pienamente la misericordia che Dio ci dona in questo tempo giubilare. Iniziamo insieme questo percorso di grazia, lasciandoci guidare dalla Parola e dall’Amore Misericordioso. Vi aspettiamo con gioia domenica 26 gennaio a Collevalenza, per un momento di fede e di festa che scalderà i nostri cuori e illuminerà il nostro cammino.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/01/Copia-di-Copia-di-Santuario-dellAmore-Misericordioso-di-Collevalenza-PG-.jpg10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-01-03 12:31:332025-01-03 12:31:35APERTURA DEL GIUBILEO DELLA SPERANZA al Santuario dell’Amore Misericordioso