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Il Crocifisso dell’Amore Misericordioso

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Gesù regna nei nostri cuori
 

Canto di Esposizione

Introduzione, intenzione di preghiera
Nel mese di novembre celebriamo Cristo Re dell’universo, Gesù Amore Misericordioso, che regna dal trono della croce. Ci affidiamo a Lui che governa la nostra vita e gli chiediamo la grazia di regnare nei nostri cuori, di donarci lo zelo di lavorare per il Suo Regno e infine, di portarci tutti nel Suo regno di pace e di amore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 18,33-38)
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?».Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?».

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15,9-15)
Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia.Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba.Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?».Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!».Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!».Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Adorazione personale

Commento

Dagli scritti di Madre Speranza
In quell'accusato c'è una dignità non comune, un aspetto di grandezza, di regale maestà che, pur nascosta dall'umile apparente impotenza, non sfugge agli occhi del pretore. La presenza di quell'uomo lo avvince e intuisce che c'è in Lui qualcosa di straordinario; e così gli chiede, non con disprezzo, ma con evidente interesse: «Dunque, tu sei re?». La risposta è «Sì, io sono re».

Re sul trono della croce, ben diverso dal trono celeste; come sommo Sacerdote e Pastore vigilantissimo delle nostre anime. La sua mitra è la corona di spine, il suo scettro la croce, gli anelli i chiodi delle mani, le sue vesti disonorevoli.

In quel momento ha avuto inizio la regalità di Cristo; ha cominciato a regnare sul mondo dal legno della croce che si è trasformata in qualcosa di diverso; da patibolo è divenuta trono; da simbolo di maledizione, segno di benedizione; da strumento di morte, albero di vita.

Contempliamo l'Amore Misericordioso morente e vedremo che lo sguardo innamorato dei suoi occhi velati e la bocca arsa per la sete ci chiedono compassione e amore che non possiamo negargli e dobbiamo impegnarci perché tutti lo amino. (El Pan 7, 272 El Pan 6, 79; El Pan 7,370.378)

Adorazione personale

Dalle parole di Papa Francesco
“Non si capisce il cristianesimo senza capire questa umiliazione profonda del Figlio di Dio, che umiliò se stesso facendosi servo fino alla morte e morte di Croce, per servire”.

“Non è un ornamento, che noi dobbiamo mettere sempre nelle chiese, sull’altare, lì. Non è un simbolo che ci distingue dagli altri. La Croce è il mistero, il mistero dell’amore di Dio, che umilia se stesso, si fa ‘niente’, si fa peccato. Dove è il tuo peccato? ‘Ma non so, ne ho tanti qui’. No, il tuo peccato è lì, nella Croce. Vai a cercarlo lì, nelle piaghe del Signore, e il tuo peccato sarà guarito, le tue piaghe saranno guarite, il tuo peccato sarà perdonato. Il perdono che ci dà Dio non è cancellare un conto che noi abbiamo con Lui: il perdono che ci dà Dio sono le piaghe del suo Figlio sulla Croce, innalzato sulla Croce. Che Lui ci attiri verso di Lui e che noi ci lasciamo guarire.” (Messa a Santa Marta 8 aprile 2014)

Adorazione personale

Domande per la riflessione:

1.    Viviamo abbracciati alla croce con il nostro Dio e Signore?
2.    Siamo anche noi audaci? Il nostro sogno vola alto?
3.    come posso essere libero, come posso essere libera da questa cultura del provvisorio?
4.    Ho donato amore e misericordia a quanti vivono accanto a me?

Canone “Misericordias Domini in eternum cantabo”

Gesto: Baciamo tante volte il crocifisso, con venerazione e come riconoscenza a Gesù che ci ha redenti e affidiamo a Lui tutti i giovani che cercano la pienezza di vita affinché si lasciano incontrare da Gesù.

Canto Vocazionale

Preghiera per le vocazioni
Venga il tuo Regno
In questa domanda chiediamo
che venga in noi il regno
della Sua grazia
e dei favori del cielo,
che è il regno dei giusti,
e il regno della gloria
dove Egli regna in perfetta
comunione coi beati.

Perciò chiediamo anche la fine
del regno del peccato,
del demonio e delle tenebre.

Intenzioni particolari 

Preghiamo insieme: Dio di Misericordia ascoltaci

1.    Preghiamo per il Santo Padre Francesco e per tutti i vescovi
2.    Per la nostra Famiglia religiosa affinché  siamo segno vivo dell’amore misericordioso
3.    Per tutti i sacerdoti perché siano santi
4.    Per i giovani che si sentono chiamati,  siano disposti a mettersi al servizio del Signore
5.    Per tutte le famiglie che donano i loro figli al Signore
6.    Altre intenzioni…

Preghiamo con la Nostra Madre Fondatrice
«Salve, ti saluto, mio Re e mio Signore; anche se ti mostri così piccolo e coperto del povero manto delle specie sacramentali».
«Io ti adoro, mio Dio e mio Signore, e piego le mie ginocchia come fedele suddito». (El Pan 7, 305)

Canto di adorazione

Benedizione Eucaristica

Canto finale a Maria

 


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