Domenica 1° febbraio, il Santuario della Madonna della Rosa è stato il cuore di un evento di profondo significato ecclesiale, confermando la costituzione ufficiale del primo nucleo dell’Associazione Laici Amore Misericordioso (LAM) nella Diocesi di Senigallia. Una giornata vissuta all’insegna della comunione, che ha visto numerosi fedeli abbracciare formalmente l’impegno di testimoniare il carisma della Beata Madre Speranza nel mondo.
L’evento è stato impreziosito dalla presenza e dall’accompagnamento pastorale dei Referenti Religiosi Nazionali, Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM, giunti a Ostra insieme al Coordinatore Nazionale, Avvocato Luca Antonietti e all’Economo Sebastiano Fiorito. Insieme hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera Associazione a questa nuova formazione locale. La loro partecipazione congiunta ha reso tangibile lo spirito di famiglia carismatica, unendo la componente consacrata e quella laicale in un unico afflato missionario.
La nascita del gruppo di Ostra, coordinato da Luciana Fucili, rappresenta un tassello fondamentale per la presenza dell’Associazione nelle Marche. Questa nuova realtà si affianca, infatti, alle comunità già operose di Jesi e Fermo, inserendosi in un corpo vivo che conta oggi oltre trenta gruppi attivi in tutta Italia. Come sottolineato durante gli interventi, ogni nuova formazione non è un’isola ma un “ospedale da campo” chiamato a operare in sinergia con il clero diocesano, portando l’annuncio dell’Amore Misericordioso nelle pieghe della società civile.
Il momento culminante della giornata, preparato dalla profonda catechesi di Suor Rifugio Lanese e dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Quinto Tomassi, è stato il rito delle adesioni. L’intervento dell’Avvocato Antonietti ha richiamato con forza la natura del servizio laicale intesa come missione quotidiana. I Laici Amore Misericordioso sono chiamati a essere “mani e cuore” nelle proprie famiglie e negli ambienti di lavoro, facendosi carico delle fragilità altrui con lo stesso stile materno e accogliente appreso dalla Beata Speranza di Gesù.
Questa giornata di grazia consegna alla Diocesi di Senigallia un gruppo motivato e pronto al servizio, radicato nella preghiera e aperto alle necessità del prossimo. L’affidamento finale alla Madonna della Rosa ha suggellato il desiderio di camminare insieme, nella certezza di vivere – come amava ripetere Madre Speranza – “Tutto per Amore”.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2026/02/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2026-02-03T092223.540.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2026-02-02 10:00:002026-02-03 09:26:58Ostra accoglie il primo gruppo LAM nella Diocesi di Senigallia
Celebrata l’Ordinazione Diaconale di P. Alexandru Cristinel Chiricheș, FAM
Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 17:30, il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è divenuto il luogo di una profonda esperienza di fede, di servizio e di grazia. In un clima di preghiera e di festa, Sua Ecc.za Mons. Domenico Cancian ha presieduto la Santa Messa di Ordinazione Diaconale di Fr. Alexandru Cristinel Chiricheș, membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso (FAM), imponendo le mani e pregando affinché il Signore lo renda “servo di tutti” nell’annuncio del Vangelo e nel ministero alla Chiesa.
La frase scelta come guida – «Seguimi» (Mt 9,9) – ha accompagnato tutta la celebrazione. Come Matteo, chiamato da Gesù a lasciare tutto per seguirLo, così anche P. Cristinel ha risposto a una chiamata personale, manifestata nel discernimento, nella preghiera e nella sequela quotidiana del Signore. In questa pagina di Vangelo risuona la dinamica essenziale della vocazione: non un progetto umano, ma un incontro trasformante con Cristo che chiama e coinvolge il cuore.
Il Ministero del diacono: segno di amore e di servizio
Durante la celebrazione, Mons. Cancian ha ricordato che il diaconato non è semplicemente un grado “intermedio” verso il sacerdozio, ma un ministero a pieno titolo: servizio della Parola, del culto e della carità. Il diacono, infatti, è chiamato non solo a proclamare il Vangelo e ad assistere all’altare, ma soprattutto a far risuonare nella vita della comunità la tenerezza di Cristo, che si china sui poveri, sugli ultimi e su chi soffre.
Il gesto dell’imposizione delle mani, accompagnato dalla preghiera consacratoria, ha segnato il momento culminante della celebrazione: un atto di trasmissione sacramentale, ma anche di consegna alla missione. In quell’istante, la comunità ha accompagnato con il canto e con la preghiera il nuovo diacono, offrendogli il sostegno spirituale per il cammino che lo attende.
La Messa è stata trasmessa anche online, permettendo a familiari, amici e fedeli lontani di unirsi in preghiera e in gioia per questo evento significativo. Il collegamento alla celebrazione, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=saUEtK_ZgGQ, ha favorito la partecipazione di chi non ha potuto essere presente fisicamente, rendendo condivisa questa tappa essenziale della vocazione di P. Cristinel.
La data scelta – la seconda domenica di Avvento, a ridosso dell’Immacolata – richiama il senso di attesa, di gioia e di preparazione alla venuta del Signore. Il diaconato di P. Cristinel diventa così un segno concreto di speranza: un giovane consacrato inviato ad annunciare Cristo nel mondo, con cuore libero, mani aperte e piedi pronti a camminare verso ogni frontiera di bisogno.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-31T115648.927.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-31 11:58:002025-12-31 11:58:02“Seguimi” (Mt 9,9): una chiamata che trasforma
Il libro Maria Pilar de Arratia e Madre Speranza di Gesù: insieme sulle orme dell’Amore Misericordioso offre uno sguardo nuovo e profondo sulla figura, spesso poco conosciuta, della Sig.na Pilar de Arratia, collaboratrice indispensabile di Madre Speranza di Gesù. Donna aristocratica e colta, Pilar scelse liberamente di rinunciare ai privilegi della propria condizione per seguire una chiamata interiore, mettendo la sua vita, le sue risorse e la sua intelligenza al servizio dell’Opera nascente. Il libro ripercorre la sua trasformazione spirituale e il suo ruolo decisivo nei momenti più difficili: dalla difesa instancabile della Madre contro accuse e incomprensioni, fino all’impegno quotidiano, umile e nascosto, che contribuì a dare radici solide alla nuova Congregazione.
L’opera mette in luce una relazione profonda, umana e spirituale, in cui due vocazioni diverse si completano a vicenda, diventando strumenti docili nelle mani di Dio. La storia di Madre Speranza e della Sig.na Pilar rivela così come la provvidenza divina operi attraverso legami, collaborazioni e fedeltà silenziose, trasformando esistenze semplici in testimonianze luminose di misericordia.
Non si tratta solo di una biografia, ma di un cammino spirituale che invita il lettore a lasciarsi toccare dal messaggio dell’Amore Misericordioso, attuale oggi più che mai: un amore che sostiene, guarisce e restituisce speranza. Il libro diventa così un invito a riconoscere l’opera di Dio nelle trame nascoste delle relazioni e nei “sì” generosi di chi, come Pilar, sceglie di servire senza apparire.
La pubblicazione è disponibile presso il Santuario dell’Amore Misericordioso.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T171241.256.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-15 17:14:162025-12-15 17:21:11MARIA PILAR DE ARRATIA e Madre Speranza di Gesù, sulle orme dell’Amore Misericordioso
“Con lo sguardo verso l’alto” non è stata solo un’esperienza da vivere, ma un tempo da abitare.
Dal 21 al 23 novembre, a Collevalenza, alcuni giovani hanno condiviso giorni di ascolto, preghiera e fraternità, lasciandosi interrogare dalla Parola e dallo sguardo misericordioso di Dio. Tra queste voci, quella di Angela racconta con semplicità e profondità ciò che accade quando ci si lascia sorprendere.
Il Santuario dell’Amore Misericordioso per noi giovani non è un semplice santuario da visitare una volta, ma un luogo dove tornare per ritrovare quella serenità che personalmente poche volte ho provato altrove. Una volta arrivata a Collevalenza non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo in quei giorni, così mi sono lasciata stupire: dalle attività, dalla preghiera, dai dialoghi con i catechisti e soprattutto quelli con i giovani incontrati al Santuario. Nei tre giorni al Santuario abbiamo affrontato la storia di Giuseppe, figlio d’Abramo: attraverso le catechesi e le condivisioni ho potuto approfondire il mio rapporto con Dio. Proprio come Giuseppe, ho capito quanto Dio mi ami e non mi lasci mai sola, rimanendo insieme a noi anche nei momenti peggiori ed è proprio lì che possiamo incontrarlo. Ringrazio moltissimo di aver potuto partecipare a quest’esperienza grazie alla quale mi sono messa alla prova ed ho avuto la possibilità di conoscere giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che come me hanno il desiderio di fare un incontro vero, autentico.
La testimonianza di Angela apre alla certezza che si ritorna sempre a casa, da Collevalenza, con il cuore più leggero e lo sguardo più aperto, nella consapevolezza che Dio continua a camminare con ciascuno di noi anche quando non ce ne accorgiamo. Questa esperienza ha dato la possibilità ai giovani di fare esperienza di come, alzare lo sguardo, non significa fuggire dalla realtà, ma imparare a viverla sapendo di non essere soli. Sono tante le cose che ogni ragazzo si è riportato con se: i volti, le parole, i silenzi condivisi e la certezza che l’Amore Misericordioso di Dio continua a chiamare sempre, lì dove siamo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/12/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-12-15T121448.431.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-12-01 12:17:242025-12-15 12:27:08Con lo sguardo verso l’alto 2025
Il prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025” assegnato a Jesús Colina
A cura di Luca Antonietti, coordinatore nazionale dei Laici dell’Amore Misericordioso
Si è concluso presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza l’atteso Convegno Nazionale dei Laici Amore Misericordioso – LAM, che ha visto riunite oltre 30 comunità laiche provenienti da tutta Italia. Dal 24 al 26 ottobre, il convegno ha offerto ai partecipanti tre giornate intense di preghiera, confronto e approfondimento sul tema “La Strategia della Pace: Disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo”.
Il suggestivo Santuario, eretto grazie al carisma della beata Madre Speranza di Gesù, ha fatto da sfondo a una manifestazione che ha unito momenti di fervore spirituale e celebrazioni solenni a riflessioni coraggiose e attuali sui temi della riconciliazione e del dialogo, oggi fondamentali per la Chiesa e per la società.
Tra i momenti più significativi di questa edizione spicca il Rito della Promessa, durante il quale oltre 30 nuovi membri hanno ufficialmente aderito all’associazione. Ogni promessa sancisce un gesto carico di significato e fiducia, a dimostrazione che il carisma dell’Amore Misericordioso continua a parlare al cuore di tante persone, mostrando come la fede possa tradursi in azione concreta e collettiva.
L’Associazione Laici Amore Misericordioso, che oggi conta più di 30 comunità attive su tutto il territorio italiano, si pone come un esempio vivente di ciò che i laici possono realizzare nella Chiesa contemporanea. Il riconoscimento di questo cammino condiviso, radicato nel messaggio evangelico e nello spirito di servizio, dimostra la rilevanza del loro impegno non solo a livello locale, ma anche globale.
L’azione dell’Equipe Nazionale, con il coordinamento dell’avv. Luca Antonietti, ha garantito momenti di profondo significato che hanno permesso ai partecipanti di vivere appieno il tema portante del convegno. L’Equipe, riferimento per le comunità della LAM in Italia, ha saputo tracciare una linea chiara di lavoro e di coinvolgimento che ha reso l’evento un’occasione di crescita autentica e partecipata.
L’evento si è concluso con la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento “Voci di Speranza 2025”, assegnato al giornalista e saggista Jesús Colina per il suo libro “Papa Leone XIV: La sua vita, il suo pensiero, le grandi sfide della Chiesa” edito dalle Paoline. Durante questa celebrazione, tenutasi presso il gremito Auditorium San Giovanni Paolo II, il pubblico ha potuto riflettere su argomenti di grande attualità riguardanti il pontificato di Leone XIV e la visione di una Chiesa sempre più unita e aperta alle sfide del futuro.
L’intervento di Colina ha posto l’accento sull’importanza dei laici come protagonisti di un cambiamento ecclesiale e sociale. È stato un momento di grande ispirazione capace di catturare lo spirito del convegno e di indicare la direzione di marcia: coltivare nuovi ponti di solidarietà e perseguire quella strategia di pace che il mondo di oggi chiede a gran voce.
La manifestazione ha visto anche la partecipazione dell’avvocata cilena Andrea Idalsoaga Montoya, coordinatrice internazionale dell’associazione. La sua presenza ha valorizzato l’evento, sottolineando la dimensione globale del carisma dell’Amore Misericordioso, che supera i confini e collega comunità e individui in uno slancio di fraternità e servizio. L’impegno de Laici Amore Misericordioso trascende dai confini statuali portando un messaggio universale di pace e speranza.
I partecipanti sono tornati alle loro comunità con il cuore colmo di gratitudine e l’ispirazione necessaria a proseguire il cammino. L’operato dell’Equipe Nazionale ha contribuito a fare di questo convegno non solo una manifestazione di successo, ma anche un momento imprescindibile di riflessione per il futuro della Chiesa e dei laici. Con 30 comunità attive in tutta Italia, l’Associazione dei Laici Amore Misericordioso si conferma una realtà fondamentale della Chiesa contemporanea, capace di affrontare con spirito evangelico le sfide sociali e culturali di oggi.
Accogliendo fedeli e sostenitori, Collevalenza si è dimostrata ancora una volta il territorio privilegiato in cui radicare esperienze di fede autentica, reciproco arricchimento e speranza per il futuro. Il messaggio di questa edizione – la pace attraverso il dialogo – si è trasformato in un impegno concreto, pronto a proiettarsi ben oltre i tre giorni intensi di preghiera e confronto condivisi. Un seme piantato nelle profondità della fede, con radici salde e rami pronti a distendersi verso il futuro.
Nella memoria liturgica di Santa Teresa d’Avila, la Famiglia dell’Amore Misericordioso si è raccolta attorno all’altare della Cappella del Crocifisso, a Collevalenza, per pregare e accogliere la prima professione religiosa di Paolo Cedro, neo-professo di origine siciliana. Circondato da familiari, amici e numerosi laici e consacrati giunti da diversi luoghi d’Italia, fr. Paolo ha emesso i suoi voti di povertà, castità ed obbedienza secondo le Costituzioni dei Figli dell’Amore Misericordioso.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso Ireneo Martìn, ha avuto come centro le luminose figure di Santa Teresa, di Madre Speranza e del “giovane ricco” (Mc 10,17-31), figure dalle quali p. Ireneo ha voluto trarre spunto per rivolgere a Paolo le seguenti parole nell’omelia:
Oggi, festa di Santa Teresa d’Avila, è il giorno in cui Madre Speranza partì dalla casa paterna per farsi santa, come lei. È un giorno grande per te, Paolo, e per tutti noi. La tua consacrazione religiosa al Signore come Figlio dell’Amore Misericordioso: che immenso dono che ricevi dal Signore. Nel vangelo, Marco, parla di un uomo, un tale (Mc 10,17-22) nel quale ci identifichiamo tutti noi, che corre ed ha fretta di incontrare Gesù. E gli pone una domanda centrale per la sua vita: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). Cerca con un’urgenza una risposta per se stesso. Dove vuole rivolgere questo personaggio il suo sguardo? E da chi viene attratto?
Il mondo gli propone la felicità dell’avere, gli indica come valore dei valori il denaro. La società – come sapete – adora l’avere, il possedere, e lui ormai è solo ciò che ha. La società è un mostro che ha bisogno di distruggere ciò che produce, per produrre sempre di più. Invece il Signore, nel vangelo, ci propone la felicità dell’essere; e per essere felice, offre a questo tale un primo passo: osservare i comandamenti, per essere degno di ricevere la vita eterna. È questa una proposta per tutti noi. In questa stessa linea si esprimeva Madre Speranza: “Figli miei, siate sempre fedeli e fate in modo di essere come il Signore vi ha voluti, anche se ve l’ha fatto conoscere questa povera creature, che è vostra Madre. Non vergognatevi mai di essere fedeli, e di essere uniti alle regole, norme e consigli che devono orientare la vostra vita. Non consideratele come antiquate o passate di modo, perchè il Signore ve la fatte conoscere e così le ha volute per voi” (Circolare, 1968).
Ma nella nostra vita, cari fratelli e sorelle, c’è un di più che l’uomo sempre chiede, un desiderio di felicità mai raggiunto, che abita nel nostro cuore. Questa felicità è raggiunta solo dallo sguardo di un Dio che guardandolo, lo amò, dice il Vangelo (cfr. Mc 10,21). La chiamata a seguire Cristo sulla via dei consigli evangelici, caro Paolo, nasce dall’incontro interiore con l’amore di Cristo, che è amore misericordioso. Cristo ti chiama mediante questo suo amore: questo amore di predilezione abbraccia la persona intera, corpo ed anima. Noi non apparteniamo più a noi stessi, ma a lui. E questa nuova consapevolezza è stata il frutto dello sguardo amorevole e misericordioso di Cristo nel segreto del tuo cuore, Paolo. Questo amore è la radice della tua felicità. Lo sguardo di Dio invade tutta la persona: a Madre Speranza è bastato questo sguardo per seguire, senza indugiare, il buon Gesù. È solo a seguito di questo sguardo, che segue la parola nel Vangelo: “va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!” (Mc 10,21). Liberarsi: liberare il proprio essere da tutte le corazze, da tutti gli scudi, da tutte le difese che ci impediscono di percorrere la strada della felicità. Liberati, Paolo, da tutto ciò che il dio del mondo ti ha obbligato a portare, a tenere. Non è tuo, è dei poveri: sono parole che ci introducono nell’ambito del consiglio evangelico della povertà che, insieme ai all’obbedienza e alla castità, appartiene all’essenza stessa della tua vocazione e della professione religiosa. Anche oggi, Gesù si rivolge a noi, a te Paolo, e con lo stesso amore ci dice: “va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo”.
Il vangelo chiede sempre e a tutti un impegno, una decisione, una risposta. O la si respinge e si resta come si è, oppure la si accoglie e si cambia vita. Veramente questo brano evangelico ha cambiato la vita dei santi: S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi a queste parole lasciarono tutto e seguirono Gesù. L’uomo ricco, al contrario, quando udì queste parole, abbassò il il capo, divenne cupo e si allontanò con la tristezza nel cuore. L’evangelista chiude amaramente dando la ragione: “possedeva infatti molti beni” (Mc 10,22), molte sicurezze sbagliate.
Cari amici, la povertà evangelica ci mette in rapporto d’amore con l’altro, con Dio e coi fratelli. Ceduto ciò che si ha ci si mette in rapporto con ciò che si è. La logica di Dio, carissimi amici, non è il possesso, non è l’attaccamento, ma è il dono; non è l’avere, ma il dare per essere come Gesù. Perchè uno non è ciò che ha, ma ciò che da’, ciò che dona. “Niente ti turbi, niente ti spaventi. Solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila). Il vero ricco è colui che da’, non colui che trattiene le cose. Uno che da’ se stesso, d’ tutto, per ritrovarsi ricco di tutto e ricevere il cento per uno nella vita eterna. Questa è la benedizione che oggi Gesù ha portato a te, caro Paolo; è solo donandoti che troverai la felicità.
Allora potremmo chiederci: l’invito di Gesù non è troppo esigente? Le parole che Gesù aggiunge subito dopo quelle del ricco non ammettono replica: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio![…] È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio” (Mc 10,23b.25). Quello che questa pagina del vangelo vuole provocare in noi è che Dio è al di sopra di ogni cosa. Gesù non condanna la ricchezza né esalta la povertà, ma ci chiede di porre Dio al primo posto, anche dei beni che abbiamo, anche dei beni più cari, e di considerare i poveri come nostri fratelli, gli interessi più cari che diventano i nostri maestri – diceva Madre Speranza – verso i quali siamo debitori di amore e di aiuto. Essi hanno diritto al nostro amore e al nostro sostegno: siamo stati creati per condividere. Qui sta il segreto, caro Paolo, della felicità. Così lo capì Madre Speranza quando, in quel lontano 15 ottobre 1914, lasciò la casa paterna per farsi santa, come S. Teresa d’Avila. Così l’ha capito papa Francesco nell’enciclica Dilexit nos in cui ci ricordava che Gesù si identifica con i più piccoli della società, e così l’ha capito papa Leone nella recente esortazione Dilexit te sulla cura della Chiesa, per i poveri e con i poveri.
Caro Paolo, a nome di tutta la nostra Famiglia che ti ha accolto con tanto amore, a nome della tua cara mamma Pina e a nome di tutti i presenti ti affido all’Amore Misericordioso. Guarda Madre Speranza: come lei, tu possa essere apostolo e testimone credibile dell’Amore Misericordioso. Infine, ti affidiamo alla Vergine Madre, a Maria Mediatrice: ti sostenga nelle difficoltà, ti prenda in braccio e ti faccia sentire sempre più come suo vero figlio.
A fr. Paolo, dunque, l’augurio di un cammino santo, alla sequela di Cristo Amore Misericordioso. Figli, Ancelle e Laici dell’Amore Misericordioso continuano a sostenerlo nella preghiera perché possa custodire sempre, come Madre Speranza, il desiderio di santificazione.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/10/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-10-16T100058.586.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-10-16 10:03:052025-10-16 10:03:08“Eccomi, Signore”. La PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA di fr. Paolo Cedro
Domenica 5 ottobre la comunità delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, della casa generalizia di Roma, ha avuto la gioia di celebrare l’anniversario del 25° anno di consacrazione religiosa delle sorelle suor Giusy, suor Luminița e suor Bindhu. La Santa Messa è stata presieduta dal Vescovo Domenico Cancian, Figlio dell’Amore Misericordioso.
Le tre consorelle, come Maria, hanno rinnovato la loro consacrazione religiosa e hanno ringraziato Dio per questi 25 anni di fedeltà, di donazione e di gioia al servizio dell’amore mettendo in atto il motto di Madre Speranza, “Tutto per Amore”.
Suor Giusy, Suor Luminița e Suor Bindhu hanno espresso e si impegnano a vivere secondo quanto detto dalla Beata Madre Speranza: “Come sono felice, Gesù mio, rendendomi conto di avere una volontà per offrirti, un cuore per amarti, un corpo per soffrire, e il tempo per esercitare la carità.”Le tre consorelle hanno rinnovato la loro promessa di dedicarsi alla missione affidatagli dall’Amore Misericordioso e di impegnarsi nel servizio di coloro che Gesù mette sulla loro strada. Certe della intercessione della beata Madre Speranza, dell’aiuto dei Santi protettori della Congregazione e della vicinanza delle sorelle e dei fratelli, le tre consorelle riaffermano la loro appartenenza alla Congregazione di Gesù Amore Misericordioso.
La festa ha riunito le due comunità di Ancelle dell’ Amore Misericordioso, quella della casa generalizia di Roma e la comunità di Roma-Spinaceto. Le sorelle più giovani hanno rallegrato la festa con un balletto è un singolare video che raccoglie gli auguri di varie sorelle anche lontane. Le tre consorelle festeggiate hanno espresso la loro gratitudine a Dio per la sua misericordia e fedeltà e le sorelle per la vicinanza e l’aiuto costante. Con queste parole, sr. Giusy a nome di tutte, è intervenuta al termine della Celebrazione Eucaristica:
Con le parole del Salmo diciamo: “Rendiamo grazie al tuo nome, Signore, per la tua fedeltà e la tua misericordia”. Tanti sono i sentimenti che si sommano a questo momento: quello che prevale è la gratitudine al Signore per l’immenso amore misericordioso che ha riversato nella nostra vita. Gratitudine alla nostra Congregazione, all’intera famiglia carismatica. Un particolare grazie a tutte le consorelle, confratelli e laici che il Signore ha messo al nostro fianco che ci hanno guidato, sostenuto, lungo il cammino di questi 25 anni. Alla gratitudine si aggiunge la gioia di appartenere ad una così famiglia: la gioia della fraternità che ci unisce, sperimentando di aver ricevuto molto e di non dare mai abbastanza. Questo anniversario rappresenta un traguardo importante nella nostra vita religiosa, ma anche un momento di riflessione e di rinnovato impegno spirituale per divenire vere Ancelle ad immagine di Maria e di nostro Madre [Speranza di Gesù]. Questo ci proponiamo di realizzare, sostenute dalla vostra preghiera e affetto fraterno. Grazie di cuore.
Tutti noi rendiamo grazie a Dio per i suoi benefici e le grazie concesse lungo questi anni di donazione e di servizio.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/10/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-10-06T165745.295.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-10-06 17:02:262025-10-06 17:02:28Tre storie, un’unica chiamata: 25 anni di fedeltà e di servizio
Sabato 27 settembre la nostra famiglia religiosa ha vissuto un momento di grazia e di gioia profonda: la professione perpetua di fr. Alexis, fr. Shinu e fr. Cristinel. Nella cornice della Celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Generale, Ireneo Martin, i tre confratelli hanno pronunciato il loro “sì” definitivo, consegnando per sempre la propria vita al Signore e al servizio della Chiesa.
L’assemblea di confratelli, familiari, amici e fedeli, ha partecipato con commozione e gratitudine a questo passo decisivo, segno della fedeltà di Dio che continua a chiamare uomini e donne a seguirlo più da vicino. Le parole del Padre Generale, durante l’omelia, hanno offerto una chiave di lettura profonda di questo gesto, richiamando l’essenza della consacrazione e la bellezza di una vita donata senza riserve.
Oggi è un giorno grande per voi e per tutti noi. La vostra consacrazione perpetua al Signore come Figli dell’Amore Misericordioso: che immenso dono nella festa del Santuario dell’Amore Misericordioso. […]
Carissimi giovani: fr. Shinu, fr. Alexis e fr. Cristinel, la consacrazione religiosa si inserisce nel dinamismo del Regno. Ed è un dono speciale che Dio fa alla sua Chiesa, alla nostra Congregazione, attraverso l’invito personale e misterioso che Egli rivolge liberamente a chi vuole, a ciascuno di voi. E dice: “Seguimi!”.
Ecco, la consacrazione esprime il nostro dono totale a Dio, per il bene di tutti, e non solo al fine di realizzare la vostra vocazione come Figli dell’Amore Misericordioso. Allora, la certezza di essere amati da Dio è il centro della nostra vocazione. Questa certezza permette di essere per gli altri un segno tangibile della presenza del Regno di Dio. È un anticipo delle gioie eterne del cielo. Per questo, quando vedete un religioso o una religiosa, loro in sé dovrebbero anticipare l’aldilà, il rapporto relazionale col Regno. Chi come voi, cari confratelli, abbraccia la vita consacrata testimonia e manifesta la radicalità della sequela di Cristo e del Vangelo. E voi indicate a tutti noi come sia bello, anche se impegnativo ed esigente, seguire Gesù come contraccambio e come Egli trasformi la vostra vita, trasfigura il vostro cuore rendendovi uomini più veri e più liberi. I consigli evangelici sono, perciò, lo strumento pratico offerto dallo Spirito Santo per conformarvi a Cristo. I tre voti coi quali Cristo invita voi, cari giovani, fr. Alexis, fr. Shinu, e fr. Cristinel, a condividere la sua esperienza di verginità, di povertà e di obbedienza. Richiedono il desiderio esplicito di una totale conformazione a Lui.
Con voi, allora, cari confratelli, e con i vostri familiari e amici, lodiamo e ringraziamo Gesù che manifesta sempre la grandezza del suo amore nei cuori che lo accolgono, come voi avete fatto.
La celebrazione si è conclusa con un clima di festa e fraternità. La professione perpetua di fr. Alexis, fr. Shinu e fr. Cristinel è stata un dono non solo per la nostra comunità, ma per tutta la Chiesa: un segno luminoso della presenza di Dio che continua a scrivere la sua storia attraverso la vita dei suoi figli.
Il loro “per sempre” diventa oggi un invito rivolto a ciascuno di noi a rinnovare la propria fedeltà al Vangelo, nelle scelte quotidiane e nella testimonianza di una vita donata. Con gratitudine li accompagniamo nella preghiera, certi che il Signore, che ha iniziato in loro quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza è in piena festa: fin dal 18 settembre si stanno vivendo giorni intensi di fede, preghiera e fraternità in occasione della Festa dell’Amore Misericordioso. Un appuntamento che ogni anno richiama pellegrini da tutta Italia e dall’estero, per riscoprire la sorgente viva della misericordia di Dio annunciata dalla Beata Madre Speranza.
Una preparazione di cuore: la novena all’Amore Misericordioso
Dal 18 settembre fino a questa sera, alle 18.00, la comunità e i numerosi pellegrini accorsi si sono raccolti nella Cappella, ai piedi del Crocifisso, per pregare insieme la Novena solenne all’Amore Misericordioso presieduta giorno dopo giorno dai Figli dell’Amore Misericordioso che hanno condiviso una riflessione: un tempo per predisporre il cuore ad accogliere il dono di un Dio che non condanna, ma ama e rialza, che non esclude, ma abbraccia con tenerezza ogni suo figlio.
Giornate speciali di preghiera e fraternità
Due giornate particolari hanno illuminato il cammino verso la festa:
Giovedì 25 settembre, un’intera giornata dedicata ai sacerdoti e alle vocazioni, con la concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Domenico Cancian e l’adorazione eucaristica. Un momento per chiedere al Signore di donare alla Chiesa pastori secondo il suo cuore.
Venerdì 26 settembre, giornata del malato e dell’anziano, con la presenza dell’UNITALSI e del Centro Speranza di Fratta Todina. La liturgia e il momento di fraternità vogliono essere segno concreto di quella misericordia che si fa vicinanza alle fragilità della vita.
Cuore e centro di questa festa saranno i giorni a seguire e, in particolare domani sabato 27 settembre, sarà il giorno del Pellegrinaggio di Speranza: dalla Piazza del Santuario partirà la processione giubilare, guidata da Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Orvieto-Todi. La giornata si concluderà con la celebrazione eucaristica presieduta da P. Ireneo Martín all’interno della quale fr. Alexis, fr. Shinu e fr. Cristinel emetteranno i voti perpetui come Figli dell’Amore Misericordioso: un segno di fedeltà e di dono totale al Signore. La serata sarà impreziosita da un concerto di coro e orchestra, a lode del Dio della vita.
Il culmine sarà domenica 28 settembre, giorno della festa. Alle 9.30 Mons. Vittorio Viola guiderà una riflessione dal titolo: “La speranza che non delude si fonda sull’Amore Misericordioso del Signore”. Seguiranno le celebrazioni eucaristiche presiedute da P. Aurelio Pérez, da Mons. Vittorio Viola e da altri vescovi amici del Santuario. Il canto del Coro “Madre Speranza” accompagnerà la preghiera, esprimendo la gioia di chi sperimenta la fedeltà di Dio.
Il compleanno di Madre Speranza
Infine, martedì 30 settembre, si farà memoria del compleanno della Beata Madre Speranza, donna innamorata di Dio e strumento della sua misericordia. La giornata sarà segnata dalla Messa presieduta da Mons. Domenico Cancian e da un momento di presentazione del volume La Beata Madre Speranza e la mistica dell’Amore Misericordioso, scritto da Don Mauro Angelini, con la partecipazione artistica di Mogol.
Un invito a lasciarsi rinnovare
La festa del Santuario dell’Amore Misericordioso non è solo un programma di celebrazioni: è un invito a lasciarsi toccare dal cuore di Cristo che si dona senza misura. È un’occasione per tornare a Collevalenza, “luogo della misericordia”, e riscoprire che ogni uomo e ogni donna, anche nella prova, è chiamato a vivere nella fiducia e nella speranza.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/09/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-09-26T171032.240.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-09-26 17:13:032025-09-26 17:22:32Collevalenza celebra la FESTA del Santuario dell’Amore Misericordioso
Ormai la campanella della prima ora di lezione è suonata. E non solo in classe, ma anche nella vita. Per tanti giovani, l’estate non è stata una pausa vuota, ma una vera lezione fuori dai banchi: giorni intensi, con lo zaino in spalla, per mettersi in ascolto, camminare insieme e lasciarsi sorprendere da Dio. È questo lo spirito con cui gli oltre 80 ragazzi dei Giovani dell’Amore Misericordioso hanno vissuto le iniziative estive della pastorale giovanile, tra Collevalenza e Roma, scoprendo che la misericordia e la speranza non sono solo parole, ma strade da percorrere.
Collevalenza – Sulla strada della misericordia
Dal 19 al 22 agosto, ragazzi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Quattro giorni intensi, trascorsi insieme per mettersi in ascolto della Parola e per lasciarsi sorprendere dalla parabola del Padre misericordioso di Lc 15. Non si è trattato di un semplice incontro di preghiera, ma di un vero e proprio viaggio interiore: ognuno si è riconosciuto un po’ nel figlio minore che scappa, nel figlio maggiore che giudica, o nel padre che accoglie. In un clima di amicizia, giochi, momenti di silenzio e di condivisione, i ragazzi hanno scoperto che la misericordia non è una teoria, ma una strada concreta da percorrere ogni giorno.
Le giornate a Collevalenza sono state scandite da tempi forti di ascolto della Parola, seguiti da laboratori e attività che hanno aiutato i ragazzi a calare nel vissuto quanto meditato. Non è mancata la leggerezza dei canti e dei giochi, che hanno creato legami e fatto respirare l’aria di famiglia, tipica dello stile dell’Amore Misericordioso. Uno dei momenti più toccanti è stato quando, davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso, molti hanno sentito il bisogno di affidare le proprie fragilità. Lacrime e sorrisi si sono intrecciati, segno che Dio parlava al cuore di ciascuno in modo personale e unico. A dare forza al cammino c’è stata anche la testimonianza di chi vive la fede ogni giorno nella concretezza: religiosi, animatori e sacerdoti che hanno condiviso non discorsi astratti, ma vite trasformate dalla misericordia. Questo ha reso chiaro a tutti che il Vangelo non resta chiuso nel libro, ma prende carne nella storia di ognuno.
Alla fine dei quattro giorni, i ragazzi sono ripartiti con un dono prezioso: la consapevolezza che la misericordia non è un’emozione passeggera, ma un impegno quotidiano. Molti hanno espresso il desiderio di tornare a casa e mettere in pratica gesti semplici ma concreti: ricucire rapporti interrotti, tendere una mano a chi è in difficoltà, vivere con più gratuità nelle proprie famiglie e comunità.
Roma – Pellegrini di speranza
Subito dopo, dal 22 al 24 agosto, un gruppo di questi giovani ha preso lo zaino in spalla e si è spostato a Roma per vivere il proprio Giubileo. Non un cammino turistico, ma un vero e proprio pellegrinaggio che li ha portati tra le strade della città eterna, ripercorrendo i passi di Pietro, il pescatore che ha avuto il coraggio di fidarsi di Gesù fino alla fine. Attraverso tappe legate alla storia e alla tradizione, ascoltando la Parola di Dio ed alcune catechesi dal tratto esistenziale ed esperenziale, e visitando luoghi significativi, i ragazzi hanno percorso un cammino personale alla luce dell’apostolo. È stato sorprendente per molti scoprire che dietro i grandi monumenti e le basiliche che milioni di turisti visitano ogni anno, c’è una storia di fede, fatta di persone semplici che hanno creduto e hanno trasmesso la speranza e la fede.
Le giornate romane sono state anche occasione di confronto: lungo il cammino, tra una tappa e l’altra, non sono mancati i momenti per raccontarsi sogni e paure, per porsi domande sul futuro, per scoprire che la fede non toglie i dubbi, ma li trasforma in possibilità di ricerca. Il momento più forte è stato certamente il passaggio della Porta Santa in San Pietro: un gesto semplice e potente, che ha reso visibile il desiderio di affidare a Dio la propria vita con tutto ciò che essa porta – sogni, fragilità, progetti. Davanti alla maestosità della basilica, molti hanno sentito la piccolezza delle proprie forze, ma anche la grandezza di un amore che abbraccia tutto. È stato come dire: “Eccomi, Signore, voglio camminare con Te”.
E poi, come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, non sono mancati i momenti di fatica: il caldo, i chilometri percorsi a piedi, la stanchezza… ma anche qui i ragazzi hanno scoperto che la speranza cresce quando si cammina insieme. Ogni passo, ogni sorriso condiviso, ogni incoraggiamento ricevuto ha reso il pellegrinaggio più vero e più bello. Alla fine del percorso, ciascuno è tornato a casa con qualcosa di nuovo nel cuore: la convinzione che la fede non è un peso da portare, ma una strada che illumina, e che l’Amore Misericordioso non conosce confini né distanze.
Un’estate che ha lasciato il segno
Queste esperienze raccontano quanto il Vangelo non è lontano dalla vita, ma illumina le relazioni, le scelte, le fatiche di ogni giorno. Collevalenza e Roma sono diventate due tappe di un’unica avventura: scoprire che Dio cammina accanto a noi e che la speranza è più forte di ogni paura. E allora, tornando a casa, ognuno di questi giovani porta con sé una consapevolezza nuova: la misericordia non è solo ricevuta, ma anche donata; la speranza non è un sogno astratto, ma una scelta concreta.
Ed è proprio da qui che riparte il cammino dei Giovani dell’Amore Misericordioso: con il cuore pieno di gratitudine e con lo sguardo rivolto verso l’alto, pronti a continuare ad essere segni di speranza per il mondo.
https://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2025/09/Immagini-in-Evidenza-SITO-AM-2025-09-18T100507.878.png10801080Famiglia dell'Amore Misericordiosohttp://www.amormisericordioso.org/ita/wp-content/uploads/2018/02/logo-fam-italiano.pngFamiglia dell'Amore Misericordioso2025-09-18 10:11:112025-09-18 10:18:29Zaino in spalla: il viaggio dei giovani dall’abbraccio del Padre alla Porta Santa