DON ERNESTO RICCI: il sacerdote che non smise mai di amare i giovani

Il 5 agosto 2025 è ricorso il 75° anniversario della nascita al cielo di don Ernesto Ricci. La sua intensa vita, è stata interamente spesa per i giovani più poveri e fragili, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a portare frutti, grazie anche all’incontro provvidenziale – avvenuto dopo la sua morte – con l’oggi Beata Madre Speranza di Gesù.
Don Ernesto Ricci, sacerdote della Diocesi di Fermo, era noto per il suo impegno verso i giovani più bisognosi della città. Soprannominato “il Don Bosco di Fermo”, subito dopo la seconda guerra mondiale fondò nel 1946 il Collegio Artigianelli del Sacro Cuore, noto anche come “Scuola di arti e mestieri”: una realtà educativa, dove ragazzi poveri, orfani o provenienti da famiglie numerose ricevevano non solo vitto e alloggio, ma anche una solida formazione professionale attraverso laboratori di tipografia, falegnameria, calzoleria, sartoria, meccanica e molto altro.

Questa scuola divenne presto un punto di riferimento tant’è che quando ottenne la qualifica di Centro di Addestramento Professionale di meccanica di precisione dal Ministero del Lavoro e quando vi furono alcune riforme regionali italiane sul lavoro, fu convertita come Centro di Formazione Professionale, estendendo i suoi servizi anche a giovani adulti e con disabilità.
La morte e il passaggio del testimone
Don Ernesto si spese fino in fondo, consumando tutte le sue energie per i “suoi” ragazzi. Poco prima di morire confidò: «Quando non ci sarò più io, ci sarà sempre il buon Dio». Morì e poco dopo la sua morte, Madre Speranza di Gesù raccontò che gli apparve in visione, incaricandola di continuare la sua opera educativa e caritativa.
Madre Speranza, già impegnata nella diffusione dell’Amore Misericordioso, comprese chiaramente il valore dell’opera lasciata da Don Ricci e nel 1952, quindi due anni dopo la morte del sacerdote, aprì a Fermo una comunità di Ancelle dell’Amore Misericordioso dedicata alla gestione del Collegio Artigianelli, proseguendo la missione educativa e formativa iniziata da Don Ricci. Oltre all’opera educativa per minori, la Famiglia dell’Amore Misericordioso continuò e ampliò l’ambito formativo attraverso il Centro di Formazione Professione, oggi noto come “Artigianelli”.
Il legame tra Don Ernesto Ricci e la Madre Speranza è esemplare di continuità spirituale e operativa: Don Ricci seminò un progetto concreto di carità e formazione, e Madre Speranza ne raccolse il testimone, facendo fiorire un’opera che ancora oggi continua a essere segno di speranza per tanti giovani.
Un’eredità viva
L’opera oggi è un seme che continua a germogliare. Centinaia di giovani hanno trovato e trovano ancora oggi, tra quelle mura, non solo una formazione professionale, ma un clima di accoglienza, fiducia e amore. Don Ernesto e Madre Speranza, ciascuno con il proprio carisma, hanno mostrato che il Vangelo non è un’idea astratta, ma prende carne ogni volta che ci si china sulle ferite di chi è più fragile.
A 75 anni dalla sua morte, siamo invitati non soltanto a ricordare un grande sacerdote, ma a lasciarci interrogare dalla sua vita. Significa chiedersi come, anche oggi, possiamo essere “artigiani” di speranza per le nuove generazioni.
Una nuova pubblicazione
Per chi desidera conoscere più a fondo la vita e le opere di questo sacerdote appassionato, è appena uscito il volume Don Ernesto Ricci. La vita e le opere di un uomo straordinario di Riccardo Renzi (Edizioni Shalom). Un’occasione preziosa per lasciarsi ispirare dal suo esempio e scoprire come il bene, quando è autentico, continui a fiorire anche dopo tanti anni.


