Prima professione religiosa di SR. CATERINA La Spisa

Ci sono giorni in cui il Vangelo sembra uscire dalle pagine e prendere carne davanti ai nostri occhi. Giorni in cui parole come fiducia, consegna, amore smettono di essere concetti spirituali e diventano scelte, passi, lacrime trattenute e sorrisi pieni. L’8 febbraio, in occasione della festa liturgica della Beata Madre Speranza, uno di questi giorni ha preso forma nella vita di Sr. Caterina La Spisa EAM.
Chi era presente ha percepito che non si trattava semplicemente di un rito, ma di una storia d’amore che arrivava a dire il suo “sì” ad alta voce. I voti di obbedienza, castità e povertà non sono risuonati come rinunce, ma come il modo concreto con cui una vita sceglie di fidarsi dell’Amore Misericordioso e di lasciarsi plasmare da Lui. In un tempo in cui trattenere sembra più sicuro che donarsi, vedere qualcuno consegnare la propria vita è una provocazione dolce e potente.
E forse il segreto di quel “sì” stava già nelle parole condivise la sera precedente, durante la veglia di preghiera vocazionale, quando Sr. Caterina ha aperto il cuore raccontando il suo cammino, le sue domande, le sue scoperte. Non una storia perfetta, ma una storia vera, dove Dio ha pazientemente tessuto luce dentro le pieghe della quotidianità.
Di seguito, uno stralcio della sua testimonianza, perché certe scelte si comprendono davvero solo ascoltando la voce di chi le vive:

Ricordo che un giorno, una suora mi ha detto: “Devi essere un’ape e mai una mosca”. All’inizio non avevo capito cosa volesse dirmi ma poi compresi che l’ape viene attratta dai profumi e dai colori dei fiori, non li sciupa, si nutre del loro polline che trasforma in miele. La mosca, invece, si poggia ovunque e viene attratta da cose sporche.
Mi sono laureata alla fine del 2020, quando eravamo ancora in pieno Covid. Ho iniziato subito a lavorare in un reparto di terapia intensiva, ho preso in affitto una casa, avevo una rete di amici e continuavo ad approfondire la mia relazione con Gesù. In questo periodo è nata in me una sana inquietudine interiore che mi ha portato a chiedere al mio parroco: “Don Manrico, sento nel cuore il desiderio di fare un discernimento serio, su ciò che il Signore vuole da me”. Ho così iniziato con lui un accompagnamento spirituale e con Suor Belen, religiosa del Verbum Dei, un accompagnamento umano, per imparare a conoscere meglio me stessa e la mia storia. Ho scoperto che il Signore l’ha amata prima di me. Sento di dirvi l’importanza: di non fare da soli, di fidarvi e affidarvi a persone sagge, che il Signore vi mette accanto: ci sono incontri che cambiano la vita.
Sono arrivata per la prima volta a Collevalenza con un pellegrinaggio della parrocchia di Santa Giulia, di Roma. Quel giorno una ragazza, guardandomi, mi ha detto: “Questi occhi li vuoi donare al Signore?”. C’è stata poi una seconda esperienza, un corso vocazionale chiamato “Jabbok”, in cui qualcun altro mi disse: “Scappa scappa, prima o poi il Signore ti acchiappa!”. In effetti aveva visto giusto. All’inizio scappavo dal Signore perché mi sentivo inadatta e dicevo: “Signore, fuori ci sono tante altre giovani migliori di me che ti possono aiutare”. Alla fine ho mollato la presa, felice di non scappare più. E ora sono qui a condividerlo con voi.
Oggi sono alla vigilia della Prima Professione e i due anni di noviziato trascorsi all’ombra del Santuario mi hanno portato ad innamorarmi ancora di più di questo carisma, di un Padre che perdona, dimentica e non tiene in conto e che non è felice senza di me, ma anche senza di te. Una mediazione speciale è stata la Beata Madre Speranza, di cui domani ricorre la festa liturgica. Mi sono sentita da subito “figlia”, tenuta per mano, condotta a scegliere di vendere tutto per acquistare la perla preziosa: “Gesù, mio tutto e ogni mio bene”, come lei diceva.
La cosa più bella e lo stupore più grande della mia vita è la gratuita chiamata del Signore a donare me stessa per i fratelli, dove Lui vorrà e come a Lui piacerà. Il Signore ancora oggi continua a chiamare. Il mio augurio? Che [voi, giovani,] abbiate il coraggio di rispondere!



